(fonte foto: europa.eu)

Protezione civile europea: creare
moduli di pronto intervento per
le emergenze oltreconfine

Rafforzare la capacità di intervento dell'ERC, creare una comunità di tecnici europei, disporre di moduli predefiniti, messi a disposizione dai singoli Stati, pronti ad intervenire in caso di necessità: queste alcune delle proposte uscite ieri dalla riunione dei Direttori Generali di protezione civile dell'UE

Tutti a Vilnius, ieri, i Direttori Generali di protezione civile dell'Unione Europea, tra i quali il Capo del Dipartimento ProCiv nazionale, Franco Gabrielli. Scopo della riunione, la 31esima, quello di valutare lo stato di avanzamento della negoziazione tra i Paesi sulla proposta legislativa di revisione della normativa di protezione civile europea, di discutere della revisione del funzionamento del Fondo di solidarietà europeo in caso di disastri, e di confrontarsi sulla nuova organizzazione e sulla capacità di risposta dell'Emergency Response Centre (ERC) in caso di catastrofi gravi e multi-dimensionali al fine di garantire il necessario supporto ai singoli Stati membri.

"In particolare - si legge in una nota del DPC -  sono state presentate diverse proposte con l'obiettivo di sviluppare ulteriormente l'Emergency Response Centre: si è discusso della possibilità di estenderne l'attivazione per missioni di cooperazione tecnica (come avvenne nel 2012 in seguito al naufragio della Costa Concordia, quando al Giglio vennero alcuni esperti francesi e olandesi con il compito di osservare quanto si stava facendo per cercare le persone ancora disperse), per finire con l'ipotesi di creare una comunità di tecnici europei per migliorare il legame tra il mondo accademico e quello operativo di protezione civile".

"I Direttori Generali, inoltre - prosegue la nota -  si sono nuovamente confrontati sul se e come sia possibile pianificare la disponibilità di moduli di pronto intervento, costituiti da risorse messe a disposizione su base volontaristica dai singoli Stati membri, in grado di intervenire tempestivamente laddove necessario".
A questo riguardo il capo dipartimento Gabrielli mentre da una parte ha sottolineato che: "La primaria responsabilità di proteggere i propri cittadini è delle autorità di protezione civile dei singoli Stati che ne conoscono il territorio e hanno fatto esperienza dei disastri e degli errori del passato" dall'altra si è dichiarato favorevole all'ipotesi di "creare una specie di pool volontario di risorse predefinite, in grado di arrivare immediatamente da altri Stati in caso di bisogno".
"Credo - ha affermato infatti il Capo dipartimento - che sia qualcosa su cui investire da subito. Ritengo, infatti, che con il supporto dell'Unione Europea potremmo diventare ancor più efficienti nella risposta in emergenza rispetto a quanto siamo già oggi".



red/pc


(fonte: DPC)