Relitto Concordia: il lavoro di Arpat e LaMMa

Un importante lavoro quello svolto da Arpat Toscana e dal Consorzio LaMMa che hanno garantito, per tutta la permanenza del relitto della Concordia al Giglio, un continuo monitoraggio dell'ambiente marino e delle condizioni meteo

Oggi, finalmente, è il giorno del silenzio sulla vicenda Concordia, che come sappiamo, non si conclude qui ma proseguirà senza clamori, nella routine dello smaltimento per un paio d'anni. Quindi "a bocce ferme" la Regione Toscana ha fatto un resoconto delle operazioni di monitoraggio ambientale e meteorologico messe in campo in questi 900 giorni e più.

"L'Arpat, l'agenzia regionale di protezione ambientale - ricorda infatti la Regione in una nota - è arrivata sull'isola del Giglio subito dopo la tragedia. I primi campionamenti e le prima analisi della acque sono praticamente iniziati appena dopo il naufragio della nave, il 13 gennaio 2012: da allora e fino a quando la Concordia ha lasciato nei giorni scorsi il Giglio, Arpat ha emesso circa 300 bollettini ed effettuato oltre 770 campionamenti, a più livelli e in più aree del porto e dell'isola, con più di 34 mila parametri analitici controllati. Una mole di lavoro non indifferente, svolta in collaborazione con l'istituto nazionale Ispra. Un lavoro che continua, visto che stanno arrivando le ultime analisi fatte prima e dopo la partenza. Arpat ha realizzato i monitoraggi attorno alla nave, quelli nei pressi (ma in un'area più ampia) per valutare possibili danni a breve e medio periodo e le valutazioni a lungo periodo, con dati raccolti dalle stazioni di Porto Santo Stefano, sulla costa dell'Argentario appena di fronte all'isola, di Montecristo, alla foce Bruna, a Cala Forno e sul versante sud dell'isola d'Elba. I prelievi sono stati effettuati anche grazie all'uso del Poseidon, un battello oceoanografico di 18 metri attrezzato per il monitoraggio ambientale. E' stato cercato di tutto, dai metalli ai detergenti, dalle sostanze usate nella fabbricazione delle plastiche a oli e idrocarburi. E i dati per adesso sono tranquilizzanti. Tutti i risultati delle analisi sono pubblicati sul sito dell'Arpat".

"Il LaMMA, il consorzio per le previsioni meteo costituito da Regione Toscana e Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) - prosegue la nota -  ha invece svolto un lavoro essenziale per le operazioni che hanno consentito il raddrizzamento, il rigalleggiamento e il viaggio verso Genova della Costa Concordia. Per due anni,  otto meteorologi del LaMMA si sono alternati all'isola del Giglio. In servizio 24 ore su 24 hanno effettuato previsioni e monitoraggio sull'evoluzione del tempo atmosferico e del moto ondoso tramite misure, modelli, radar e satelliti. Il servizio meteo del LaMMA è proseguito anche quando la nave ha lasciato il Giglio per mettersi in viaggio verso Genova, comunicando in tempo praticamente reale ogni possibile mutamento di vento ed onde, grazie anche ai sensori presenti sul mezzo della capitaneria di porto di Livorno che scorta il convoglio.Per assistere il team impegnato nella rimozione della Concordia sono state coinvolte tutte e due le anime del LaMMA: la parte che si occupa della previsioni e quella impegnata sulla modellistica atmosferica e oceanografica che fa capo al CNR. Sono stati installate anche apparecchiature specifiche per l'osservazione dell'area. Le previsioni hanno potuto contare in questi due anni sui dati forniti da un radar meteo-marino dalla tecnologia innovativa, due stazioni meteo tradizionali e un mareografo".

"In questi 900 giorni – afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi - la Toscana ha collaborato al meglio con tutte le operazioni, a partire dalla fase di emergenza, poi di recupero, rigalleggiamento e navigazione della Concordia verso Genova. Ringrazio tutti i nostri tecnici per il lavoro svolto con grande professionalità e spirito di servizio. Penso, oltre che al Lamma, all'Arpat, all'Osservatorio ambientale e a tutti gli uffici regionali coinvolti. Un lavoro utile e apprezzato da tutti che fa onore alla nostra regione".

"Per la Concordia sono state create mappe e modelli meteo ad altissima risoluzione ad hoc per l'isola. Per la tipologia del cantiere, esposto ai venti e alle onde, e per la complessità delle attività, sopra e sotto l'acqua, tutte le operazioni hanno sempre dovuto fare i conti sulle condizioni del meteo e del mare. Ogni giorno i meteorologi fornivano le previsioni  sulla base delle quali venivano organizzate le attività del cantiere. Questo ha fatto sì che si accumulasse una vasta ed importante esperienza sul campo: tutti i modelli meteorologici hanno infatti dei limiti, soprattutto quando si restringe l'area da monitorare a pochissimi chilometri. Conoscere un territorio e le sue caratteristiche climatiche e morfologiche in modo così dettagliato e accurato è un lavoro che potrà essere messo a frutto in futuro e che, conclude la nota delle regione Toscana - rafforza una convinzione che la sinergia tra ricerca ed enti locali possa tradursi in servizi a valore aggiunto per i cittadini, anche per la gestione delle emergenze".

 

red/pc

(fonte: Regione Toscana)