Quarto rinvio
per il Cosmo-Skymed

L'Italia ha la leadership mondiale nella tecnologia radar per l'osservazione della terra;

Quarto rinvio per il lancio del satellite italiano Cosmo-Skymed, pronto alla partenza nella base californiana di Vandenberg. Il conto alla rovescia e' stato bloccato quando mancava un minuto al lancio, subito dopo l'attivazione di due allarmi. Non si potrà ora ritentare il lancio prima di 24 ore poiche' la finestra di lancio e' strettissima, di appena un secondo. Cosmo-Skymed,è il quarto satellite italiano per l'osservazione della terra con finalità civili e militari ed andrà ad integrare altri tre già in funzione dal 2007; è realizzato da Thales Alenia Space, 33,3% Finmeccanica, 66,6% Thales, e verrà messo in orbita dal vettore Delta II della Boeing.

COSMO-SkyMed, è realizzato sotto l'egida del Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca attraverso il finanziamento e coordinamento tecnico e operativo dall'Agenzia Spaziale Italiana e il co-finanziamento del Ministero della Difesa, e costituisce il primo esempio a livello mondiale di Sistema per l'Osservazione della Terra concepito fin dall'inizio per applicazioni ad uso duale (militare, civile istituzionale e commerciale): questo rende il nostro un paese all'avanguardia in questo settore. Con il quarto satellite si raggiungerà la capacità ottimale di acquisizione delle immagini della terra sia con sensori radar sia con quelli ottici passando da 1.350 a 1.800 immagini al giorno che verranno riprese 24 ore su 24 in qualsiasi condizione meteo. Le immagini acquisite verranno poi trasmesse a terra nei due centri di elaborazione, quello militare di Pratica di Mare e quello civile di Matera mentre il centro di controllo del Fucino garantirà il corretto posizionamento dei quattro satelliti.

Il COSMO-SkyMed è il programma spaziale più importante che l'Asi abbia mai gestito: oltre che dal punto di vista tecnologico si tratta di un capitale di estrema rilevanza per il nostro anche dal punto di vista economico. L'investimento per il programma è stato finora di un miliardo e 136 milioni di euro (130 milioni per l'ultimo più 60 milioni per il lancio). Come ha sottolineato il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, con questo programma l'Italia: "ha conquistato la leadership mondiale nella tecnologia radar per l'osservazione della terra; il quarto satellite va a completare la costellazione e questa capacità ci ha permesso di rapportarci in questo settore con tutti gli altri Paesi da una posizione di vantaggio". Il programma, nato dieci anni fa da un'esigenza della Marina per l'osservazione del Mediterraneo, ha avuto uno sviluppo su scala mondiale per il monitoraggio di fenomeni naturali, dal terremoto in Cina all'ultima alluvione in Pakistan a catastrofi ambientali come la marea nera della Luisiana nel Golfo del Messico. Molta marcata resta la funzione duale civile e militare (dal controllo degli sbarchi di clandestini alla protezione civile all'intelligence) come rilevato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, secondo il quale anche le istituzioni europee stanno scoprendo questo nuovo approccio che consentirà in futuro di attivare finanziamenti europei.

Nei giorni scorsi si erano già registrati dei problemi che avevano costretto a rimandare il lancio:
il 29 ottobre scorso a causa di un problema al sistema esterno; il 1 novembre uno stop dettato dai tecnici Asi per un inconveniente tecnico ricondotto all'interruttore del riscaldatore; il blocco di ieri, per aver registrato un ulteriore difetto associato al sistema necessario alla pulizia dei tubi, attraverso i quali deve passare il carburante.

Julia Gelodi