Un radioamatore. Dal Forum dei Radioamatori

Radioamatori "antisisma":
la rete progettata dal Fesn

Precursori sismici: nasce a Ferrazze la prima di venti sedi per registrare i segnali elettromagnetici provenienti dalla terra. Riccardo Rossi, coordinatore del Fesn (la rete sismica sperimentale del Friuli): "Analizzare più precursori contemporaneamente come per gli uragani in America"

I terremoti non si possono prevedere: questo è il tema su cui si discute negli ultimi mesi. Certo ci si può avvalere di maggiori tecnologie e tecniche per studiarli e conoscerli meglio: a Ferrazze, nel comune di San Martino Buon Albergo sta nascendo una stazione dotata di strumenti che dovrebbero rilevare i precursori sismici, ovvero segnali elettromagnetici provenienti dalla terra. La sede di Ferrazze, situata nella ex scuola elementare sarà la prima delle venti stazioni italiane che partecipano al progetto Ari- Fesn, cioè promosso dal Friuli Experimental Seismic Network in collaborazione con l'Associazione radioamatori italiani per il monitoraggio dei precursori sismici elettromagnetici. Le stazioni saranno distanti approssimativamente un centinaio di chilometri l'una dall'altra, per creare una rete di rilevamento e comunicazione omogenea in funzione 24 ore su 24 che si affiancherà a quella già esistente in Friuli, attivata dal Fesn da una decina d'anni. Ogni stazione avrà un'antenna «loop» (a occhiello) del diametro di 120 cm, formata all'interno da un'infinità di spire, posizionata a due metri dal terreno e a 30 cm dal muro della scuola, lontana da insediamenti industriali che producano segnali elettromagnetici di interferenza. Le frequenze radio che vengono ricevute sono molto basse (da 10 a 10mila Hertz), segnali elettromagnetici prodotti nel sottosuolo dalla compressione e dalla spinta delle rocce. Una volta catturati questi segnali vengono trasferiti a un convertitore da analogico a digitale e caricati da un software specifico che li invia su linea Adsl al centro capomaglia, dove vengono archiviati e analizzati.

I volontari della sezione ARI Verona Est che stanno lavorando sul montaggio sottolineano che:" Si tratta di un progetto di raccolta dati per quanto riguarda le stazioni Ari e di un progetto di studio affidato poi ad esperti sismologi, ma non ha alcuna pretesa di previsione degli eventi sismici".
I radioamatori sono riusciti a realizzare il software e l'hardware, in base ai lavori del professor Ezio Mognaschi dell'università di Pavia, che ha dimostrato in laboratorio la genesi di segnali elettromagnetici prodotti da fratture molecolari delle rocce o, secondo altri studiosi, dalla tensione elettrica che si crea per la compressione dei cristalli (teoria della piezoelettricità).

I precursori sismici da soli non sono in grado di dimostrare con sufficiente attendibilità, tempi e luoghi delle località coinvolti dalle energie rilasciate dai terremoti e sono molti: le variazioni di velocità delle onde P (primarie), le emissioni di gas radon, la conduttività elettrica del suolo, i fenomeni di l'innalzamento o abbassamento del terreno (subsidenza positiva o negativa), i segnali elettromagnetici di fondo ad ampio spettro in prossimità della zona di evento, i segnali elettrici rilevati con tecniche diverse anche lontano dall'epicentro; le sequenze sismiche; le variazioni di composizione chimica delle acque sorgive e del livello di ricezione di stazioni radio lontane in onde corte; l'accumulo di tensioni verificabili con spostamenti superficiali del suolo mediante stazioni Gps; le variazioni di polarizzazione delle particelle cariche della ionosfera.

Il vantaggio è che lo studio dei precursori sismici elettromagnetici non ha grandi costi e può essere prolungato nel tempo: il fatto che l'Ari se sia assunto il compito della continuità della fornitura dei dati e anche parte delle spese (sono a carico di ciascuna sezione i 400 euro del costo dell'antenna Loop e il montaggio dell'apparecchiatura) è garanzia che il progetto ha futuro e darà delle risposte. L'amministrazione comunale di San Martino Buonalbergo ha aderito all'iniziativa dei radioamatori, mettendo a loro disposizione la connessione Adsl e un locale destinato ad ospitare le apparecchiature.


 

Riccardo Rossi, coordinatore del Fesn, spiega meglio il progetto alla redazione del giornaledellaprotezionecivile.it.

L'Ari nazionale, la società radiamatori italiani, con i fondi del 5 per mille, realizzerà una serie di stazione tese a verificare se esistono dei segnali recepibili con le nostre apparecchiature che possano essere considerati precursori sismici; si tratta di uno studio, di un progetto amatoriale basato su basi scientifiche, per essere poi in qualche modo di aiuto alla scienza ufficiale. Un piccolo progetto, ma con il vantaggio di avere dei costi molto limitati.

Quindi i terremoti non si possono prevedere, ma stiamo cercando di capire meglio cosa succede nel sottosuolo?

'Esattamente. E' un tentativo di conoscere meglio cosa succede nel terreno con un approccio già tentato e che ha dato risultati diversi, in qualche caso sembra che esistano segnali premonitori in altri no, non sempre sono correlabili agli eventi sismici'.

I precursori sismici sono molti, nel vostro caso cosa registrate?

'Riusciamo a registrare delle onde elettromagnetiche a bassa frequenza nel campo tra qualche hertz fino ad una ventina di kilohertz, l'idea è quella di utilizzare tre tipi di installazioni diverse, i prossimi due sono ancora in progettazione. Quello attualmente utilizzato è composto da un'antenna e un ricevitore associati ad un computer. La prossima installazione dovrebbe registrare segnali che vanno da 0 fino a 25 hertz, quindi a bassissima frequenza, a livello quasi infrasonico. Il terzo step sarà un bipolo di terra, composto da dei sensori piantati nel terreno che dovrebbero registrare delle correnti elettriche'.

Quella di Ferrazze sarà la prima di altre stazione, si tratterà di una sorta di rete?

'Il progetto iniziale ne prevede 30, per il momento abbiamo raccolto l'adesione di circa di una ventina di gruppi, per altrettante sedi. La distanza fra le sedi che sorgeranno ha una doppia valenza, la prima è capire fino a che distanza sia registrabile il segnale, la seconda è capire se esiste la possibilità di fare una 'triangolazione' per capire da dove si producano. Questo il senso della rete.'

In conclusione lo scopo e la speranza del progetto è capire meglio i precursori sismici e se potranno essere di aiuto alla previsione dei terremoti; Se fosse possibile, conclude Rossi, l'ideale ' sarebbe analizzare più precursori contemporaneamente per arrivare ad una soglia di attenzione come per gli uragani in America: se ci sono una serie di segnali è probabile che stia succedendo qualcosa ed eventualmente si può dare un'allerta. Fondamentale è che la popolazione sappia gestire queste informazioni, bisogna contemporaneamente informare i cittadini, per evitare il panico.

 

Julia Gelodi