Rapporto Rifiuti Ispra: in aumento quelli speciali e destinati al recupero di materia

La 16ª edizione del "Rapporto Rifiuti Speciali" dell'ISPRA, pubblicazione che ogni anno fornisce il quadro dettagliato e aggiornato sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali in Italia, evidenzia un aumento dei rifiuti speciali, un calo delle discariche e un notevole incremento dei rifiuti destinati al recupero di materia

Giunto alla sua sedicesima edizione, è stato pubblicato il Rapporto Rifiuti Speciali 2017, frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale per il ciclo dei Rifiuti dell'ISPRA, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell'Ambiente. Il rapporto 2017 fornisce i dati, all'anno 2015, sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale, e per la gestione anche a livello provinciale,  e sull'import/export. La pubblicazione disponibile solo in formato elettronico.
Da quest'anno i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali sono consultabili sul sito web del Catasto Rifiuti, all'indirizzo www.catasto-rifiuti.isprambiente.it. La copertura temporale riguarda gli anni 2014 e 2015 e la consultazione può essere effettuata a vari livelli di disaggregazione, a partire dalle informazioni su scala nazionale e per macro-area geografica, sino ad arrivare ai dati di dettaglio regionale.


Ma quale situazione si evidenzia del rapporto?
"Cresce la produzione di rifiuti speciali - fa sapere l'ISPRA -.
Nel 2015 la produzione nazionale è aumentata (+2,4% rispetto al 2014) attestandosi a poco più di 132,4 milioni di tonnellate. I rifiuti speciali non pericolosi segnano un +2,3% (pari a oltre 2,8 milioni di tonnellate) mentre i rifiuti speciali pericolosi crescono del 3,4%, pari a 300 mila tonnellate.
A incidere maggiormente sull'aumento della produzione di rifiuti speciali, sono i rifiuti speciali non pericolosi del settore delle costruzioni e demolizioni (43,9%) mentre il contributo più significativo alla produzione di rifiuti speciali pericolosi è determinato dal settore manifatturiero (39,2% del totale), corrispondente a quasi 3,6 milioni di tonnellate.

Dal report emerge che, nel 2015, i rifiuti speciali gestiti in Italia sono stati pari a 136 milioni di tonnellate, di cui 127,7 milioni (93,8%) non pericolosi e i restanti 8,4 milioni di tonnellate (6,2%) pericolosi. Rispetto al totale gestito, il recupero di materia, con il 65,1%, è la forma di gestione prevalente (88,6 milioni di tonnellate), seguita da altre operazioni di smaltimento come il trattamento chimico-fisico e biologico, raggruppamento preliminare e ricondizionamento preliminare (18,6 milioni di tonnellate). Appare significativo il dato relativo al recupero di materia, che rispetto al 2014, fa registrare un aumento di oltre 5 milioni tonnellate".


"Rispetto all'anno precedente - spiega ancora l'Ispra -, nel 2015 le discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali sono diminuite di 28 unità. A livello nazionale, i rifiuti speciali smaltiti in discarica sono 11,2 milioni di tonnellate: 9,9 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi (88,5%) e 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi (11,5%). In generale, una diminuzione del totale smaltito in discarica, a livello nazionale, pari a 200 mila tonnellate (-1,8%).
Nel 2015 è in diminuzione del 2,9%, rispetto al 2014, la quantità totale di rifiuti speciali esportata all'estero (in tutto 3,1 milioni di tonnellate, di cui 2,2 milioni di tonnellate sono non pericolosi, 955 mila tonnellate sono pericolosi); in particolare, tali rifiuti, provengono da impianti di trattamento dei rifiuti e sono inviati principalmente in Germania. I rifiuti speciali importati da altri Paesi sono invece diminuiti del 6,6% e provengono soprattutto da Germania e Ungheria.

red/pc
(fonte: Ispra)