Sicurezza edifici post sisma: definite le procedure dei Gruppi tecnici di Sostegno

Istituiti per supportare i Sindaci dei comuni colpiti dal terremoto del 24 agosto, i GTS - Gruppi Tecnici di Sostegno - hanno il compito di adottare contromisure tecniche sugli edifici per garantire l'incolumità pubblica, la mitigazione del rischio e il ripristino dei servizi essenziali. Oggi sono state emanate le procedure che ne regolano il funzionamento

Il Soggetto Attuatore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ing. Claudio De Angelis (nominato nell'ordinanza n. 393 del 13 settembre 2016) ha emanato le procedure tecniche operative per il funzionamento dei GTS-Gruppi Tecnici di Sostegno per la messa in sicurezza post-sismica degli edifici. Questi gruppi sono stati istituiti per supportare i Sindaci dei comuni delle quattro regioni colpite dal terremoto allo scopo di valutare le misure urgenti per mettere in sicurezza gli edifici a salvaguardia dell'incolumità pubblica e per ripristinare i servizi essenziali.
L'obiettivo delle procedure emanate dal soggetto Attuatore è quello di rendere il più possibile sicuri i percorsi verso gli edifici agibili e permettere l'avvio dell'opera di consolidamento degli edifici inagibili. In questa fase dell'emergenza è infatti fondamentale rendere accessibili le principali strade che al momento risultano interdette o estremamente pericolose a causa del pericolo di crolli.

I Gruppi Tecnici di sostegno operano all'interno dei Centri di Coordinamento Regionali che sono integrati con un rappresentante dei VVF e un rappresentante del Mibac - Ministero Beni Culturali, responsabili dell'attività dei rispettivi componenti nei GTS.  Ai centri di Cordinamento spetta anche il compito di attivare i GTS.

Le procedure tecniche definiscono le tipologie di intervento dei GTS secondo la seguente classificazione:
•Tipo B: interventi tesi alla salvaguardia del patrimonio artistico, culturale, monumentale o di interesse storico privato o pubblico, sia che questo risulti sottoposto a vincolo o meno;
•Tipo P1: interventi provvisionali minori (puntellamenti di piccole porzioni di muratura con altezza inferiore a circa 2 m, piccoli presidi per cadute di intonaci, rimozione di piccole parti pericolanti insistenti su viabilità principale ovvero su viabilità necessaria per raggiungere isolati oggetto di intervento; ecc);
• Tipo P2: interventi provvisionali di media importanza pre-dimensionabili direttamente dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (CNVVF) utilizzando il vademecum "Schede STOP";
• Tipo P3/1: interventi provvisionali di rilevante importanza, da realizzare a cura di ditte specializzate e che necessitano di uno specifico progetto;
• Tipo P3/2: interventi provvisionali urgenti e rilevanti, demandati alla esecuzione da parte di organismi presenti all'interno del C.C.R.; l'intervento verrà eseguito secondo le specifiche procedure interne dell'organismo che la esegue (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Genio Militare, etc).
• Tipo S: smantellamento o smontaggio controllato di edifici o loro parti;
• Tipo D1: demolizione di porzioni di costruzioni;
• Tipo D2: demolizione totale di costruzioni; può necessitare o meno anche di ditta specializzata.

Le procedure tecniche prevedono inoltre specifiche strategie di intervento relative sia al patrimonio edilizio sottoposto a vincoli o tutele o di interesse storico, artistico e culturale sia per gli edifici non vincolati.


red/pc
(fonte: DPC)