Riforma protezione civile:
deleghe al Viminale?

Una bozza di decreto di riforma della protezione civile, composta da 11 articoli, sarà presa in esame domani dal Governo. La bozza ripropone la delega al Ministero degli Interni del coordinamento delle attività di protezione civile. Fra le novità una tassazione di 2cent sugli sms per integrare il Fondo nazionale di protezione civile

Riforma della Protezione civile: un decreto legge di 11 articoli sarà al vaglio del Consiglio dei Ministri venerdì 13 aprile p.v.
La bozza di tale decreto, come si legge nelle anticipazioni riportate dall'agenzia giornalistica "il Velino" prevede che il coordinamento delle attività di protezione civile venga assegnato al Presidente del Consiglio "ovvero, per sua delega al ministro dell'Interno" che per lo svolgimento delle finalità si avvale del Dipartimento della protezione civile.

La protezione civile al Viminale dunque? Il Viminale, secondo quanto stabilito nella bozza di decreto, con la delega promuoverebbe e coordinerebbe nelle emergenze «le attività delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale», avvalendosi sempre con la delega, del dipartimento della Protezione civile, che rimarrebbe, però, sempre all'interno della Presidenza del Consiglio.
La bozza di decreto definisce anche le attività di protezione civile: "Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione e alla prevenzione del rischio (di eventi calamitosi meteo idrologici, idraulici, di frana sismici, vulcanici, di maremoto, di incendio, chimici, nucleari, industriali e ambientali) e al soccorso delle popolazioni"
Cambierebbero poi alcune regole sulla dichiarazione dello stato di emergenza, deliberabile dal presidente del Consiglio o, con sua delega, del ministro dell'Interno, una volta acquisita l'intesa con le Regioni. Si introduce la possibilità di deliberare non solo quando gli eventi calamitosi si verificano ma anche "nella loro imminenza". Il provvedimento prevede inoltre che "lo stato di emergenza non può di regola superare i 60 giorni" e può essere prorogato ovvero rinnovato "per non più di quaranta giorni"
Le ordinanze di protezione civile sarebbero emanate, secondo il testo elaborato dal governo, dal Capo Dipartimento della protezione civile quando delegato a questo compito dal presidente del Consiglio o dal ministro dell'Interno: "Con le ordinanze si dispone esclusivamente in ordine alla organizzazione dei servizi di urgente soccorso e assistenza ai soggetti colpiti dall'evento, nonché agli interventi provvisionali strettamente necessari alle prime necessità nei limiti delle risorse disponibili, allo scopo finalizzate". "Le ordinanze emanate entro il ventesimo giorno dalla dichiarazione dello stato di emergenza sono immediatamente efficaci e sono altresì trasmesse al Ministero dell'economia e delle finanze affinché comunichi gli esiti della loro verifica al Presidente del Consiglio dei ministri per i conseguenti provvedimenti. Successivamente al ventesimo giorno dalla dichiarazione dello stato di emergenza le ordinanze sono emanate previo concerto del Ministero dell'economia e delle finanze, limitatamente ai profili finanziari".

Per quanto riguarda il reperimento di risorse a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, la bozza di decreto prevede che le Regioni possano aumentare l'imposta sulla benzina «fino a un massimo di cinque centesimi per litro, mentre per il Fondo nazionale di protezione civile il Governo, può innalzare l'accisa sulla benzina e sul gasolio, sempre al massimo per cinque centesimi. «In alternativa» o «in combinazione» con l'incremento fiscale sul carburante, il decreto prevede una novità: «tassazione fino a una misura massima di due centesimi di euro» per l'invio di sms da «cellulare, computer o siti internet».I gestori delle società di telecomunicazione «provvedono al pagamento dell'imposta, con facoltà di rivalsa nei confronti dei clienti.

Altra importante novità introdotta dalla bozza di decreto riguarda la flotta aerea antincendio della Protezione Civile, nonché il Centro operativo aereo unificato (COAU) che verrebbero trasferiti al Dipartimento dei Vigili del fuoco. Alle Regioni spetterebbe il compito di assicurare il coordinamento delle operazioni a terra con la possibilità di avvalersi del Corpo forestale dello Stato "tramite i centri operativi antincendi boschivi articolabili in nuclei operativi speciali e di protezione civili da istituire con decreto del capo del Corpo medesimo".


red.