fonte foto: Comune di Pomezia

Rogo all'Eco X di Pomezia (RM). Nessuna bonifica a cinque mesi dall'incendio

L'azienda dovrebbe provvedere a tutte le operazioni di messa in sicurezza dell'area, ma latita. Per questo il Comune ha chiesto alla Regione di riscuotere i soldi della polizza e avviare la bonifica al più presto

Sono trascorsi più di cinque mesi dall'incendio all'Eco X di Pomezia (RM), impianto di smaltimento rifiuti sulla Pontina andato in fiamme a maggio scorso, ma ancora non è iniziata la bonifica dell'area. La Procura di Velletri aveva disposto il sequestro del sito, subito dopo l'incidente, per effettuare gli accertamenti tecnici necessari all'attività investigativa. Attualmente lo stabilimento di Eco X è ancora sotto sequestro, ma, spiega il procuratore capo Francesco Prete, "da tempo abbiamo dato l'autorizzazione a compiere la bonifica del sito".



La bonifica dovrebbe essere effettuata dall'azienda stessa che, però, latita. Per questo il Comune di Pomezia ha chiesto alla Regione Lazio, ente beneficiario della polizza fidejussoria stipulata dalla ditta a garanzia degli obblighi sullo smaltimento dei rifiuti, di
riscuotere i soldi della polizza e avviare la bonifica.

Intanto, il Comune, il 25 settembre, ha provveduto autonomamente alla pulizia del piazzale dell'azienda dov'erano stati accatastati i rifiuti.
Il costo dell’intervento sarà messo in carico ai proprietari di Eco X, responsabili della bonifica del sito e della pulizia dell’area.



Il 10 maggio, subito dopo l'incendio, il sindaco di Pomezia Fabio Fucci aveva emesso un'ordinanza, alla quale è seguita una diffida il 17 agosto scorso, che imponeva alla ditta proprietaria del sito di provvedere al puntellamento e transennamento delle zone a rischio crollo, al trattamento dei manufatti in cemento amianto, alla bonifica da concordare con il N.O.E. dei Carabinieri e all'esecuzione di tutte le procedure di prevenzione indicate dalla Asl Roma 6, quali tenere costantemente bagnato il sito. Da un sopralluogo effettuato l'8 settembre scorso dalla Polizia Locale e dall'Ufficio Ambiente risulta l'inottemperanza dell'ordinanza in oggetto.

Il 12 settembre il Comune di Pomezia scrive sulla sua pagina FB: "Il sindaco ha inviato questa mattina una nota alla Regione Lazio in cui richiede all’Ente regionale di provvedere alla messa in sicurezza e alla bonifica del sito Eco X.
La Regione è l'ente beneficiario della polizza fidejussoria stipulata dalla ditta Eco X a garanzia degli obblighi sullo smaltimento dei rifiuti. In caso di inadempienze del contraente, è la Regione a riscuotere i soldi della polizza necessari a provvedere allo smaltimento dei rifiuti, alla messa in sicurezza, alla bonifica e al ripristino ambientale. Dal momento che la società, nel corso di questi mesi, non ha provveduto a rimuovere i rifiuti né tantomeno a predisporre un piano di bonifica, è necessario che le istituzioni preposte intervengano al più presto. Il sito è ancora sotto sequestro, ma chiediamo con urgenza alla Regione Lazio di predisporre tutti gli atti necessari ad avviare l’iter per la bonifica del sito andato distrutto, a garanzia della salute pubblica e del territorio".

Il rogo nell'azienda di smaltimento rifiuti era scoppiato il 5 maggio. Il materiale incendiato aveva creato una nube nera visibile da tutte le zone della città. Dalle analisi effettuate da Arpa Lazio a poche ore dal rogo della Eco X emergeva una presenza record di diossine e furani. Il direttore del dipartimento prevenzione della Asl Roma 6, inoltre, aveva confermato che nelle coperture del tetto era presente amianto incapsulato.



red/mn

(fonte articolo e foto: Comune di Pomezia)