Fonte commissario straordinario per la ricostruzione 2016

Sisma 2016: a Frontignano (MC) si può ricostruire. Ingv ci spiega perché

Ad affermarlo lo studio commissionato dal commissario per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 2016, Giovanni Legnini, agli scienziati di Ingv e a un team di studiosi locali

La ricostruzione nel centro di Frontignano, nel comune di Ussita, in provincia di Macerata può partire. Merito degli studi di approfondimento sulle faglie, affidati il 5 ottobre scorso dal Commissario per la Ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 2016, Giovanni Legnini, all’Ingv e a vari scienziati operanti sui territori colpiti dal terremoto cinque anni fa.

Lo studio
“Quello che ci è stato chiesto è di ridefinire queste faglie attive e capaci (Fac) presenti in otto lotti a valle di una microzonazione sismica già effettuata dai professionisti dal 2017 in poi” spiega da Ingv, Vincenzo Sepe, coordinatore del progetto Fac (Faglie attive e capaci). Le faglie attive e capaci sono delle strutture che tagliano terreni con età minore di 40mila anni e che possono dare terremoti superiori a magnitudo 5.5 oltrechè presentare delle evidenze di lineamenti sul territorio, ovvero i rigetti delle faglie visibili sul terreno. “Ci è stato richiesto di capire quali fossero le zone di attenzione, quelle nelle quali generalmente la ricostruzione ha problematiche ad essere effettuata. Visto che l'incertezza derivava dalla microzonazione passata e queste zone di attenzione erano molto larghe e molto spesso andavano a comprendere interi centri abitati, ci è stato richiesto di ridefinire queste aree per comprendere quali fossero i margini e andare a restringere queste zone di attenzione” continua Sepe.

I risultati della prima fase
Il primo risultato della prima fase è stato annunciato dal commissario stesso con un comunicato nel quale si afferma che gli studi hanno escluso rischi per la faglia di Frontignano in provincia di Macerata. “In quell'area gli studi sono stati condotti dall'Università di Camerino. Gli studiosi si sono resi conto che i piani di scollamento non erano in quei terreni che avevano una datazione minore di 40mila anni e, soprattutto, non riscontravano nella zona di Frontignano, Ussita, in provincia di Macerata, evidenze tali da poter definire quelle faglie come attive e capaci. Perchè in quella non c'erano mai stati eventi sismici con magnitudo maggiore di 5.5” prosegue Sepe. Durante la prima fase sono stati effettuati altri studi su altre sette faglie o lotti che sono: il territorio comunale di Norcia (PG) compresa la frazione di Campi. Il secondo lotto comprende l'abitato di Capitignano (AQ) e Montereale, il terzo lotto è quello di Barete e Piccioli (AQ), poi c'è la frazione di Frontignano, nel comune di Ussita (MC), poi c'è il settore meridionale dell'abitato di Leonessa (RI), il settore meridionale dell'abitato di Rieti al confine con Cittaducale, poi il lotto del comune di Cantalice e Rivodutri (Ri) infine la faglia di Macerata. Anche quest'ultima secondo gli studi non presentava nessuna delle caratteristiche della fac (faglia attiva e capace).

Il metodo di lavoro
Ma come si è operato nel dettaglio per escludere i rischi sulla faglia di Frontignano? “Si è tenuto conto delle bibliografie esistenti sulla faglia, è stato realizzato un compendio e poi sono state effettuate indagini in campagna e geofisiche. Nel primo caso si tratta di rilevamenti geologici strutturali, ad esempio andare a definire i punti dove ci sono i rigetti di faglia o dove le strutture tagliate sono evidenti. Oppure se si cerca una faglia non evidente, nascosta sotto il terreno, in questo caso si fanno delle indagini indirette, quindi indagini geofisiche, generalmente delle Ert, che consistono nell'immettere della corrente elettrica nel terreno con degli elettrodi appositi e secondo una tipologia di acquisizione dati si riesce ad arrivare a profondità d 30 e 40 metri alla ricerca di queste superfici di contatto tra i vari lembi di faglia.

I partner del progetto
Ingv ha coordinato il tutto tra i partner oltre all'Ingv ci sono Cnr Igad, Ispra, Università dell'Aquila, di Camerino, dell'Insubria, di Chieti. Il primo risultato importante per me è proprio questo: “Riuscire a mettere insieme delle squadre che sono formate da persone di ottimo livello e che hanno lavorato insieme per raggiungere un risultato importante”. “La seconda fase che partirà tra la terza e la quarta settimana di gennaio e durerà circa 3 mesi, tempo e covid permettendo, servirà per definire meglio l'andamento di queste faglie già individuate perché in questi casi i risultati sono ancora parziali” specifica Sepe.

 Claudia Balbi