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Ricerca Demos: i rischi naturali sempre più presenti nelle paure degli italiani

In un anno è aumentata di 13 punti percentuali la paura di rimanere vittime di terremoti, frane o alluvioni. Resta ancora lontana la cultura della prevenzione

Un continuo aggiornamento sulle scosse di terremoto, ma anche un'informazione più capillare per non abbassare il livello di attenzione sulle condizioni di chi ha perso tutto, dopo le forti scosse di terremoto che hanno colpito il centro Italia. Questi i motivi per i quali, tra gli italiani, la paura di rimanere vittime del terremoto è aumentata di tredici punti in un anno. A certificarlo l'indagine annuale "La sicurezza e l'insicurezza sociale in Italia e in Europa" pubblicata dalla Fondazione Unipolis, Demos, Osservatorio di Pavia e curata dal professor Ilvo Diamanti.

L'angoscia e la paura di rimanere incastrati o uccisi tra le macerie o vittime di frane e alluvioni cresce quindi nella popolazione di ben il 13 per cento in un solo anno, dal 25 per cento del 2015 al 38 per cento del 2016. Al tempo stesso il 58 per cento degli italiani dichiarano di essere preoccupati per le condizioni dell'ambiente e del territorio: due temi strettamente connessi tra loro.

A rendere sensibili gli italiani sono però anche temi più ampi e particolarmente attuali, come la paura di attentati e attacchi terroristici (per il 44 per cento) e i timori per uno sviluppo incontrollato della cosiddetta "globalizzazione" (per il 38 per cento). Tanti altri ancora i temi sondati dall'indagine, con le preoccupazioni per il lavoro, l'instabilità politica e l'immigrazione. Di certo, l'indagine del 2016 mostra che i rischi per le calamità naturali iniziano a entrare nell'immaginario collettivo, anche se ancora deve farsi largo una vera cultura della prevenzione.

Red/fu