Riforma protezione civile:
"non si faccia per decreto"

Unanime la posizione di Regioni, Comuni ed Enti locali rispetto alla proposta presentata dal Governo in materia di Protezione civile: sì a una riforma, ma si preveda un disegno di legge e non un decreto. Governo disponibile a confrontarsi sugli emendamenti presentati

Si è riunita ieri giovedì 19 aprile a Roma la Conferenza unificata Stato Regioni Enti locali, in cui il Governo ha presentato ufficialmente la sua proposta di riforma della protezione civile, di cui il Premier Monti aveva dato qualche aniticipazione anche durante gli Stati generali del volontariato. Già in quell'ambito erano state espresse alcune perplessità, che sono state riportate in un documento congiunto contenente gli emendamenti presentati da Regioni, Province e Comuni, consegnato ieri stesso al Ministro Piero Gnudi.

Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, ha chiesto ieri che ''per la riforma della Protezione Civile si preveda un disegno di legge e non un decreto: questa sarebbe una scelta che le Regioni non potrebbero condividere''. ''Siamo per una riforma che sia in grado di darci una Protezione Civile efficace ed efficiente. - ha affermato Errani - Sulla base di questo presenteremo i nostri emendamenti relativi alla qualità' della governance e a come porre il tema della ricostruzione usando il criterio della solidarietà del Paese'' e ha ribadito che le Regioni sono concordi ''ad un confronto rapido e ad una riforma condivisa che sia in grado di dare un salto di qualità''.

Anche Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento e coordinatore della Commissione Protezione civile della Conferenza delle Regioni, se da una parte ha espresso soddisfazione per l'impegno assunto dal Governo a confrontarsi sugli emendamenti, dall'altra ha ribadito come sia imprescindibile la condivisione della riforma della protezione civile "in forza delle previsioni costituzionali ma soprattutto in forza del grande patrimonio collettivo che essa rappresenta".
Abbiamo ribadito - ha aggiunto Dellai - che siamo favorevoli a riformare l'attuale legge, ma siamo contrarissimi all'idea di un decreto legge perchè riteniamo che questa materia debba essere condivisa. Serve dunque un disegno di legge".
Dellai ha spiegato inoltre  che le Regioni ritengono che sia giusto definire i termini del periodo di emergenza, ma credono che la durata individuata sia ''irrealistica". "Dobbiamo trovare - ha detto - una mediazione per definire una durata più congrua della fase di emergenza'' (la proposta del Governo stabilisce un termine di 60 giorni differibili fino a 100 al massimo).

Rispetto al 'post emergenza' Dellai chiesto che "venga ripristinato il fondo per la Protezione Civile che deve alimentarsi sia con fondi statali sia con fondi dei territori''. Inoltre, ha proseguito Dellai - "secondo i governatori la Protezione Civile deve restare incardinata sulla Presidenza del Consiglio proprio a garanzia della natura di sistema''.
"Le Regioni - ha ribadito Dellai - si augurano un confronto per arrivare ad una riforma condivisa perché una forzatura da parte del Governo sarebbe stata e sarebbe anche in futuro assolutamente inaccettabile e lesiva dello spirito di leale cooperazione tra i livelli di Governo della Repubblica che il Capo dello Stato sempre indica come cifra di comportamento a tutti".

Anche l'ANCI, per voce del proprio delegato alla protezione civile Roberto Reggi, dichiara apprezzamento per la disponibilità del Governo a confrontarsi con gli enti locali che "chiamati ad esprimersi sulla proposta di riforma, hanno già dato dimostrazione della volontà di fare in fretta, presentando un documento congiunto Anci-Upi-Regioni di proposte emendative". Reggi inoltre ha ribadito la preferenza per "lo strumento del disegno di legge piuttosto che il decreto, proprio per favorire un ampio, quanto rapido, confronto".




Patrizia Calzolari