Satelliti a fine vita: due sonde
NASA precipitano sulla Luna

Dagli Stati Uniti è stata ordinata l'autodistruzione di due sonde che da anni orbitano attorno alla Luna. Senza carburante sono precipitate nella zona nord del satellite, dopo un contributo importante alla ricerca scientifica

Hanno visto la Luna da così vicino da poter riconoscere oggetti piccoli come una palla da tennis. Hanno fatto fare passi avanti alla ricerca scientifica, con scoperte importanti sul sottosuolo lunare. Ma oggi, dopo anni di servizio, per due satelliti artificiali della NASA è arrivato il momento dello stop. I tecnici di Cape Canaveral, con un pulsante, hanno ordinato la distruzione di Gravity Recovery e Interior Laboratory, i due satelliti americani che orbitando intorno alla Luna hanno permesso agli scienziati di realizzare un bel passo avanti nella ricerca spaziale.

Grazie a passaggi a bassa quota, con moto rallentato e a immagini catturate da maggiore altezza, è stato possibile scoprire che la crosta della Luna è più sottile di quanto si pensasse e che l'impatto su di essa crea più danni nel sottosuolo che in superficie. "Ci dispiace per la fine della missione, ma del resto siamo contenti per gli incredibili risultati che abbiamo raggiunto sul fronte scientifico" ha detto Charles Elachi, direttore del laboratorio della Nasa a Pasadena, in California, che ha supervisionato il progetto.

I due satelliti, una volta disattivati, sono precipitati nei pressi del polo nord lunare, un'area scelta appositamente perché lontana dai resti delle missioni Apollo, con anche le tracce del primo storico allunaggio di Neil Armstrong.

La Luna, ma anche buona parte dello spazio nei pressi del pianeta Terra, sta raccogliendo da ormai 40anni i resti di centinaia di missioni spaziali. Una testimonianza per i futuri esploratori, certo, ma anche "inquinamento cosmico": un problema concreto, che costringe gli scienziati a monitorare continuamente i danni dei satelliti ancora attivi, che spesso vengono colpiti da frammenti di "spazzatura spaziale".


Walter Milan