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Puglia, a Bari nasce il Centro Regionale del Mare

Il Centro svolgerà attività di alto livello tecnico relativamente all’ambiente marino lungo i circa 1mille km di coste pugliesi e proprio per le sue dimensioni in Puglia si inizia a penasare allìistituzione di un osservatorio Regionale del Mare

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha inaugurato ieri mattina, lunedì 7 ottobre, il Centro Regionale Mare (CRM), un’unità operativa complessa che svolgerà attività di alto livello tecnico, con riferimento all’intero territorio regionale e alle peculiarità dell’ambiente marino che lo contraddistingue. 

Il CRM di ARPA Puglia nasce con finalità di coordinamento e realizzazione del monitoraggio delle acque di transizione e delle acque marine (costiere e del largo) per la determinazione dello stato di qualità ambientale; Coordinamento del monitoraggio delle acque di transizione e marino costiere a specifica destinazione d’uso (acque di balneazione e acque destinate alla vita dei molluschi); Supporto tecnico ai Dipartimenti Provinciali dell’Agenzia, laddove richiesto, nell’ambito di procedimenti autorizzativi per interventi e opere da realizzarsi nella fascia costiera o nelle acque di transizione e marine; Contributo specialistico, laddove richiesto, per le attività tecniche relative ai procedimenti di VIA/VINCA/VAS a cura della Direzione e dei Dipartimenti secondo la rispettiva competenza; Coordinamento delle attività affidate all’Agenzia nell’ambito delle procedure autorizzative necessarie per le operazioni di dragaggio e ripascimento in ambito portuale e costiero; Attività di studio, analisi e valutazione degli impatti sulla fascia costiera e sugli ecosistemi marini e di transizione anche tramite la partecipazione a progetti internazionali, nazionali e regionali.
Il CRM inoltre si occuperà di Elaborare i dati ambientali, idrologici e oceanografici, anche con l’eventuale ausilio di appropriata modellistica; e collaborerà, su delega della Direzione dell’Agenzia e nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA), con ISPRA e le altre ARPA/APPA, nonché a programmi ricerca e raccolta dati coordinati dai Ministeri competenti o altri Enti. Inoltre collaborerà su delega della Direzione dell’Agenzia, con gli Enti preposti (RAM del MATTM, Direzione Marittima della Puglia, ecc.) a funzioni pubbliche in caso di emergenze ambientali.

Il centro di Raccolta, elaborazione ed aggiornamento dei dati ambientali di competenza, il loro trasferimento al Punto Focale Regionale (PFR) e agli utenti istituzionali di vario livello, e la loro diffusione, se autorizzata, anche per tramite del servizio info e/o il portale web dell’Agenzia. Infine il Centro fungerà da supporto tecnico alla Regione e alle Amministrazioni Locali in merito ai principi di sostenibilità da applicare al mare e alle sue risorse e alla Direzione dell’Agenzia per le funzioni di indirizzo e controllo nello specifico settore, compresa la ricerca e sviluppo nelle tematiche di competenza. 

“La Puglia da oggi ha il suo Centro Mare - ha detto il presidente Emiliano - nel quale abbiamo istituzionalizzato le ricerche che riguardano l’inquinamento marino, lungo tutte le coste pugliesi. Abbiamo in questo modo raggruppato tutte le nostre strategie per supportare la Blue Economy, che in questo momento può dare alla Puglia, con quasi 900 chilometri di coste, grandi vantaggi. Tutela dell’ambiente ed economia devono camminare insieme per essere credibili agli occhi dei nostri ragazzi che con le loro manifestazioni hanno sollecitato il nostro intervento in tema di tutela dell’ambiente e del clima”.

Arpa Puglia ha istituito il Centro regionale Mare, che ha sede presso la ex stazione marittima ferroviaria all’interno del Porto di Bari. Il Centro svolgerà attività di alto livello tecnico relativamente all’ambiente marino lungo i circa 1.000 km di coste pugliesi. Il mare della Puglia, in virtù del notevolissimo sviluppo lineare della costa (circa 1000 km), sia sul versante adriatico che su quello ionico, e grazie alla presenza di molteplici e diversificati ambiti a elevata valenza ambientale, rappresenta certamente un contesto regionale di indubbio valore, caratterizzato dall’interazione di molteplici aspetti. Tra questi è opportuno menzionare quello naturalistico, quello produttivo relativo allo sfruttamento delle risorse (attività di pesca), e quello balneare, questo ultimo in virtù all’indubbio ruolo che ha il mare pugliese come attrattore di flussi turistici.

Dunque, considerata la sopracitata lunghezza della costa, che pone la Puglia al terzo posto in ambito nazionale, dopo le isole maggiori, nonché le diversificate caratteristiche delle acque marine pugliesi, soggette peraltro a pressioni antropiche di differente livello quali-quantitativo, è evidente quanto siano necessari un adeguato monitoraggio ma soprattutto un approccio olistico per la gestione del sistema “mare” nel suo complesso, anche al fine dello sviluppo sostenibile delle comunità costiere alla luce delle vocazioni e tradizioni tipiche del territorio regionale.

Tutto ciò in linea con le indicazioni dell’Unione Europea, che con le Direttive n. 56 del 2008 (Direttiva “Strategia Marina”) e n. 89 del 2014 (Direttiva quadro per la pianificazione dello spazio marittimo), ha espressamente riconosciuto l’importanza della gestione sostenibile dell’ambiente marino, individuando nella Blue Growth uno dei pilastri per lo sviluppo sociale ed economico nei prossimi anni. È altrettanto importante evidenziare altri atti di indirizzo, quali ad esempio il protocollo internazionale sulla Gestione Integrata della Zona Costiera (GIZC), sottoscritto nel 2009 dall’Unione Europea, che appunto prevede un approccio integrato per la conservazione e lo sviluppo sostenibile nella fascia sensibile all’interfaccia terra-mare.

Per tali ragioni troverebbe certamente giustificazione l’istituzione in Puglia di un Osservatorio Regionale del Mare che possa assolvere, in maniera coordinata, ai compiti di monitoraggio, supporto alla pianificazione, studio e ricerca nei mari pugliesi, oltre a quelli di comunicazione e divulgazione ambientale sui temi specifici, mettendo insieme le competenze già presenti sul territorio pugliese, ovvero l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente, le Università (per gli specifici argomenti quelle afferenti al CONISMA), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R., con le specifiche sezioni), e altre Istituzioni pubbliche titolate, così come d’altronde previsto e auspicato dalla Legge 132/2016, che istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente.

Nel ruolo di coordinamento per l’Osservatorio Regionale del Mare si propone ARPA Puglia, con l’istituendo Centro Regionale Mare (CRM). Infatti, attualmente l’Agenzia per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente già svolge le attività di monitoraggio istituzionale delle acque marine costiere e del largo ai sensi dei D.Lgs. 152/2006 e 190/2010, nonché di quelle destinate alla balneazione ai sensi del D.Lgs. 116/2008. Inoltre, ARPA Puglia supporta la Regione e gli altri Enti, laddove richiesto, nell’ambito di procedimenti autorizzativi per interventi e opere da realizzarsi nella fascia costiera o nelle acque di transizione e marine, e collabora con gli Enti e con le Forze dell’Ordine per attività di controllo ambientale.



Red/cb
(Fonte: regione Puglia)