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Rischio sismico: 195,6mln ripartiti fra Regioni per fare prevenzione e studi

Come ogni anno dal 2010, un'opcm assegna e disciplina la quota annuale dei contributi per interventi di mitigazione su edifici privati e pubblici, da assegnare alle Regioni in modo proporzionale al rischio sismico del loro territorio,  sulla base del Piano nazionale avviato nel 2009 che prevede lo stanziamento di 965 milioni di euro in 7 anni

E' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 4 novembre scorso,l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 293, che disciplina i contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico previsti dall'art.11 della legge 77 del 24 giugno 2009, relativamente ai fondi resi disponibili per l'annualità 2014. "Si tratta - ricorda il Dipartimento della protezione civile in una nota - di una quota dei contributi previsti dal Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, avviato dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009. Il Piano prevede lo stanziamento di 965 milioni di euro in 7 anni, per realizzare interventi di mitigazione del rischio sismico sull'intero territorio nazionale. L'attuazione dell'art. 11 è affidata al Dipartimento della Protezione Civile e regolata attraverso ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile (dopo l'emanazione della legge 100/2012 di modifica della legge 225/1992). L'ocdpc n. 293, in modo simile alle precedenti,  regola le modalità di finanziamento degli interventi e prosegue nello sviluppo di quelle azioni che in passato sono state marginalmente, o mai, toccate da specifici provvedimenti: studi di microzonazione sismica, interventi sull'edilizia privata, sulle strutture e infrastrutture cittadine di particolare importanza per i piani di protezione civile, limitando gli interventi alle zone a più elevata pericolosità sismica e alle strutture più vulnerabili".

La quota stanziata per il 2014, pari a 195,6 milioni di euro è ripartita tra le Regioni, in modo proporzionale al rischio sismico dell'ambito territoriale, per:
a) studi di microzonazione sismica e analisi della condizione limite per l'emergenza (16 milioni di euro);
b) interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico o, eventualmente, demolizione e ricostruzione di edifici ed opere pubbliche d'interesse strategico per finalità di protezione civile (170 milioni di euro per gli interventi indicati alle lettere b e c);
c) interventi strutturali di rafforzamento locale o miglioramento sismico o di demolizione e ricostruzione di edifici privati;
d) altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio simico, con particolare riferimento a situazioni di elevata vulnerabilità ed esposizione (8,3 milioni di euro).


Per il 2014, l'attribuzione dei fondi 2014 prevede quanto segue:
- le Regioni devono attivare gli interventi sugli edifici privati, da un minimo del 20% a un massimo del 40% del finanziamento loro assegnato, purché questo sia pari o superiore a 2 milioni di euro
- gli studi di microzonazione sismica devono essere sempre accompagnati dall'analisi della Condizione Limite per l'Emergenza-CLE dell'insediamento urbano, per realizzare una maggiore integrazione delle azioni per la mitigazione del rischio sismico e migliorare la gestione delle attività di emergenza subito dopo un terremoto
- viene mantenuto il meccanismo di premialità per le unioni di comuni, nelle quali il contributo di cofinanziamento degli studi di MS e analisi della CLE può essere ridotto dal 25% al 15% (lo Stato finanzia l'85% degli studi e analisi),
- viene confermata la possibilità per le Regioni di sperimentare un programma finalizzato a garantire le condizioni minime per la gestione del sistema di emergenza, individuando in uno o più comuni o unioni di comuni tre edifici strategici che assicurino il coordinamento degli interventi, il soccorso sanitario, l'intervento operativo. Le Regioni che aderiranno potranno finanziare in tali comuni o unione di comuni gli studi di MS e le analisi della CLE senza obbligo di cofinanziamento (contributo a totale carico dello Stato).


Queste le principali novità introdotte dall'ocdpc n. 293/2015:
- gli studi di MS di livello 1 devono coprire almeno il 70% della superficie complessiva di centri e nuclei abitati o interessare almeno il 70% della popolazione comunale, o del municipio o della circoscrizione;
- lo stato di attuazione degli interventi previsti dall'ordinanza verrà monitorato attraverso l'attribuzione a tutti i comuni, al termine delle attività, di una classe, comunicata dalle Regioni al Dipartimento.


Gli interventi previsti dall'ocdpc n. 293, come per le annualità precedenti, vengono attuati attraverso programmi predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome e comunicati nei termini previsti al Dipartimento della Protezione Civile.


red/pc
(fonte: DPC)