Riduzione rischio disastri, "sette obiettivi in sette anni", partendo dal salvare vite umane

Sostanziale riduzione dei rischi da disastri e di perdite di vite umane e di salute, di attività economiche, culturali e ambientali: questi gli obiettivi dell'accordo di Sendai (Sendai Framework) e della "Giornata internazionale per la Riduzione dei Disastri", che si celebra oggi 13 ottobre

Istituito dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 1999, si chiama UNISDR - Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio Disastri -   l'agenzia ONU incaricata di facilitare l'implementazione della Strategia Internazionale per la Riduzione dei Disastri e assicurarne il coordinamento con le altre attività delle Nazioni Unite. Terremoti, tsunami, cicloni, eruzioni vulcaniche, frane e temperature eccessivamente calde o fredde vengono classificati come fenomeni naturali a rischio disastro, e UNISDR si adopera per mitigarne l'impatto sulla popolazione.
Il lavoro dell'UNISDR  prevede non soltanto una sistematica analisi dei fattori che potrebbero far raggiungere a un evento naturale le proporzioni di un disastro, ma anche una costante attività di informazione e prevenzione. Per ridurre la vulnerabilità di una comunità, infatti, è fondamentale che la popolazione sia a conoscenza dei rischi esistenti nel proprio territorio, che sia in grado di riconoscere i segnali di allerta, e che disponga di un sistema rapido e immediato per lanciare l'allarme. Inoltre, uno sviluppo sostenibile e nel rispetto dell'ambiente, un sistema di coordinamento e di allerta, e leggi adeguate in materia di prevenzione e reazione ai disastri naturali, sono alcuni degli elementi che secondo UNISDR possono contribuire a salvare migliaia di vite.
Uno degli impegni principali di UNISDR consiste nell'implementazione del Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030, lo strumento che guiderà l'attività di riduzione rischio disastri fino al 2030. Il Sendai Framework, che prende il posto del precedente Hyogo Framework for Action (HFA) 2005-2015: Building the Resilience of Nations and Communities to Disasters, è stato adottato in occasione della Conferenza Mondiale sulla Riduzione del Rischio disastri tenutasi a Sendai, in Giappone.
Il Sendai Framework è un accordo volontario non vincolante della durata di quindici anni che riconosce che lo Stato ha un ruolo primario nella riduzione dei rischi ma che la responsabilità dovrebbe essere condivisa con gli altri attori del sistema, comprese le amministrazioni locali, il settore privato e altri portatori di interesse.  L'accordo è il risultato di consultazioni avviate nel marzo 2012 e negoziati intergovernativi tenutisi dal luglio 2014 al marzo 2015, che sono stati supportati dalla UNISDR su richiesta dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. UNISDR è stato quindi incaricato di sostenere l'attuazione, il follow-up e la revisione del quadro Sendai.
Setti gli obiettivi globali che si è dato il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction:
- ridurre sostanzialmente entro il 2030 il tasso di mortalità in seguito alle catastrofi
- ridurre sostanzialmente entro il 2030 il numero di persone colpite da disastri a livello globale
- ridurre entro il 2030 la perdita economica direttamente imputabile alle catastrofi in rapporto al prodotto interno lordo globale (PIL).
- ridurre sostanzialmente
entro il 2030 i danni causati dai disastri alle infrastrutture critiche, cosi come le interruzioni dei servizi fondamentali, tra cui sanità e di istruzione, anche attraverso lo sviluppo della loro resilienza .
- aumentare sostanzialmente il numero dei paesi con le strategie nazionali e locali di riduzione del rischio di catastrofi entro il 2020.
- migliorare
sostanzialmente la cooperazione internazionale ai Paesi in via di sviluppo attraverso un sostegno adeguato e sostenibile per integrare le loro azioni nazionali con l'implementazione di questo accordo entro il 2030.
- aumentare sostanzialmente
entro il 2030 la disponibilità e l'accesso ai sistemi di allarme multi-rischio in tempo reale e le informazioni ai cittadini sui rischio di catastrofi e relative valutazioni.
Per raggiungere questi obiettivi, l'accordo di Sendai si è dato quattro priorità operative: conoscenza del rischio di catastrofi,
rafforzamento della governance e gestione del rischio,  investimenti nella riduzione del rischio e nelle azioni di resilienza, miglioramento della preparazione per essere in grado di dare risposte efficaci e pronte nella complessa fase della ricostruzione.
Gli obiettivi dell'accordo di Sendai sono stati inclusi nell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
E oggi, 13 ottobre, si celebra la
Giornata internazionale per la Riduzione dei Disastri, dedicato alla sensibilizzazione del mondo intero sull'importanza della riduzione della mortalità associata ai disastri provocati da fenomeni naturali. .


"Lo scorso anno - ha dichiarato il  Segretario Generale dell'ONU  Ban Ki-moon in occasione di questa ricorrenza -  i Governi hanno adottato il Quadro di Sendai. Oggi, avviamo la "Sendai Seven Campaign: sette obiettivi in sette anni", la quale evidenzia come tutti noi possiamo contribuire a ridurre le perdite dovute ai disastri. L'obiettivo di quest'anno è la riduzione della perdita di vite umane. Possiamo sostituire i beni materiali, ma non possiamo sostituire le persone. Rimango sempre sgomento di fronte al numero di persone che perdono la vita a causa di disastri. La maggior parte di esse sono sempre i poveri e i più vulnerabili. Oggigiorno, centinaia di milioni di persone sono esposte al rischio dell'innalzamento del livello dei mari, dei terremoti, della siccità, delle ondate di calore, delle inondazioni e delle tempeste. Esse vivono in zone marginali, al di sotto di zone collinari instabili o lungo zone costiere esposte alle tempeste. Per questo motivo, l'abbattimento della povertà estrema - il primo dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - è essenziale al fine di ridurre il rischio di catastrofi".
"Il report intitolato "Povertà e Morte: la mortalità nei disastri dal 1996 al 2015" e pubblicato oggi dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei disastri (UNISDR) - proesgue Ban ki-moon - rappresenta una seria denuncia all'ineguaglianza. I paesi ad alto reddito subiscono gravi perdite economiche a causa delle catastrofi, ma le persone che vivono nei paesi a basso reddito pagano con le loro vite.

In questa Giornata internazionale per la riduzione dei disastri, chiedo a tutti i Governi di collaborare assieme alla società civile ed al settore privato affinché si passi dalla gestione alla prevenzione delle catastrofi. Dobbiamo passare da una cultura di reazione ad una cultura di prevenzione e rafforzare la capacità di resistenza, riducendo così la perdita di vite umane".


patrizia calzolari

(fonte: ONU)