Foto d'epoca scattata dopo il terremoto e il maremoto a Messina (1908)

Rischio tsunami, i Geologi:
"Serve consapevolezza"

Alla luce degli eventi che hanno colpito il Giappone e ricordando il terremoto e il maremoto che hanno colpito Messina nel 1908, il Presidente dell'Ordine dei Geologi Gian Vito Graziano ha sottolineato l'importanza della consapevolezza del rischio tsunami nel nostro Paese e dell'educazione ad affrontarlo

Quanto successo in Giappone deve farci riflettere sul rischio tsunami nel nostro Paese, sull'importanza della consapevolezza del rischio e dell'educazione ad affrontarlo, per non farci cogliere impreparati in caso di calamità. Lo ha sottolineato il Presidente dell'Ordine Nazionale dei Geologi italiani Gian Vito Graziano, spiegando in una nota che "l'Italia è un territorio ad alta sismicità e aperto al mare. Più territorio costiero significa maggiore rischio tsunami. Le zone maggiormente a rischio sono, ovviamente, quelle a più alto rischio sismico, ovvero quelle che si affacciano davanti ai maggiori sistemi di faglie presenti a mare". Da questa consapevolezza deriva l'importanza di realizzare un Piano di conoscenza e comunicazione "che risponda a tre domande: come scappo? Dove devo andare? Quale via devo seguire?".

Ogni anno nel nostro Paese l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia registra circa 2000 scosse di piccole entità. A questo si aggiungono gli eventi del passato, da cui sarebbe il caso di trarre qualche insegnamento. "Il nostro Paese è a rischio tsunami" - ha aggiunto Graziano - "E Messina 1908 dovrebbe ricordarcelo: la forza dell'acqua giocò un ruolo enorme nella devastazione della città. In quell'occasione si ebbero onde addirittura più alte di quelle del maremoto nel Pacifico del 2004, evento che fece conoscere all'opinione pubblica lo tsunami".

"L'INGV monitora 24 ore su 24 la situazione e in caso di terremoto da l'allarme in tempo reale" - ha concluso il Presidente dell'Ordine dei Geologi - "Occorre un certo tempo perché il maremoto arrivi sulle coste. Ma ci vuole la consapevolezza del rischio e l'educazione ad affrontarlo".



Red-Eb