Scienze delle Terra:
gli strumenti di Codevintec

Intervista all'Ing. Marco Bacciocchi, Specialista di Prodotto di Codevintec

Codevintec è uno dei maggiori distributori di strumentazione e know-how nel campo delle Scienze della Terra. Riconosciuta a livello internazionale, ha fornito la strumentazione per i progetti italiani più importanti in ambito scientifico: Rete Nazionale di Controllo Terremoti, Rete Nazionale DGPS per la Guardia Costiera, varie reti GPS di monitoraggio deformazione, Progetto SIM per il Corpo Forestale dello Stato, Progetto Antartico, Progetto MOSE. Tra i clienti di Codevintec troviamo Protezione Civile, INGV, Marina, Carabinieri, vari gruppi industriali come Finmeccanica ed Eni, vari Ministeri e la quasi totalità delle Università Italiane. L'azienda è stata fondata nel 1973 dal Comandante Faccioli, ex ufficiale di Marina, che aveva elaborato una serie di conoscenze nel campo della navigazione, della difesa e del rilievo oceanografico. Una volta terminato il suo impegno in marina ha aperto Codevintec. Tra le pietre miliari dell'azienda, la vendita del primo sistema grafico interattivo venduto in Europa nei primi anni ‘70 (il secondo in tutto il mondo), un computer con 12 K di memoria, allora all'avanguardia; l'introduzione del primo GPS geodetico in Italia nel 1986; la vendita del primo Georadar ad uso civile. Con il passare degli anni, i figli del comandante, Alberto, Chiara e Andrea hanno assunto posti di rilievo e si sono formate quelle che sono le divisioni correnti della società: Geofisica terrestre, Geofisica marina e Oceanografia, 3D Imaging, Navigazione e posizionamento di precisione ad alta dinamica.

Codevintec organizza un workshop mercoledì 6 aprile dedicato al Georadar, per scoprirne specificità, applicazioni disponibili e modelli. I Georadar sono strumenti molto avanzati che realizzano indagini non distruttive del sottosuolo o di strutture e sono in grado di rilevare profili così dettagliati che trovano impiego nella vita di tutti i giorni, spesso a nostra insaputa. I Georadar vengono utilizzati quotidianamente come supporto fondamentale nella sicurezza, dal monitoraggio di ponti ed edifici al controllo dello spessore del manto stradale, fino a diventare strumenti di ricerca di corpi dispersi. Con altrettanta precisione è possibile monitorare lo spessore dei ghiacciai e della loro aderenza alle rocce, dando così informazioni fondamentali per lo studio dello stato di salute delle montagne e dei rischi a queste legati. Il 6 aprile verranno presentati in anteprima il nuovo SIR-30 multicanale, l'ultima versione Radan 7 del software per dati mono e multicanale in 2D e 3D e il compatto StructureScan Mini 3D ad alta frequenza.

Ing. Bacciocchi, può parlarci di alcune applicazioni pratiche del Georadar?
"Un esempio classico è l'analisi dei sotto servizi (tutto ciò che non è visibile al di sotto del manto stradale, ad una profondità di 2-3 metri: tubature del gas, tubature dell'acqua, cavi per fibre ottiche etc). Ad esempio abbiamo fornito un Georadar a 14 antenne ad una società in Puglia che ha fatto 6000 km di indagini nel sottosuolo con l'idea di mappare i sotto servizi. Inoltre proprio in questi giorni stiamo presentando 'Life Locator', un Georadar particolarmente ottimizzato: l'hardware è lo stesso, ma un opportuno software è in grado di monitorare il movimento di persone, fosse anche il solo movimento toracico di una persona intrappolata sotto macerie. Nelle prossime settimane lo testeremo con i Vigili del Fuoco".

Lo stesso tipo di Georadar può monitorare diversi tipi di superficie o terreno, o va 'specializzato'?
"La risoluzione e la profondità di investigazione dipendono dalla frequenza operativa dell'antenna. Si useranno ad esempio antenne con frequenze attorno al GHz o superiori per controlli sullo stato di salute dell'asfalto o delle pareti in muratura, mentre antenne con frequenza attorno ai 400 MHz per l' analisi dei sotto servizi..
Riprendendo l' applicazione del "Life Locator" l'antenna operante a 270 MHertz è la stessa che si utilizza per applicazioni di stampo geofisico, e garantisce una profondità di penetrazione di una decina di metri circa. In dipendenza dal tipo di sottosuolo potrà variare la capacità di penetrazione. Tipicamente dove c'è dell'acqua la capacità di penetrazione diminuisce".

Come funziona il Laser Scan?
"I laser scanner utilizzati per applicazioni ambientali ricostruiscono un modello 3D del territorio in funzione del tempo di volo di un impulso ottico emesso e ricevuto dal laser. In particolare, di recente abbiamo presentato a Protezione Civile ed INGV il laser scanner Ilris LR. La novità rispetto alle precedenti versioni è il notevole aumento di portata (oltre i 3 km!) e la capacità di rilevare la superficie del ghiaccio e della neve Una nuova applicazione resa possibile è la prevenzione valanghe. Con un modello in 3d si può stimare la quantità di neve accumulata ; facendo acquisizioni di dati in estate , ed in inverno si può calcolare il volume di neve depositata su una montagna piuttosto che su un edificio, ed attraverso l'analisi della pendenza e' possibile prevedere la possibilità di valanghe e calcolarne l'eventuale traiettoria"

Quali sono i vostri prodotto per la prevenzione sismica?
"Noi di Codevintec integriamo sistemi, diffondiamo e scoviamo tecnologie ma non produciamo, se non raramente. Per la prevenzione sismologica abbiamo fornito all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) l'intera a rete di monitoraggio, o meglio rifornito dato che tutta la rete era stata fornita all'inizio degli anni ottanta con i pennini, che sono i classici sismografi 'cinematografici'. Qualche anno fa è stata rifornita l'intera rete con i nuovi sistemi digitali che sono molto più precisi e risentono meno del rumore ambientale. La caratteristica più innovativa è che i sensori sono connessi a dei ricetrasmettitori satellitari perché quando succede una calamità naturale la prima cosa che cade sono i ponti radio e si rimane isolati. Per scopi di Protezione Civile però è necessario che i dati arrivino lo stesso alle centrali e quindi la connessione di questi sensori con i ricetrasmettitori satellitari fa in modo che poi i satelliti inoltrino i dati a banda larga, quindi nel modo più veloce possibile, alle stazioni riceventi deputate all'utilizzo dei dati sensibili".

Avete collaborato anche al 'Progetto Mose' a Venezia?
"In questo caso abbiamo anche sviluppato qualcosa. Le operazioni preliminari del 'Mose' consistevano nel dragaggio e negli scavi, per livellare il fondale marino per poi posizionare le paratie. E' necessario che ogni escavatore scavi esattamente dove e quello che serve, pertanto sull'escavatore sono installati vari sensori, gestiti da un software che li controlla, in modo tale da monitorare con precisione la posizione di scavo e la profondità. Man mano che si procede con lo scavo, bisogna comunque tenere monitorato ciò che c'è sotto il mare, il modello digitale del terreno va sempre aggiornato con lo stato reale del fondale, quindi abbiamo fornito anche degli ecoscandagli multibeam per passare almeno due volte al giorno, scoprire qual'è la reale profondità del fondale del mare con la massima precisione e dare questi modelli come input ai software di cui parlavo. Il sistema è sostanzialmente retro-azionato: scavo, monitoro quello che scavo e un paio di volte al giorno controllo quello che ho fatto, do l'input al mio escavatore e ricomincio. Fino adesso si tratta di prodotti già presenti sul mercato, adesso stiamo andando avanti con un software che consente di monitorare una piastra vibrante che va a compattare il terreno scavato. Siamo nella fase in cui gli scavi sono stati fatti e bisogna compattare il terreno per poi posizionare le paratie. Abbiamo realizzato questo software, con un'operazione 'ad personam', perché è stata fatta appositamente per la società di ingegneria che si occupa di questo, con i colleghi olandesi e da qui in avanti bisognerà sviluppare degli altri software per il posizionamento dei cassoni che conterranno le paratie".

Qual è il prodotto più innovativo di Codevintec?
"C'è almeno un prodotto per ciascuna divisione. Gli strumenti sono tanti, per fare un esempio abbiamo fatto una fornitura alla Protezione Civile del Lazio che comprendeva un Multibeam (ecoscandagli ad altissima precisione per monitorare il fondale) ed un Side Scan Sonar (strumento che fornisce un'immagine di intensità del fondale, in pratica una fotografia in bianco e nero). L'abbiamo fatto in seguito ai rischi idrogeologici succeduti alle intense piogge che avevano creato problemi sul Tevere l'anno scorso. La Protezione Civile insieme al Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche, ndr) aveva deciso di creare una barca per fronteggiare l'emergenza: l'equipaggiamento idrografico dell'imbarcazione è stata interamente fornita da noi; si tratta di un gommone in alluminio che serve a monitorare lo stato del fondale e degli argini, per individuare eventuali punti di criticità, sia che siano cedimenti strutturali o dei detriti alluvionali che vadano ad ostruire passaggi sotto i ponti o a rendere non navigabile una zona. Allargando questa applicazione, abbiamo fornito al Cnr un sistema di media profondità, un Multibeam che va fino a mille metri, per coprire il rischio tsunami fino alla fine della piattaforma continentale. Si trattava del 'Progetto Magic': mappatura di tutto il fondale della costa italiana, presieduto dal Cnr insieme ad alcuni consorzi di università italiane. Codevintec ha fornito lo scorso anno, un multibeam, il 7111 per l'analisi di fondali di media profondità fino a mille metri in modo da ricostruire dei modelli digitali il più accurati possibili. Il rischio di frana su questi fondali è molto elevato, soprattutto nelle zone di origine vulcanica; eventuali smottamenti potrebbero causare degli tsunami pericolosi. La conoscenza del fondale fa in modo di conoscere le pendenze che sono ciò che possono causare i fenomeni d'onda più pericolosi. La mappatura è ancora in corso".

Cosa sono i Magnetometri?
"Sono usati dall'Ingv e dall'Arma dei Carabinieri per la ricerca degli inquinanti. Il magnetometro rileva un campo magnetico, generato anche dalla terra stessa, ma ci sono determinati elementi che vanno a modificare sensibilmente il campo magnetico terrestre. Tipicamente sono sostante metalliche o inquinanti: il magnetometro è usato molto per la ricerca di discariche o per la ricerca e bonifica da mine (es. ex Jugoslavia ed Adriatico), che essendo di materiale ferroso, modificano il campo magnetico terrestre in quel punto e il sensore lo rileva. Per gli scarichi viene rilevata la presenza di metalli all'interno delle sostanze inquinanti. I magnetometri possono essere sia marini, che aerei che terrestri: quello terrestre è quello tipicamente usato dall'Arma dei Carabinieri o dal Corpo Forestale dello Stato, solitamente il sensore magnetico è , è fornito di gps per il calcolo della posizione. L'operatore cammina lungo una griglia predeterminata e in quella griglia viene calcolato il campo magnetico: è facile determinare eventuali anomalie. Per coprire aree più vaste e per la ricerca di discariche abusive si utilizzano magnetometri montati su aerei od elicotteri. Per applicazioni analoghe in ambiente marino si utilizzano sensori opportunamente industrializzati per essere trainati in acqua dalle imbarcazioni".


Julia Gelodi