Rifiuti in Sicilia: l'emergenza è solo all'inizio

Cumuli di spazzatura si addensano nelle strade di Palermo e di molti altri comuni della provincia. L'epicentro dell'emergenza è Bagheria, dove i rifiuti allignano in ogni angolo di strada, perfino davanti ad una scuola elementare: i bambini devono dribblarli per riuscire ad entrare nelle aule.


La prima mossa del comune è stata chiudere gli istituti scolastici, a Bagheria e non solo. Il provvedimento ad oggi riguarda anche di Misilmeri, Villabate, Ficarazzi, Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia, Baucina, Ventimiglia e Lercara Friddi.
La seconda è stata scendere in piazza per protestare: i sindaci di 65 paesi assediati dai rifiuti nei giorni scorsi hanno manifestato di fronte alla sede della Regione Sicilia a Palermo e non si esclude che possano tornare a farlo da lunedì in poi, la "deadline" entro cui dovrebbero essere rese note le contromisure per affrontare l'emergenza. Intanto ieri Giorgio D'Angelo è stato nominato dall'agenzia regionale delle acque e dei rifiuti commissario ad acta di Coinres, il consorzio che si occupa dello smaltimento in 11 comuni della provincia di Palermo.

Nel capoluogo, scrivono i giornali, la situazione è "prenapoletana". Secondo una fonte interna al municipio, in realtà Napoli è stata pienamente raggiunta. "Curioso - dice la fonte - che il governo non si stia adoperando come a Napoli: viene il dubbio che faccia il pesce in barile perché è il Pdl ad amministrare Palermo, mentre a Napoli c'è il Centrosinistra". Chi parla si occupa da tempo delle problematiche connesse alla Protezione Civile in Sicilia. "I rifiuti sono solo un aspetto del problema: è stato solo un caso se nelle scorse settimane, con le piogge abbondanti cadute, non ci sia scappato il morto. I sottopassi erano ricolmi d'acqua, non per qualche centimetro, ma per metri. Tutto è legato ad un filo: a Belmonte Chiavelli (un paese della provincia n.d.r.) è franato un costone di roccia che ha travolto auto e moto. Se fosse passato qualcuno da lì piangeremmo una nuova vittima del dissesto idrogeologico".

Insomma l'impressione è che le minacce che pendono sull'Isola siano molteplici e persistenti, frutto di politiche mancate e cattive gestioni economiche. Tutt'altro che passeggere. A cominciare da Bellolampo, dove la discarica maggiore del comprensorio di Palermo rischia di scoppiare. La motivazione ufficiale è il deficit dell'Amia, l'azienda di smaltimento locale, che lamenta crediti per 60 milioni di euro nei confronti di 11 comuni; la "disperazione economica" dell'Amia riverbera però quella del municipio di Palermo, anche'esso in rosso permanente da tempo. Eppure - dicono - a Palermo ci sono più spazzini che cittadini: dovrebbe essere la Zurigo del Sud, se non fosse che il gran numero di "operatori ecologici" - già di per sé un fattore di squilibrio economico - oltre che affamare le casse pubbliche ha deciso di incrociare le braccia perché gli stipendi, quando arrivano, arrivano in ritardo.

A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato stamattina il governatore Raffaele Lombardo: ''Mi auguro, anzi mi adopererò affinché non si arrivi ad interventi straordinari per risolvere l'emergenza rifiuti nella provincia di Palermo'' - ha detto oggi alla trasmissione "Omnibus" su La7 - .
''Il problema e' finanziario, i costi eccessivi del consorzio che ha assunto più personale di quello che avrebbe dovuto assumere. Proprio ieri abbiamo nominato un commissario straordinario che dovrà far fronte all'emergenza''. Lombardo ha poi ricordato che ''la gara per i termovalorizzatori é andata deserta. E' un momento di difficoltà che stiamo cercando di superare''.


Gianni Zecca