nibbio reale (fonte foro: wikipedia)

Progetto "LIfe PLuto": sei Nuclei Cinofili Antiveleno a tutela della fauna selvatica

Sei nuovi Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA) alla ricerca di bocconi avvelenati e sostanze tossiche utilizzate per la preparazione delle esche su tutto il territorio nazionale: è questo l'obiettivo del progetto "Life PLUTO", che il Corpo forestale dello Stato, insieme al Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, sta conducendo per fronteggiare l'emergenza dell'avvelenamento degli animali selvatici


Ogni anno in Italia centinaia di animali selvatici e domestici muoiono per aver ingerito bocconi avvelenati. Tra le vittime figurano anche animali selvatici rari e protetti come l'orso ed il lupo nonché numerose specie di rapaci tra le quali grifone, nibbio reale e aquila reale.
Per prevenire e contrastare l’uso del veleno nell’Italia centro-meridionale e favorire  la conservazione delle specie protette sensibili a questa minaccia. è nato il progetto "LIFE PLUTO" che, fra le diverse azioni messe in campo, prevede la creazione e l’impiego, da parte del Corpo Forestale dello Stato, di sei Nuclei Cinofili Antiveleno, strumento imprescindibile per l'individuazione di bocconi e carcasse avvelenati e per effettuare bonifiche rapide ed efficaci.
Il progetto, approvato e cofinanziato dalla Commissione Europea nel 2014, e svolto in collaborazione con il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, prevede la costituzione di Nuclei Cinofili Antiveleno dislocati sul territorio nazionale nelle aree ritenute maggiormente critiche per l'uso di esche e bocconi avvelenati e dove sono presenti specie faunistiche minacciate, in particolare grandi carnivori e rapaci. Lo scopo è tutelare la fauna selvatica e salvaguardare i territori di grande rilevanza naturalistica ed ambientale.
Ciascun Nucleo Cinofilo Antiveleno è composto da un conduttore e da due unità di supporto che opereranno con due cani, addestrati alla ricerca delle esche avvelenate secondo tecniche e procedure messe a punto in Andalusia (Spagna), dove il fenomeno ha maggiore rilevanza e dove, proprio per questo, sono state sviluppate le migliori esperienze del settore.

I sei nuclei specializzati saranno operativi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano, nel Parco Nazionale del Pollino e presso la provincia di Isernia. Questi opereranno in sinergia con il Nucleo Antiveleno istituito grazie al progetto Life ANTIDOTO presso il Parco Nazionale del Gran Sasso, con quelli istituiti nell'ambito dei progetti Life MEDWOLF con sede in Maremma e Life MIRCO nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, completando un'organizzazione sempre più capillare che vede anche l'arco alpino impegnato nel contrasto del fenomeno con altri due nuclei cinofili antiveleno della Forestale nell'ambito del progetto Life WOLFALPS.

Il progetto LIFE PLUTO, inoltre, punta alla formazione di personale in grado di gestire adeguatamente i casi di avvelenamento, al coinvolgimento dei soggetti istituzionali ed alla sensibilizzazione della popolazione per favorire la segnalazione dei casi sospetti.
Tra le attività del progetto sono previsti incontri informativi e formativi rivolti a diverse categorie professionali, operatori di settore, portatori di interesse, associazioni, enti che, a vario titolo, sono coinvolti nelle attività di contrasto al fenomeno.
Nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga il progetto LIFE permetterà, tra l'altro, di realizzare specifiche attività di prevenzione dell’uso del veleno tra le quali la creazione di un punto di alimentazione (carnaio) per rapaci che sarà rifornito con la collaborazione delle aziende zootecniche locali.

red/pc
(fonte: CFS_Life Pluto)