Qualità dell'aria nel bacino padano: i risultati dell'indagine di Life Prepair

Focus sulla percezione dei cittadini rispetto all’inquinamento atmosferico e ai comportamenti da attuare per migliorare la situazione

I cittadini del bacino padano sono già disponibili ad un cambiamento degli stili di vita per ridurre l'inquinamento atmosferico, anche se in percentuale non maggioritaria. Lo rivela “Valuta l’aria”, la prima ed articolata indagine realizzata a livello di intero bacino padano sulla percezione dei cittadini rispetto all’inquinamento atmosferico e ai comportamenti da attuare per migliorare la situazione, realizzata nell'ambito del progetto Life Prepair. I risultati dell’indagine sono stati presentati giovedì 11 luglio all’auditorium Testori di Milano nell’ambito della conferenza internazionale “The Po basin together for the quality of air”, organizzata da Regione Lombardia e dai partner all’interno del progetto Life Prepair con cui la Commissione Europea finanzia attività per contrastare l’inquinamento nel bacino padano.

Lanciata il 23 novembre 2018 e chiusa il 10 gennaio 2019, l'indagine ha suscitato un grande interesse nell'intera area del bacino del Po, con 7.331 i cittadini che hanno partecipato su base volontaria compilando il questionario. Sono stati coinvolti tutti i 42 capoluoghi di provincia dell'area, dove complessivamente risiedono 6,5 milioni di abitanti. Proprio a partire dai risultati sintetizzati nell’indagine, il progetto prevede la costruzione e l’avvio nell’autunno del 2019 di una campagna di comunicazione. Con la prospettiva poi di valutare eventuali modifiche comportamentali dei cittadini attraverso una nuova rilevazione da effettuarsi nel 2022.

I RISULTATI
I cittadini del bacino del Po hanno la percezione che la qualità dell’aria sia in peggioramento, anche se i dati reali ci dicono che le emissioni dei principali inquinanti siano in diminuzione. Emerge dunque che i fattori di giudizio dei cittadini siano legati più ad una sfera emozionale che non ad una consapevolezza e ad un reale acquisizione costante di informazione. 


L’informazione viene tratta soprattutto dalla rete, il che è sia un’opportunità che un rischio. Opportunità perché risulta più facile raggiungere i cittadini, rischio per il proliferare di fonti anche non “accertate” e per la sempre maggiore diffusione di “fake news”. Le policy di comunicazione relative al bacino del Po dovranno tenere conto fortemente di questo fattore.

Nel bacino padano è molto diffusa la percezione secondo cui il livello locale sia quello in grado di influire maggiormente sulla qualità dell’aria. Se teniamo conto che il cambiamento degli stili di vita dei cittadini è uno degli elementi essenziali per le politiche di qualità dell’aria, quest’elemento di “responsabilizzazione” è ancora più interessante. È singolare il fatto che i cittadini individuino come prioritario intervenire su processi e prodotti industriali e solo nell’11,1% dei casi considerino rilevante attuare limitazioni al traffico, nonostante la corretta percezione dell’impatto dei trasporti come primaria causa di inquinamento (59,8%). Il messaggio che emerge potrebbe equivalere a: “coinvolgeteci direttamente solo una volta che avrete fatto il possibile sugli altri fronti”. Di conseguenza, campagne di responsabilizzazione dei cittadini potrebbero essere poco efficaci senza una corresponsabilizzazione riassumibile con il messaggio “ognuno farà la propria parte nella misura che gli è possibile”.

Dalla rilevazione sulla disponibilità e l’interesse dei cittadini a mettere in pratica comportamenti e azioni per migliorare la qualità dell’aria, emerge una diffidenza attuativa di taluni comportamenti che si richiedono ai cittadini. Il Trasporto pubblico con il 48,1 % di assenso condizionato è un evidente richiamo alla necessità di miglioramento del servizio. I veicoli ibridi elettrici, a loro volta, con una disponibilità condizionata del 44,2% conducono al tema delle infrastrutture e del prezzo ritenuto ancora troppo elevato di accesso ai veicoli. Anche la domanda sul mezzo utilizzato per recarsi al lavoro fa emergere un’evidente e palese correlazione con l’efficacia e l’esigenza di servizi alternativi per la mobilità.  

Limitazione del traffico (52,6%) e Riqualificazione energetica degli edifici (51,2%) sono le iniziative largamente ritenute più efficaci nell’ambito delle attività considerate dall’indagine rispetto a quanto avviato nei territori del Bacino. Da segnalare anche il 24% di cittadini che ritiene rilevante l’incentivazione della mobilità elettrica, il che sancisce l’interesse verso un settore ancora poco sviluppato ma percepito come in crescita e con grande potenziale.

Dall’analisi emergono quattro profili di cittadino suddivisi sulla base della proattività/disponibilità ad attuare comportamenti virtuosi per migliorare la qualità dell’aria: “Impegnati e proattivi”, “Disponibili ma…..”, “Titubanti”, “Non disponibili”. Per stimolare un cambiamento negli stili di vita di ampie fasce della popolazione si dovranno adottare strategie precise e che sanciscano un “patto” chiaro secondo cui ciascun attore farà la propria parte secondo le proprie possibilità e competenze.

Per raggiungere un reale cambiamento, appaiono elementi chiave l’unità di intenti e la chiarezza con cui azioni e proposte vengono presentate ed avviate. Anche il più responsabile e consapevole dei cittadini, infatti, valuta quanto gli viene sottoposto non solo in termini di informazioni tecniche ma anche attraverso la propria sfera emotiva. Tanto maggiore sarà la trasparenza del processo e l’impegno delle parti in causa, tanto maggiore sarà l’efficacia delle politiche di comunicazione.

Di Prepair fanno parte, tra i 18 partner italiani e internazionali, tutti i territori del bacino padano: ed è questo il principale palcoscenico su cui si attivano le iniziative previste, dalla raccolta dei dati fino alle azioni di sensibilizzazione e formazione, che hanno lo scopo di promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili, cioè capaci di incidere sulla riduzione delle emissioni.


red/mn

(fonte: Life Prepair)