Sangue e maxi emergenze, un convegno per migliorare il coordinamento e la comunicazione

Al Cnr di Roma si sono riuniti i vertici del Centro nazionale sangue, l'Iss, la protezione civile, medici e volontari

In Italia la risorsa sangue è sufficiente, ma in emergenza è necessario migliorare il coordinamento tra le varie istituzioni, la protezione civile e gli operatori del settore sanitario impegnati nelle maxi emergenze sanitarie, oltre a una più efficace comunicazione dai sindaci verso i cittadini per dare la giusta rappresentazione del "sistema sangue" per evitare gesti di generosità superflui.
Si sono riuniti ieri al Cnr di Roma scienziati, medici e giornalisti nel convegno "Sistema sangue nelle maxi emergenze" per discutere di come migliorare il coordinamento tra i diversi attori dell'emergenza sanitaria in presenza di un sistema di raccolta e distribuzione del sangue che già oggi funziona bene e dispone del sangue per fornire una risposta adeguata.
"Occorre delineare una strategia comune - ha spiegato in mattinata il presidente dell'Istituto superiore di Sanità Walter Ricciardi - ma anche una governance strutturata, in maniera tale che non si presentino i problemi già visti in cui la buona volontà dei soccorritori è rallentata dall'incertezza della catena di comando".
Per il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno  "è poi importante che si doni il sangue quando serve". Infatti in Italia "il sangue è disponibile e bisogna donarlo solo quando viene richiesto". Il piano di autosufficienza del sangue in Italia viene approvato ogni anno dal ministero della Salute ed è coordinato dal centro nazionale sangue in base ai fabbisogni delle singole regioni.

Red/fu