(fonte foto: sito web Dipartimento della Protezione Civile)

Sisma Emilia: collaborazione
tra assistenti sociali e ProCiv,
le basi per un protocollo?

"Servizio Sociale e calamità naturali": tre giornate di riflessione sul ruolo dell'assistente sociale in emergenza. La prima giornata sarà a Modena e farà partire il ragionamento dall'esperienza concreta maturata durante l'immediato post sisma in Emilia, con la speranza di maturare un protocollo di collaborazione con la Protezione Civile

Può succedere che una scossa di terremoto, un'alluvione, una frana, un'eruzione vulcanica o altri eventi naturali colpiscano e sconvolgano la normale quotidianità vissuta dalle persone, e in questi casi emergono non pochi bisogni. Molto spesso primo fra tutti si fa strada il bisogno di un alloggio e di un pasto, ma insieme alle prime necessità corrono anche bisogni di sostegno, di comprensione delle situazioni di difficoltà, di azioni concrete per farvi fronte e bisogni di socializzazione.

Bisogni che trovano soddisfazione nel lavoro di diversi operatori: dal volontario di Protezione Civile all'operatore sociale, che sia assistente sociale, educatore o psicologo, ognuno con la propria professionalità. Durante l'emergenza provocata dalle scosse di terremoto in Emilia del 20 e del 29 maggio gli assistenti sociali sono scesi in campo per sostenere i numerosi sfollati e le istituzioni che si sono occupate di loro. Tra le attività svolte: colloqui con i cittadini, sostegno nel reperimento delle risorse (sia di tipo abitativo sia di generi di prima necessità), valutazione dei bisogni generali e dei singoli cittadini, individuazione di strutture protette per l'inserimento di persone con problematiche socio sanitarie, aiuto nei censimenti delle persone ospitate nei campi di accoglienza, attenzione ai bisogni dei minori e dei nuclei familiari ospitati, attenzione alla convivenza delle diverse etnie, sostegno a quelle persone con pregresse problematiche socio-assistenziali, raccordo con agenzie di viaggio per biglietti aerei per nuclei richiedenti il rimpatrio momentaneo, sostegno a disabili o anziani sofferenti, raccordo con il servizio di sostegno psicologico, sostegno e assistenza nelle richieste alle Istituzioni e nella compilazione delle carte burocratiche.

Questi sono alcuni esempi di un lavoro effettuato in emergenza per far fronte alle tante situazioni che si sono presentate nei mesi scorsi. Da questa esperienza il coordinamento degli Ordini degli Assistenti Sociali del Nord Italia, sostenuto dal Consiglio nazionale dell'Ordine, ha organizzato una giornata di studio per riflettere sul ruolo del Servizio Sociale in situazione di emergenza.
La giornata, "Servizio Sociale e calamità naturali" è aperta agli assistenti sociali che si iscriveranno online sul sito dell'Ordine dell'Emilia Romagna e si terrà in tre diverse Regioni: in Emilia-Romagna a Modena il 4 aprile 2013; in Veneto, a Verona il 6 maggio; in Liguria, a Genova il 7 giugno. I contenuti sostanziali che verranno affrontati nei tre incontri saranno sempre gli stessi, anche se ogni giornata si caratterizzerà e si arricchirà per appartenenza territoriale, per organizzazione dei servizi sociali, per le caratteristiche dei rischi presenti sul territorio e del sistema di protezione civile locale.

"Servizio Sociale e calamità naturali" vuole essere un'occasione per i professionisti di essere informati e informare su come l'attività di assistente sociale si sia integrata con il sistema delle risposta ai bisogni sociali espressi nell'assistenza alla popolazione colpita durante i recenti eventi sismici e calamitosi. Tra i vari obiettivi della giornata vi è la necessità di conservare le conoscenze createsi sul campo durante le emergenze al fine di sensibilizzare i professionisti allo sviluppo e alla creazione di un patrimonio di pratiche che possa tornare utile per le possibili calamità naturali a venire. Si vogliono sostanzialmente porre le basi per costruire un modello di servizio sociale pienamente integrato con le altre componenti del sistema che porti alla formulazione di una proposta di protocollo di collaborazione con il Sistema di Protezione Civile.


Sarah Murru