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"Protezione civile in Italia e in Europa": gli esiti del convegno di sabato 8 luglio a Padova

Molteplici gli spunti interessanti usciti dal convegno "Protezione civile in Italia e in Europa, dalla prevenzione alla ricostruzione" svoltosi sabato scorso a Padova: fra questi anche la dichiarazione di Christos Stylianides, Commissario EU ECHO, che ha affermato: "L'Europa non lascerà sola l'Italia sulla questione migratoria"

Si è svolto a Padova sabato 8 luglio il convegno: "Protezione civile in Italia e in Europa, dalla prevenzione alla ricostruzione", organizzato dall'europarlamentare Elisabetta Gardini.
Il convegno nasce con un approccio olistico, secondo il quale la valutazione del rischio deve riguardare diverse discipline europee, e ha come obiettivo di portare al dibattito tutti gli attori del sistema di protezione civile: istituzioni, volontariato, comunità scientifica, ed enti privati.

Il convegno è stato aperto dal sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna che, ricordando il terremoto del Friuli del 1976, ha affermato che ora i sindaci hanno creato un sistema integrato capace di rispondere alle esigenze del territorio.
L'assessore ambiente e protezione civile regione Veneto, Gianpaolo Bottacin nel suo discorso si è invece focalizzato  sulla previsione e prevenzione del rischio in vista della nuova Legge Delega al governo in materia di protezione civile.
Nella sua introduzione, Paolo Molinari, Direttore generale ufficio relazioni istituzionali di protezione civile presso il Dipartimento Nazionale, ha fatto un excursus storico sulle principali calamità che hanno colpito e cambiato i nostri territori e presentato un breve filmato per illustrare come la macchina dei soccorsi ha reagito prontamente al sisma del 24 agosto 2016 definendo questa emergenza come "la più importante degli ultimi 40 anni".
E' stata poi la volta di Christos Stylianides, Commissario europeo direzione Generale ECHO, che ha sottolineato l'importanza di avere di un sistema europeo di protezione civile, e ha ricordato l'incendio che ha colpito il Portogallo pochi giorni fa nel quale sono interventi Canadair di altri Paesi europei. "L'Europa non lascerà sola l'Italia sulla questione migratoria", ha dichiarato
, ribadendo  che "le strategie di risposta al disastro devono essere transregionali e trasversali, realizzate in partenariato tra Enti pubblici, privati e comunità scientifica". Stylianides ha poi aggiunto che è necessario realizzare comunità informate e resilienti dove l'istruzione deve essere alla base di tutto e infine ha ricordato che è fondamentale cooperare a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.


Paola Albrito, capo dell'ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei disastri (UNISDR), ha ribadito l'importanza della collaborazione tra tutti i Ministeri per poter realizzare una ricostruzione sicura e un modello di prevenzione e previsione che renda resilienti le nostre città.  Il Quadro di Sendai, ha spiegato, è stato un documento concordato a più livelli ma che deve essere adottato a partire dal livello locale, sia da Enti pubblici che privati, e ha ricordato il protocollo d'intesa firmato tra Confindustria e protezione civile italiana mirato ad aumentare la resilienza anche nel settore produttivo, sottintendendo così che, per diventare resilienti, la partnership è la chiave nel territorio.
La prima sessione del convegno si è chiusa con l'intervento dell'On. Giuseppe Zamberletti, che ha ricordato la nascita della protezione civile in Italia affermando che protezione civile non può essere solo soccorso, ma deve essere anche preparare le comunità a resistere alle catastrofi. Conclude evidenziando che ogni emergenza deve durare fino a quando il paese non torna a vivere.

Dopo la pausa pranzo,
la seconda parte del convegno è stata aperta dalla europarlamentare Cristina Gutierrez- Cortines che nel suo intervento ha voluto sottolineare come chi si occupa di politica, assieme ai tecnici, debba necessariamente occuparsi delle catastrofi. 
Vulnerabilità, rischio, infrastrutture e  necessitò di creare una rete di sorveglianza del territorio sono stati i tempi affrontati da
Francesco Venerando Mantegna, direttore generale MARIS ricerca.
La voce del volontariato è stata portata da
Maurizio Cappello, rappresentante dei volontari di protezione civile delle province venete, che ha insistito sull'importanza per il volontariato di avere una formazione comune, un vocabolario condiviso, di partecipare alla realizzazione del piano d'emergenza comunale e alla sua diffusione verso i cittadini. Francesco Musco, università IUAV di Venezia, ha spiegato come la pianificazione urbanistica dia il suo contributo alle città resilienti, con cambiamenti di pianificazione ordinaria che devono guardare al lungo periodo e alla possibilità di eventi estremi come sta avvenendo per la ricostruzione di Copenaghen dopo l'alluvione del 2011. Infine, Pierpaolo Campostrini, managing director CORILA, ricorda l'importanza di salvaguardare il patrimonio culturale, affermando che la distruzione volontaria, come sta avvenendo nella guerra in Siria sia stata dichiarata un crimine contro l'umanità.
Durante il convegno i sindaci presenti sono stati invitati a sottoscrivere la "Campagna nazionale Città resilienti - 10 punti per garantire la resilienza in una città", come dichiarazione di intento per l'adesione futura e formale al programma ONU "Making cities resilient"
Il convegno si è concluso con un dibattito partecipato da tutti, volontariato, mondo dell'istruzione, enti pubblici e privati.

Giada Stefani