(Fonte foto: Enea)

Progetto CRISTAL: rilanciare la navigabilità nel fiume Po

Il progetto europeo punta a riportare le vie d’acqua interne al centro della mobilità sostenibile

Intelligenza artificiale e sensoristica avanzata per rilanciare la navigabilità e il trasporto fluviale lungo il Po: sono queste le tecnologie sviluppate da ENEA nell’ambito del progetto europeo CRISTAL da 6,8 milioni di euro, che ha coinvolto 16 partner di 9 Paesi per analizzare tre grandi fiumi europei: il Po in Italia, la Mosella in Francia e la Vistola in Polonia. Il progetto CRISTAL rientra nella politica europea che punta a riportare le vie d’acqua interne al centro della mobilità sostenibile, trasferendo fino al 20% del traffico merci dalla strada all’acqua.

Navigare il fiume Po
ENEA ha sviluppato un sistema tecnologico integrato che combina modelli di analisi dei dati basati sull’intelligenza artificiale con soluzioni di sensing avanzate, in grado di prevedere le condizioni di navigabilità del fiume Po. L’adozione di un sistema di monitoraggio basato su fibra ottica consente di superare l’approccio tradizionale basato su ispezioni periodiche con battelli batimetrici, che attualmente vengono utilizzati per rilevare le condizioni del fondale e redigere i bollettini di navigabilità. La misura distribuita tramite fibra ottica permette di disporre di dati più continui, più stabili nel tempo e disponibili anche in condizioni operative estreme, quando l’uscita dei battelli batimetrici potrebbe risultare difficoltosa o addirittura impossibile. A questo si aggiunge un beneficio ambientale significativo: la sostituzione delle campagne di misura quotidiane effettuate con imbarcazioni a diesel comporta una drastica riduzione delle emissioni di gas serra, abbattendo l’impronta di carbonio associata al monitoraggio della navigabilità.

L’utilità delle informazioni in tempo reale
Il sistema ENEA punta al monitoraggio continuo dell’accumulo di sedimenti e detriti sul fondale del fiume, garantito da una rete di piastre di pesatura subacquee installate nei punti più critici del fiume, dotate di sensori in fibra ottica con tecnologia FBG (Fiber Bragg Grating), sviluppata dal Laboratorio Fotonica del Dipartimento Nucleare. I dati raccolti vengono poi integrati con parametri idrologici e meteorologici per poi essere elaborati da un modello di intelligenza artificiale sviluppato dal Laboratorio Infrastrutture Critiche di TERIN. Grazie a questo sistema integrato, è possibile ottenere informazioni precise e in tempo reale, utili a pianificare interventi mirati di manutenzione preventiva dei fondali e a garantire la sicurezza della navigazione, anche in caso di eventi climatici estremi. Oltre a descrivere lo stato del fondale, il sistema ENEA è in grado di prevedere le condizioni di navigabilità fino a 10 giorni.

“Queste previsioni sono particolarmente rilevanti per individuare in anticipo situazioni critiche, come l’accumulo eccessivo di sedimenti o detriti, che possono ridurre la profondità e aumentare il rischio di incaglio delle imbarcazioni”, sottolinea Maria Luisa Villani, ricercatrice del Laboratorio Infrastrutture critiche di ENEA-TERIN. Disporre di informazioni predittive permette agli operatori della navigazione e della logistica di pianificare in modo più affidabile le spedizioni, evitando ritardi, fermo dei battelli e perdite economiche che possono avere effetti a catena sull’intera filiera.

“Ora dobbiamo sperimentare il sistema in tratti selezionati del Po per validarlo in condizioni reali, dopo i test in laboratorio”, spiega Michele Arturo Caponero del Laboratorio Fotonica del Dipartimento Nucleare dell’ENEA. “Una volta completata questa fase – aggiunge - sarà possibile creare una rete permanente di monitoraggio lungo il fiume, offrendo dati in tempo reale agli operatori della navigazione, ai gestori delle vie fluviali e alle autorità responsabili della sicurezza”.

red/gp

(Fonte: Enea)