Ronzi, CRI: ''Intollerabili
le aggressioni al 118''

Gli operatori sanitari chiamati a portare soccorso temono per la propria incolumità. A Roma nel 2013 gli episodi di violenza contro il personale del 118 sono aumentati in maniera esponenziale creando una situazione intollerabile

"Una situazione ormai non più tollerabile, anche in zona di guerra il personale sanitario viene rispettato".
Lo ha affermato il Presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana di Roma, Flavio Ronzi, riferendosi alle recenti aggressioni subite nella Capitale da operatori sanitari mentre effettuavano servizi di soccorso, Ronzi ha espresso piena solidarietà alla Direzione e agli operatori dell'ARES, affermando che il profondo disagio sociale e la disperazione in una città come Roma, "non possono e non devono trasformarsi in violenza incontrollata".

Infatti, secondo i dati forniti dal Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (Smi), nella Capitale e nel Lazio  il numero delle aggressioni ai danni degli operatori dell'Ares 118 ha avuto un aumento incredibile, salito al 20 per cento negli ultimi cinque anni.
"Solo a Roma e provincia - aveva dichiarato qualche giorno fa Francesca Perri, responsabile nazionale 118 e pronto soccorso per Smi e Fvm - paragonando i primi 6 mesi del 2012, in cui si sono verificate 9 aggressioni, ai i primi 6 mesi del 2013, in cui ne sono avvenute 20, ci si rende perfettamente conto che tale escalation, ha carattere esponenziale e non si tratta certo di episodi sporadici".

"Non è più possibile - ha dichiartato ancora Ronzi - non dare risposte concrete alle preoccupazioni degli operatori dell'ARES e della CRI impegnati nel servizio di soccorso 118 che, nell'assolvimento del loro prezioso ed insostituibile lavoro, sono costretti addirittura a temere per la propria incolumità. Se da un lato non è più prorogabile l'adozione di protocolli che prevedano la protezione del personale sanitario da parte delle Forze dell'ordine durante i soccorsi, dall'altro dobbiamo prevenire possibili comportamenti anche attraverso l'educazione al rispetto di beni e servizi pubblici, quale il soccorso alle persone".

"Metteremo i nostri volontari e dipendenti al servizio del Presidente della Regione Nicola Zingaretti e del neo sindaco di Roma Ignazio Marino - ha dichiarato ancora Flavio Ronzi -  per avviare progetti di educazione e sensibilizzazione all'utilizzo dei servizi pubblici nelle scuole romane. La società civile e le Istituzioni hanno il dovere morale di ribellarsi e intervenire con strumenti adeguati per mettere la parola fine all'onta che continua a consumarsi nel territorio di Roma dove - ha concluso Ronzi - decine di operatori sanitari, nonostante tentino ogni giorno di salvare vite umane, sono costretti a sopportare assurdi episodi di vergogna sociale".



red/pc



(fonte: CRI)