fonte: Regione Emilia Romagna

Ricostruzione post-sisma Emilia, nuovi fondi per opere pubbliche e beni storici artistici

A sei anni dal terremoto, sono oltre 14.800 le famiglie rientrate nelle proprie abitazioni, il 90% delle 16.500 costrette a uscire nel 2012 dopo le scosse

Nuovo intervento della Regione Emilia Romagna per sostenere la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma del 2012. Si tratta del riparto tra Comuni, Diocesi e sistema sanitario - deciso dalla Giunta regionale nell’ultima seduta - di ulteriori 168 milioni per realizzare altri 199 interventi di ricostruzione di opere pubbliche e beni storici artistici. Queste risorse sono parte dei 320 milioni assegnati all’Emilia-Romagna dal Governo con la Legge di bilancio 2018.

I fondi completano le coperture finanziarie per gli interventi programmati dai Comuni, cui vanno 101 milioni, gran parte di quelli delle Diocesi dell’Emilia (57,8 milioni) e per il Policlinico universitario di Modena, cui sono destinati 9 milioni. Entro settembre si procederà alla ricognizione delle effettive esigenze residue, per la predisposizione del Piano 2019.

I NUMERI A SEI ANNI DAL SISMA
L’Emilia è stata colpita dal sisma nel 2012, con le due terribili scosse del 20 e 29 maggio che causarono 28 morti e 300 feriti, 45mila persone sfollate e danni per 13,2 miliardi di euro, investendo i territori delle province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia, 55 Comuni più i 4 capoluogo.

A sei anni dal terremoto, sono oltre 14.800 le famiglie rientrate nelle proprie abitazioni, il 90% delle 16.500 costrette a uscire nel 2012 dopo le scosse. Più di 700 lo hanno fatto nell’ultimo anno. Gli altri nuclei famigliari sono tutti inseriti nel percorso di rientro nelle loro case, sostenuti dalla struttura commissariale con contributi per l’affitto.

Sono quasi 14mila le abitazioni rese di nuovo agibili (+1.600 nell’ultimo anno), quasi 4.400 le attività economiche e commerciali (+862, dai negozi alle botteghe artigiane), per oltre 6.100 cantieri completati. Complessivamente, la ricostruzione privata per abitazioni e attività economiche ha visto contributi concessi per oltre 4,3 miliardi di euro, cresciuti solo nell’ultimo anno di 400 milioni, di cui 2,8 miliardi già liquidati a cittadini e imprese. A tali risorse si aggiungono poi quasi 1 miliardo e 300 milioni stanziati per la ricostruzione pubblica (ripristino dei beni culturali, storici e architettonici e opere pubbliche).

L’investimento per la ricostruzione dei centri storici, tra opere pubbliche e interventi privati, a oggi ammonta a quasi un miliardo di euro per circa 2.600 interventi finanziati, di cui il 60% conclusi o in cantiere.

Nell’ultimo anno, è stata autorizzata dal Governo la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020, che permetterà al Commissario Bonaccini e agli Enti locali di continuare a operare in regime straordinario, quindi in maniera più celere e semplificata. A questo si aggiunge la prosecuzione dell’esenzione Imu per gli immobili inagibili e la sospensione delle rate dei mutui per gli Enti locali. Inoltre, sarà operativo a partire dal 2 gennaio 2019 il dimezzamento del numero dei Comuni all’interno del cratere, in quanto hanno terminato l’attività ricostruttiva.

red/mn

(fonte: Regione Emilia Romagna)