#Sequenzasismica: ecco i sette artisti che seguiranno il progetto

Alicia Dobrucka, Hallgerður Halgrimsdottir, Tomoko Kikuchi, Eleonora Quadri e Valentina Sommariva insieme ai loro colleghi Naoki Ishikawa e Olivier Richon, sono i sette fotografi internazionali protagonisti della missione "Sequenza sismica. Italia 2012-2106": un viaggio di due mesi attraverso l'Italia dei terremoti, un percorso che si concluderà in autunno a Modena con una mostra fotografica a scopo benefico

La missione è al via, alcuni di loro sono già sul campo: nei paesi che visiteranno, le case, i muri, le pietre, i vicoli e la gente parlano l'idioma duro del terremoto. Una lingua nota solo a chi l'ha conosciuta, difficile da capire e da interpretare.
Sono sette fotografi, cinque giovani fotografe e due fotografi, tutti professionisti, cittadini del mondo che andranno incontro all'Italia dei terremoti: l'Emilia, che in cinque anni ha camminato a passo svelto per cancellare le tracce della distruzione, ma mostra ancora ferite evidenti di quel cruciale maggio 2012; L'Aquila, una città con i lineamenti stravolti e il cui centro storico sembra non essersi più risvegliato dopo la notte del 6 aprile 2009; Amatrice e altri paesi del Centro Italia, che ancora subiscono la paura, a ogni palpito della loro terra che non vuol smetterla di tremare.

Eccoli, sono loro i protagonisti di "Sequenza sismica. Italia 2012-2016" missione fotografica nei paesi terremotati dell'Italia, voluta e ideata da Fondazione Fotografia Modena :


Alicja Dobrucka (Polonia, 1985) vive a lavora a Londra. Nel 2016 si aggiudica il terzo premio al NIPHA, in Ohio; nel 2015 vince il Colour Award, per la categoria Architettura, e nel 2010 il premio Deutsche Bank Fine Art Award and Grant in Photography. Le sue fotografie sono state esposte a livello internazionale, di recente alla Rodriguez Gallery, in Polonia, e all' École nationale supérieure d'art de Bourges, in Francia. I suoi scatti rivelano un interesse per la storia, l'attualità e I temi legati all'identità culturale. La sua poetica viene espressa da una fotografia documentaria e, allo stesso tempo, molto intima e istintuale.

Hallgerður Hallgrímsdóttir (Reykjavík, 1984) è una giovane fotografa islandese, che rivolge la sua ricerca verso l'esplorazione del paesaggio. "Se fai l'artista in Islanda è difficile evitare la natura. Essa permea il tuo quotidiano, il tuo ritmo, la tua estetica: qui c'è molta più natura che esseri umani, ci sono più nuvole che opinioni". Lo spettatore ritrova nel lavoro della Hallgrímsdóttir una riflessione sulla fotografia nel suo insieme, che mette in discussione l'utilizzo contemporaneo del mezzo, riflettendo contemporaneamente sul passato e futuro. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, sia in Islanda che nel resto d'Europa.

Naoki Ishikawa (Tokyo, 1977) studia e si laurea all'Università delle Arti di Tokyo, città dove tutt'ora vive e lavora. Ha esposto il suo lavoro in mostre personali e collettive in Giappone, così come nel resto del mondo. Ha inoltre vinto diversi premi e pubblicato le sue opere in numerosi libri, tra i quali si ricordano New Dimension (AKAAKA, 2007) e Mt. Fuji (Little More, 2009). Lavora come ricercatore presso il dipartimento di Arte e Antropologia alla Tama Art University di Tokyo.


Tomoko Kikuchi (Giappone 1973) è una giovane fotografa giapponese. Si è laureata all'Università di Belle Arti di Musashino. Il suo lavoro è parte della collezione permanente del Mori Art Museum, a Tokyo, del Tokyo Metropolitan Museum of Photography e del Kawasaki City Museum. Nel 2012 vince il 38° Kimura Ihei Award, e nel 2015 si aggiudica il primo premio al Pictet Japan Award. Le sue fotografie sono state pubblicate dal New York Times e da altri importanti giornali internazionali.

Eleonora Quadri (Bergamo, 1986) si specializza in Arti Visive a Bologna, dopo una laurea triennale in Lettere Moderne. Frequenta successivamente il Master in Alta Formazione sull'Immagina Contemporanea di Fondazione Fotografia Modena, nel biennio 2012/2014. Nel 2013 partecipa a due residenze d'artista, la prima presso l'Atelier A di Apricale, Imperia, e la seconda presso il centro Stills di Edimburgo. Le sue principali mostre collettive sono, nel 2013, Aperto 2, al Castello di Apricale, Imperia; Principianti, Ex Ospedale Sant'Agostino, Modena.


Olivier Richon (Losanna, 1956)
vive e lavora a Londra dal 1976. Fotografo e docente al Royal College of Art, concentra la sua ricerca prevalentemente sul genere dello still life, del quale propone una re-interpretazione allegorica. Le immagini sono considerate come testi, rebus da decifrare, generati dall'accumulo e dalla stratificazione di segni e significati e per questo suscettibili di molteplici letture e interpretazioni. Richon ha collaborato con l'École nationale supérieure des Arts Décoratifs, la Sorbobnne di Parigi, the School of the Art Institute a Chicago, Fondazione Fotografia Modena. Ha ricevuto numerosi premi e i suoi lavori sono stati esposti in gallerie e musei di tutto il mondo.

Valentina Sommariva (Milano, 1986) si laurea in Architettura nella sua città natale, per poi dedicarsi allo studio del Design a Londra. Frequenta il Master in Alta Formazione sull'Immagina Contemporanea di Fondazione Fotografia Modena, nel biennio 2012/2014. Lavora come fotografa di architettura d'interni e ritratti per l'editoria. Ha esposto in diverse mostre collettive, tra le quali si ricordano: 2014 - GE/14. Altro dalle Immagini, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; 2013 - Finalisti Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, Villa Bardolini, Pieve di Soligo, Treviso; Principianti, Ex-Ospedale Sant'Agostino, Modena; Baessa 1310-Lagorai fotografato; ArteinContemporanea, Galleria 42, Modena; 2012 - Fotografia e parola, Galleria Ghigghini, Varese. Nel 2012 vince il Premio Riccardo Prina.

red/pc