Reazione alle catastrofi
Il rafforzamento dell'Ue

Approvata dalla Commissione europea una nuova strategia per migliorare e velocizzare la reazione dell'Unione Europea alle catastrofi, sia per quel che riguarda la protezione civile, sia per quel che riguarda gli aiuti umanitari

Si sta svolgendo in questi giorni a Bruxelles il XXV meeting delle Protezioni Civili europee. L'incontro ha l'obiettivo di fare il punto sui recenti sviluppi nel Meccanismo europeo di Protezione civile, strumento dell'Ue nato per rispondere tempestivamente e in modo efficace alle emergenze che si verificano su un territorio interno o esterno all'Unione Europea, attraverso la condivisione delle risorse degli Stati membri. Il Meccanismo europeo, che interviene in casi di atti di terrorismo e emergenze causate da disastri naturali o antropici, agevola la cooperazione negli interventi di soccorso consentendone il coordinamento.

Nella giornata di ieri è stata approvata dalla Commissione europea una nuova strategia per migliorare e rendere più veloce ed efficace la reazione dell'Ue alle catastrofi, sia per quel che riguarda la protezione civile che gli aiuti umanitari, i due strumenti a disposizione dell'Unione Europea. La strategia di intervento è basata su due livelli: prima di tutto vanno rafforzati gli assetti di emergenza degli Stati membri e l'attuale capacità di reazione europea; in secondo luogo è stata proposta la creazione di un centro europeo di risposta alle emergenze, grazie alla fusione delle unità di crisi dell'Ufficio per gli aiuti umanitari (ECHO) e della protezione Civile (Mic), dando così vita ad una piattaforma per lo scambio di informazioni e il rafforzamento del coordinamento della reazione dell'Unione Europea alle catastrofi.

Come ha sottolineato Kristalina Georgieva, Commissaria europea per la cooperazione internazionale, gli aiuti e la risposta alle crisi, "dal 1975 il numero delle catastrofi a livello mondiale è quintuplicato. In caso di catastrofi conta ogni singola ora" - ha aggiunto - "per questo l'Unione europea ha bisogno di un sistema che garantisca la disponibilità e l'uso immediati delle strutture fondamentali senza che occorra investire in nuove e costose risorse". In questo modo la strategia di riposta può essere pianificata in modo efficace, ed essere allo stesso tempo economicamente conveniente.

Si è svolta invece oggi la riunione dei Direttori Generali delle Protezioni Civili dell'Unione europea, dell'Area Economica Europea, della Croazia, della Turchia e della Repubblica Iugoslavia di Macedonia. I lavori si sono aperti con i contributi di Ian Clarke, responsabile dell'Unità di prevenzione e preparazione ai disastri della Commissione Europea, e di Peter Zangl, Direttore di ECHO. Nel corso della giornata è intervenuto anche Guido Bertolaso, con il contributo "The evolution of civil protection over the last nine years as seen from a national perspective".



Elisabetta Bosi