Sigea: "Da inizio stagione incidenti da valanga più numerosi della media"

Antonello Fiore, presidente nazionale della Sigea, cita quattro elementi per contenere il numero degli incidenti da valanga e di conseguenza le vittime: pianificazione, consapevolezza, preparazione e autoprotezione

Dall'inizio della stagione invernale 2019-2020, gli incidenti da valanga si sono rivelati più numerosi della media e allo stato attuale purtroppo, si contano già 14 decessi, contro una media riferita all'intera stagione di circa 20, e un numero più che doppio di travolti salvati anche se pluri-traumatizzati. I dati sono stati comunicati da Massimiliano Fazzini, responsabile del Gruppo Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea). L'esperto, geologo e docente dell'Università di Camerino, ricorda anche che "l'incidente da valanga uccide mediamente il 60-70% delle persone coinvolte nell'evento, mentre l'incidente d'auto causa il decesso solamente del 4% dei coinvolti. Basta questa triste evidenza a far comprendere quanto le valanghe siano rischiose per chi frequenta l'ambiente montano innevato per vacanza o sport".

Antonello Fiore, presidente nazionale della Sigea, cita quattro elementi per contenere il numero degli incidenti da valanga e di conseguenza le vittime: pianificazione, consapevolezza, preparazione e autoprotezione. "A livello di pianificazione territoriale, occorre rapidamente completare e aggiornare la cartografica tematica basata sul calcolo quantitativo dei tracciati valanghivi da modelli fisico-matematici mono e bidimensionali che per determinati tempi di ritorno forniscono le caratteristiche del movimento, con relative pressioni d'impatto e altezze di accumulo in zona di arresto - spiega Fiore - i cosiddetti Piani di zona esposti a valanghe (Pzev). Se lungo la catena alpina tali documenti sono completati, sull'Appennino solo ora tali progetti iniziano a essere conosciuti". E ancora: "Consapevolezza, preparazione e autoprotezione. I frequentatori della montagna devono avere consapevolezza degli ambienti che frequentano e un'esperienza tale da valutare con attenzione i percorsi da seguire in ambiente innevato; seguire le regole di base di autoprotezione, quali essere sempre in compagnia di esperti alpinisti o guide alpine, sapere utilizzare alla perfezione gli strumenti e le tecniche di autosoccorso in caso di travolgimento proprio o di altri".

red/mn

(fonte: Sigea)