Rotolon, ok dal commissario
Presto la messa in sicurezza

La frana sul monte Rotolon, in Veneto, sarà presto rimossa. La decisione dopo un vertice tra commissario straordianario e Protezione civile

"L'obiettivo è stato raggiunto: il letto del torrente sarà liberato, l'intervento è necessario per la sicurezza di Parlati e non si può attendere oltre, i lavori inizieranno lunedì". Dopo le richieste dei residenti in contrada Parlati, che sentono forte la minaccia di massi e detriti che occupano il corso dell'Agno, nel tratto proprio sopra le loro case e favoriscono le esondazioni di fango, è intervenuto in prima persona il commissario straordinario per l'alluvione veneta, Mariano Carraro. Ieri sopralluogo sul Rotolon a Recoaro assieme agli amministratori comunali, ai tecnici e alla popolazione. L'intervento del commissario è stato risolutivo, dopo l'incontro sul versante montano con i cittadini di Parlati e il vertice in municipio con il primo cittadino Franco Perlotto, il responsabile della Protezione civile regionale Roberto Tonellato, la responsabile del servizio forestale regionale Miriam Righele, il responsabile della difesa del suolo per la Regione Veneto Alberto Baglioni e i tecnici del Genio civile.

La richiesta di sgomberare il corso del Rotolon era partita direttamente da una delle riunioni che i residenti tengono frequentemente, dopo l'emergenza di novembre. L'inverno, stagione in cui la frana desta meno preoccupazioni date le basse temperature che frenano le colate di fango, sarebbe la stagione ideale per lavorare nel letto del torrente. Ma i cittadini non vedevano cantieri per gli interventi di cui, secondo loro, ci sarebbe stato bisogno. Infatti, erano in corso solo piccole estrazioni di materiale all'altezza della briglia Giorgetti, cioè più a sud delle prime case, in cui abitano circa 200 persone.

I problemi principali erano due: il Comune non poteva intervenire direttamente su un tratto che rimane di competenza del Genio civile senza incorrere in sanzioni penali. Allo stesso tempo, il Genio non poteva lavorare nell'Agno perché l'Amministrazione aveva emesso un'ordinanza che vietava l'avvicinamento agli argini del torrente, data la situazione di pericolo costante e improvviso. "Ora, tutto è stato risolto con una serie di deroghe che consentiranno di iniziare i lavori», ha concluso Carraro. Gli operai e i tecnici saranno protetti da strumentazioni tecnologiche e dal continuo scambio di informazioni tra Cnr e Regione".

(Red.)