(fonte foto: dire.it)

Sherpa: un robot in aiuto
ai soccorritori in montagna

"Sherpa" è un progetto europeo coordinato dall'Università di Bologna con l'obiettivo di facilitare le operazioni di ricerca in ambiente ostile e consentire così una riduzione dei tempi di soccorso. Il progetto è stato studiato in particolare per il soccorso in valanga

Aiutare con la robotica il soccorso in ambiente ostile è l'obiettivo di "Sherpa", un nuovo progetto europeo coordinato dall'Università di Bologna. Il robot si concentrerà in particolare sul soccorso prestato in occasione di valanghe e si presenterà come ausilio al lavoro del soccorritore o del team di soccorso.

Sherpa sarà in grado di operare sia a terra che in volo: "nella soluzione tecnologica immaginata nel progetto - spiega Lorenzo Marconi, coordinatore del progetto e professore di automatica del Dipartimento di Ingegneria dell'Energia Elettrica e dell'Informazione 'Guglielmo Marconi' - il soccorritore trasmette la sua posizione alla piattaforma robotica e comunica con essa attraverso dispositivi tecnologici facili da operare e leggeri. La piattaforma comprenderà poi un piccolo rover terrestre che trasporterà piccoli elicotteri, adatti a operare nelle vicinanze di esseri umani e che supporteranno l'attività del soccorritore, e un aereo ad ala fissa che vola in modo autonomo a un'altezza di circa 50-100 metri" per sorvegliare velocemente punti particolarmente ostili, inaccessibili o lontani.

I piccoli elicotteri, dotati di telecamere e ricevitori dei segnali di soccorso, sono in grado di volare sia autonomamente sia opportunamente telecomandati dal soccorritore. Il loro ausilio consentirà di estendere il raggio di ricerca intorno alla posizione del soccorritore. L'aereo ad ala fissa invece consentirà di supervisionare una zona più ampia e sarà anch'esso dotato di telecamere e ricevitori di soccorso che consentiranno la ricostruzione su una mappa 3D delle informazioni rilevate a complemento di quelle elaborate dai piccoli elicotteri.

Sherpa integrerà dunque le capacità soggettive dei soccorritori con l'uso della tecnologia, col fine di ridurre al minimo i tempi di intervento e soccorso. Tempi essenziali quando si opera ad esempio la ricerca di una persona sepolta da valanga.

Partner del progetto è l'Istituto "Swiss Avalanche Research Institute" dell'ETH di Zurigo che metterà a disposizione le proprie strutture a termine del progetto per un'attività dimostrativa. Oltre all'istituto svizzero, Sherpa riunisce università di tutta Europa - l'Università di Napoli Federico II, la svedese Linkopings Universiteit, l'Università di Brema, l'Università di Twenete e la Katholieke Universiteit di Leuven. Fanno parte del consorzio anche due piccole e medie imprese e il Club Alpino Italiano. Il progetto finanziato dall'Ue durerà 4 anni e costerà complessivamente oltre 11 milioni di euro.



Redazione/sm