Immagine di repertorio (tratta da video russiaworks.ru)

Siria, MSF: "Proteggere i civili bloccati ad Aleppo, anche la guerra ha le sue regole"

Gravissima la situazione della popolazione intrappolata ad Aleppo Est: dai social provengono disperate richieste di aiuto, affinché il mondo non stia in silenzio e questo genocidio venga fermato al più presto. "Siamo indignati per la violenza esercitata contro i civili" scrive MSF, che chiede a tutte le parti in conflitto di rispettare il proprio dovere di proteggere la popolazione

"Siamo indignati per la violenza esercitata contro i civili e la passività dimostrata da tutti coloro che possono fare qualcosa per fermarla". Così recita la nota emessa oggi da Medici Senza Frontiere (MSF) riferita alla situazione disastrosa di Aleppo, giunta a un punto cruciale: MSF chiede a tutte le parti in conflitto di rispettare il proprio dovere di proteggere i civili, sia nelle aree assediate sia nelle aree riprese dal governo siriano.  

"Tutte le negoziazioni per garantire l'accesso delle Nazioni Unite e di altri attori, tra cui MSF per fornire assistenza umanitaria nelle aree assediate di Aleppo est - prosegue la nota - sono state infruttuose. Nella maggior parte dei casi sembra che le persone non abbiano avuto la possibilità di fuggire quando e dove avrebbero voluto. Non è stato possibile evacuare i pazienti, rifornire gli ospedali e fornire assistenza cruciale alle persone intrappolate nell'area. Tutte le parti coinvolte sono state e sono ancora responsabili di questo fallimento. Pochi operatori sanitari stanno ancora lavorando in condizioni estreme ad Aleppo est. Esprimono profonda paura per il loro futuro immediato. Gli operatori sanitari e i pazienti di cui si prendono cura sono protetti dal Diritto Internazionale Umanitario".
"In un conflitto caratterizzato da orribili atrocità contro i civili, come recentemente dichiarato anche dalle Nazioni Unite - conclude la nota di MSF - siamo estremamente preoccupati per il destino della popolazione".

Intanto continuano ad arrivare, tramite i social network, richieste d'aiuto e messaggi disperati lanciati dai civili intrappolati ad Aleppo. Con gli hashtag #StandWithAleppo e #AleppoExterminated: migliaia di persone bloccate attendono l'evacuazione sotto i bombardamenti, dopo la riconquista di Aleppo da parte dell'esercito di Assad. Ha fatto il giro del mondo 
il tweet di Lina Shamy, l'attivista che martedì aveva lanciato un disperato appello: "Umani in tutto il mondo non dormite! Potete fare ancora qualche cosa, provate adesso. Bloccate il genocidio!".

"È una delle peggiori crisi che MSF abbia testimoniato negli ultimi anni - conferma Teresa Sancristoval, responsabile dell'Unità di Emergenza MSF per Aleppo - Ricordiamo a tutte le parti in conflitto che anche la guerra ha delle regole. È fondamentale che tutte le parti consentano alle persone di fuggire per trovare sicurezza, permettano l'evacuazione dei malati e dei feriti e facilitino la possibilità di fornire protezione e assistenza umanitaria alle persone intrappolate dalle linee del fronte".

red/pc