Qualità dell'ambiente urbano:
un rapporto fotografa l'Italia

Presentato oggi  a Roma da Ispra l'VIII Rapporto Qualità dell'Ambiente Urbano che presenta i dati relativi al consumo di acqua, di suolo, siti inquinati, qualità dell'aria ed altri significativi indicatori raccolti su un campione di 51 città

Consumo di acqua, consumo del suolo, sprofondamenti, aree contaminate, inquinamento e mobilità: questi alcuni dei principali focus del VIII Rapporto Qualità dell'Ambiente Urbano presentato oggi a Roma da ISPRA e realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ISPRA/ARPA/APPA). Lo studio è stato eseguito su 51 comuni capoluogo per il periodo di riferimento 2010-2011.

Dato interessante che emerge dallo studio riguarda il consumo di acqua: oggi infatti le città italiane consumano meno acqua. Il valore medio del consumo domestico è diminuito negli ultimi 10 anni di circa il 20%, con un consumo medio pro-capite di 66,7 metri cubi. La diminuzione però in qualche caso è dovuta anche alla limitatezza della risorsa, con conseguente razionalizzazione nell'erogazione dell'acqua.

Per quanto riguarda i sistemi di depurazione legati ai reflui civili e industriali, nella maggior parte delle città prese in esame i reflui sono collettati al depuratore per oltre il 90%, mentre la restante quota è convogliata quasi per intero a sistemi individuali di trattamento: ne consegue che la maggior parte delle città osservate hanno alti livelli di trattamento.
Anche le perdite di rete hanno un ruolo importante, ma nelle città censite non sembra esserci stato un peggioramento negli ultimi anni.

Altro grande problema, a cui solo in tempi recenti si comincia a dare la dovuta attenzione,  è quello del consumo di suolo, fattore che concorre al verificarsi di alluvioni, frane e inondazioni, oltre a sottrarre suolo alla produzione agricola e alle aree naturali: In Italia, infatti, si consumano più di cento ettari di suolo al giorno.
Il rapporto presentato da ISPRA valuta il consumo di suolo in 43 aree urbane, dovuto all'impermeabilizzazione e ad altri usi artificiali quali cave, discariche e cantieri, negli anni compresi fra il 1949 e il 2011. Il consumo è risultato elevato in quasi tutti i comuni studiati, con un continuo incremento delle superfici impermeabilizzate. In 4 città su 43 il consumo del suolo è esteso ormai a più della metà del territorio comunale, in 10 città è compreso tra il 30 e il 50%.
A questo riguardo , il 14 settembre 2012 è stato varato dal Consiglio dei Ministri un disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo. In Italia, infatti, si consumano giornalmente più di 100 ettari al giorno.

Gli sprofondamenti nei centri urbani (sia della sede stradale che al di sotto di edifici), altro argomento trattato nel rapporto, sono un fenomeno in aumento: ad esempio, a Roma nel 2012 sono finora stati registrati 59 sprofondamenti, a fronte dei 36 segnalati durante tutto il 2011. Tali fenomeni in generale sono determinati dalle caratteristiche naturali del sottosuolo (es. cavità carsiche), ma anche da fattori antropici come le insufficienze della rete fognaria e di drenaggio, cui sono riconducibili molti dei casi, spesso innescati da eventi meteorici intensi. Il maggior numero di casi di sprofondamento complessivamente censiti (periodo 1884-2012) si sono avuti a Roma (1892 fino a settembre 2012), seguita da Napoli (234) e Cagliari (67).

La situazione riguardante le aree contaminate presenti sul territorio dei capoluoghi censiti non è confortante: in Italia esistono 57 Siti contaminati di Interesse Nazionale (SIN), che coprono oltre il 3% del territorio. La più alta concentrazione di SIN si trova a Napoli che ne ha 6, seguita da Milano con 5. Lo stato di avanzamento delle procedure di bonifica è molto eterogeneo: solo 9 SIN risultano avere oltre il 50% di progetti di bonifica approvati.

Nel Rapporto è presente una sezione dedicata alla mobilità urbana sostenibile: l'Italia rimane uno dei paesi con più alto numero di autovetture procapite con circa 606 auto ogni 1000 abitanti nel 2010. Nel lungo periodo (2000 - 2010) emerge un quadro di generale aumento dell'offerta di trasporto pubblico, e, per quanto riguarda le piste ciclabili, si rilevano  incrementi consistenti nella maggior parte delle città, e si mantiene il divario tra il Nord e il Sud del Paese.

Note dolenti per la qualità dell'aria, specie nel Nord Italia dove le città del bacino padano hanno registrato frequenti superamenti del valore limite giornaliero di PM10, anche se si segnala la crescente consapevolezza con cui le città italiane affrontano i cambiamenti climatici e i rischi per la salute ed economici che ne derivano adottando misure per l'abbattimento delle emissioni di CO2, specie nel settore edilizio, centrale anche per il contenimento dei consumi energetici.


red/pc