Roma: storie di
ordinaria emergenza

Poca neve, ormai quasi scomparsa, l'emergenza Roma è ora sulle polemiche innescate dalle dichiarazioni del Sindaco Alemanno contro la Protezione civile nazionale. E la resilienza è di là da venire.

L'Italia tira un sospiro di sollievo: Roma sta lentamente ritornando alla normalità.
Già, Roma. La storia è ormai nota: un po' di neve a Roma, capitale bloccata, bus fermi, ingorgo sul GRA, cittadini "sequestrati" per ore e ore nelle loro automobili, turisti con macchine fotografiche, bambini che si divertono.

Tutto nella norma. Gli italiani sono abituati a sorbirsi lunghissimi servizi Tv e collegamenti da Roma, l'inviato che sotto il sole della capitale indica un po' di fanghiglia nevosa definendola "emergenza neve", poi il ragazzo che fa jogging (ma come, lei fa jogging, nonostante....sia nevicato?), poi il signore con il badile in mano (ah lei sta spalando, ma nessuno vi aiuta? Eh no, mi devo spalare la rampa del garage da solo, qui non s'è visto nessuno) e la signora con due borse di spesa (Signora, ma lei ha fatto la spesa? ).
Certo, in Val Marecchia con 3 metri di neve, la bufera e un freddo polare è difficile trovare qualcuno da intervistare per strada mentre fa jogging con i "moon boot" o qualcuno dietro al cronista che faccia 'ciao ciao' con la manina.
Un po' sorridono gli Italiani, che vuoi farci, è così da sempre: Roma caput mundi.


Ma il sorriso si smorza e lascia il posto all'ironia quando si vede che tutto questo viene presentato con tanta serietà e dovizia di aggettivi 'catastrofisti' su immagini di un'evidenza risibile a fianco, e con pari compassione, delle immagini del vero dramma, che avviene altrove. Le immagini di quanti, in tanta parte d'Italia il dramma lo stanno vivendo davvero, sotto metri di neve, isolati, senza luce, senza acqua, e vedono le loro case, i loro animali e le loro attività pericolare sotto quintali di neve. E le centinaia di passeggeri "sequestrati" per decine di ore su treni gelati. E i morti dal freddo, all'addiaccio o nella cabina di un camion bloccato davvero dalla neve e dal ghiaccio, i morti di fatica per strappare qualche centimetro di percorso alla montagna di neve che assedia la propria casa.
Vien da chiedersi con quale misura l'informazione stia pesando l'emergenza romana, con tutto quello che succede dove l'emergenza c'è davvero.

E l'ironia lascia il posto all'incredulità quando il Sindaco di Roma, dopo il disastro della sua mancata gestione del territorio, reclama a gran voce una Commissione di inchiesta sull'operato della Protezione civile nazionale.
Copione già visto, sempre Alemanno e sempre Roma, in occasione del recente nubifragio.
E via, con accuse a raffica, una cortina di fuoco che sembra voler impedire di guardare dalle parti di chi spara.


Interpretiamo noi, in sintesi:
Alemanno, primo tiro: se a Roma qualcosa è andato male, è colpa della Protezione civile che non ha dato la giusta previsione: ha scritto 35 millimetri, invece sono almeno 10 - 15 centimetri (!). Voglio una commissione d'Inchiesta sulla Protezione civile
Gabrielli: i comunicati sono documenti diretti a tecnici che li sanno leggere: 35 millimetri sì, ma di acqua equivalente, cioè 35 centimetri di neve. Non temo nessuna commissione di inchiesta.
Alemanno sposta l'asticella, per il secondo tiro: Allora la Protezione è una manica di passacarte. Quando c'era Bertolaso, invece...
Gabrielli: Non ha senso personalizzare la Protezione civile, la Protezione civile di Bertolaso e Gabrielli si sarebbe comportata nello stesso modo. La Protezione civile è stata indebolita, dal 26 febbraio 2011, quando fu approvata la legge 10 del 2011, con la quale, per intervenire dobbiamo avere il benestare della Corte dei conti e del ministero dell'Economia.
A questo punto interviene anche il Ministro dell'Interno, Cancellieri: le Istituzioni non devono litigare ma collaborare e lavorare in silenzio. La Protezione civile, con Gabrielli, ha fatto un lavoro eccellente. Si ricorda che è il Sindaco il capo della Protezione civile nel suo territorio.
Alemanno non si lascia scappare l'occasione e sposta il tiro: dato che il Ministro ha emanato appelli alla popolazione soltanto sabato, con due giorni in ritardo, anche il ministro Cancellieri era male informato.
Ministro Cancellieri, risposta: il Ministro non ha nessuna intenzione di mettersi a giudicare i Sindaci ma è stata ed è ben informata e segue momento per momento l'evoluzione. Le sale di emergenza in tutte le prefetture sono aperte.

A questo punto, pare vi sia stata una telefonata fra Ministro e Sindaco, un comunicato per spegnere la polemica e sembravano finiti gli argomenti. Bisogna lavorare.
Cosa fa invece il il Sindaco di Roma? "Cala l'asso" e chiude scuole e uffici pubblici.
 
Roma chiusa per neve. Perché?

Forse il Sindaco ritiene che i dipendenti pubblici di Roma difettino gravemente di capacità e autonomia rispetto a tutti gli altri cittadini romani che continueranno a lavorare?
E poi la neve, almeno nelle quantità viste a Roma, non dovrebbe essere una scusa per chiudere bottega: al contrario, apertura straordinaria, come hanno fatto in tanti Comuni italiani dove ha nevicato davvero, perché in quei casi, l'Amministrazione ha saputo essere presente e vicina al cittadino, anche in orari diversi dal consueto.
E ancora: scuole chiuse fino ad oggi, quando ormai non nevica più da tre giorni e le strade sono sgombre: perchè?
Per caso il Sindaco intende gonfiare l'emergenza e battere sul tamburo del disservizio ai cittadini per aumentare il senso del danno e il monte delle colpe da affibbiare ad altri, che non hanno provveduto? Certo, colpe non del Comune, che non ha attivato lo sbandierato super piano neve e che prima dicono abbia sperperato il sale spargendolo sotto la pioggia, poi dicono sia rimasto senza quando sono arrivati finalmente la neve e il ghiaccio.
Ma no, prima regola è "se ti trovi la colpa fra i tuoi piedi, gettala di là dalla rete, nel campo dell'avversario", ad esempio sulla Protezione civile. Come ignorasse che la prima Autorità di Protezione civile, a Roma come in qualsiasi Comune, è proprio il Sindaco.


Sorge spontanea una 'candida' domanda: se il Sindaco di Roma avesse saputo in anticipo e al millimetro l'esatta quantità di neve che sarebbe caduta da lì a poco, se avesse avuto la palla di vetro "milllimetrata" che avesse trasformato le 'previsioni' (che si chiamano appunto previsioni, non scienza esatta), in certezze, a Roma sarebbe filato tutto liscio? La capitale sarebbe stata in grado di gestire la nevicata, senza alcun disagio, con tutti i bus in orario, gli uffici aperti, i romani al lavoro, insomma 100% total efficiency ?

Una rifessione: al di là di questa vicenda che speriamo finisca presto, una cosa seria pur emerge da questa storia: il "mancato esempio". In emergenza, e tante parti d'Italia ce lo insegnano, si collabora, non ci si spara addosso. I conti, semmai, si fanno a bocce ferme.

I concetti di resilienza, autoprotezione, prevenzione: ecco di cosa si sarebbe potuto parlare a Roma in questi giorni: è vero che a Roma nevica raramente. Ma prima o poi tornerà a succedere ed è quindi il caso di cominciare a coinvolgere i cittadini, far riflettere e far capire che siamo tutti attori in parte. Dire che in inverno è utile avere in casa una pala per spalare la neve dai marciapiedi, in macchina le catene o le gomme invernali montate. Informare su dove andare a reperire il sale anti-ghiaccio per il marciapiede davanti casa, e vigilare che non ci fossero abusi sui prezzi delle pale, del sale e delle catene.
Insegnare al cittadino un po' di resilienza sarebbe compito della prima autorità in materia di Protezione civile, e cioè del Sindaco di ogni Comune. Al contrario, far credere al cittadino che ogni piccola difficoltà sia un problema insormontabile, che l'autoprotezione si faccia con il lamento, che la prevenzione si risolve imputando ad altri di non averci tolto le castagne dal fuoco, ebbene questo non sembra affatto un comportamento da buoni maestri.

Cosa resta di tutta questa storia?
Perchè Alemanno fra gli argomenti a sostegno delle sue accuse, ha ripreso fuori l'ipotesi della Protezione Civile al Viminale? Perché prima si depotenzia la Protezione civile e poi la si denigra come inutile?
Qual è l'obiettivo di questo polverone?
Avrebbero detto nella Roma d'altri tempi: cui prodest?



Patrizia Calzolari