Una parte dei volontari interventuti oggi a Bologna

Sisma Emilia: grazie per tutto quello che avete fatto!

Emozione al PalaDozza di Bologna per il momento di ringraziamento delle istituzioni a tutti gli operatori e volontari della Protezione civile intervenuti durante l'emergenza terremoto. L'Assessore Gazzolo ha annunciato un momento annuale, che si terrà sempre tra il 20 e il 29 maggio, che la Regione dedicherà alla Protezione civile e alla cultura della prevenzione

Tutti in piedi per un grande e caloroso applauso. È cosi, sulle note di Fiorella Mannoia registrate durante il grande concerto per l'Emilia dello scorso agosto, che è cominciata la giornata che oggi le istituzioni nazionali ed emiliano-romagnole hanno dedicato a tutti i volontari intervenuti durante l'emergenza terremoto.

In un PalaDozza gremito da migliaia di persone giunte da tutta la Regione sono state ripercorsi con immagini e filmati i momenti più significativi dell'emergenza che ha visto oltre 21 mila volontari impegnati per ospitare oltre 10 mila persone nei 36 campi allestiti dalle colonne mobili dell'Emilia-Romagna, di 13 altre Regioni e di 7 associazioni nazionali di volontariato.

Per prima a prendere la parola Palma Costi, Presidente dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna ha letto il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha citato il coraggio, la dignità, il modo operoso e costruttivo con il quale si è intervenuti in Emilia. A seguire Giancarlo Muzzarelli, Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna ha letto i saluti del Vescovo di Carpi Francesco Cavina; Riccardo Malagoli, Assessore alla Protezione Civile del Comune di Bologna, ha portato i saluti del sindaco Virginio Merola. E a seguire è intervenuta Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia di Bologna, portando il suo grazie.

È quindi intervenuta un'emozionata Paola Gazzolo
, Assessore alla Protezione Civile della Regione Emilia Romagna che ha sottolineato: "quello che per me è un privilegio, cioè il ringraziare queste splendide divise e tutti i colori della Protezione civile. In poche ore, i nostri volontari, quelli che ora sono seduti qui, erano già sul campo ed avevano predisposto quasi 5000 posti letto in un contesto di dolore e angoscia. Il mio concreto impegno per dirvi grazie sarà quello di organizzare ogni anno, dal 20 al 29 di maggio, un momento su tutto il territorio regionale, per diffondere tra i cittadini la cultura della prevenzione e che sarà anche l'occasione per un grande debrifing con tutti gli attori coinvolti nel sistema per ampliare e migliorare la struttura della nostra Protezione civile. Infine dico il mio grazie ai sindaci e all'impegno dei comuni colpiti, alla stampa che in questi mesi ci ha accompagnato, a chi non c'è più".

Graziano del Rio, Presidente Anci, ha parlato della ricostruzione, concreta e reale, non solo di case di mattoni ma anche di case "morali", cementi che tengano insieme il paese anche in momenti difficili.
Hanno poi portato il loro grazie Vincenzo Bernazzoli, Presidente UPI Emilia Romagna  e il rappresentante della Conferenza delle Regioni Alberto Pacher,  che ha ricordato l'impegno delle migliaia di volontari interventui del Trentino (presente all'evento una delegazione).
Marcello Gumina, Presidente del Comitato regionale di coordinamento del volontariato di protezione civile ha ringraziato le famiglie che "sopportano pazientemente la nostra assenza, assenza che può durare per mesi interi. È anche grazie a loro che è possibile portare conforto agli altri".
Simone Andreotti, Presidente della consulta Nazionale di volontariato ha lanciato un messaggio alla polica che "troppo spesso si dimentica di noi, del volontariato che deve renderci orgogliosi e rendere orgogliosa l'Italia".

Prima della chiusura una studentessa di Mirandola ha portato la sua testimonianza e il suo ringraziamento per il supporto in quei momenti di grande difficoltà. La paura più grande dei cittadini, ha ricordato la studentessa, era quella di stare nella propria casa, una paura che non dovrebbe esistere.  D'un tratto stare nelle proprie case è diventato un problema".

Un'intervento personale, di ricordo di quei tragici eventi del Prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia ha introdotto l'intervento del Capo Dipartimento Franco Gabrielli. "Voi siete la protezione civile, che non è solo il Dipartimento ma è tutto quello che oggi vediamo in questo palazzetto. La protezione civile è una funzione svolta grazie ai volontari, alle strutture operative, agli amministratori, ai prefetti, alla comunità scientifica. Voglio ringraziare il nostro Presidente della Repubblica  che ci aveva definito l'Italia migliore. L'emergenza emiliana è arrivata in un momento di transizione per il nostro sistema perché il 16 di maggio 2012 il governo, con grande capicità d'ascolto, aveva messo mano alla riforma per modificare quella folle legge, la 10 del 2011, che aveva reso il sistema incapace di rispondere. Concludo ringraziando il Presidente di questa regione e i suoi assessori citando un proverbio africano che racchiude tutto il senso del nostro essere, se vuoi correre veloce corri da solo; se vuoi andare lontano cammina insieme."

Beppe Carletti, leader dei Nomadi ha poi ricevuto il primo simbolico attestato di ringraziamento per generosità nei confronti della comunità dell'Emilia Romagna.

Ha concluso quindi il Presindente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. "Se siete qui è perché avete valori importantissimi dentro di voi. Istituzioni e volontariato sono una cosa sola, sono la Protezione civile, sono una ragione di orgoglio di questo paese. Ringrazio anche io il Presidente della Repubblica, il santo Padre, anche il Governo. Tutta questa storia mi ha insegnato che la verità è più forte di ogni strumentalizzazione e propaganda. La verità è davanti agli occhi di tutti: è ciò che si fa. Noi siamo stati una comunità, dobbiamo alzarci in piedi, applaudire e  ringraziare i sindaci che hanno dimostrato con i municipi distrutti che quella era la casa di tutti. Comunità sono i dipendenti pubblici cha hanno lavorato 24 ore al giorno, gli insegnanti che hanno iniziato l'anno sotto le tende, gli imprenditori che hanno ricostruito i capannoni con 40 gradi. Dobbiamo essere orgogliosi perché abbiamo dimostrato di essere una Regione d'esempio per l'italia e per il mondo: questo perché siamo una comunità.
L'impegno che prendo qui davanti a voi è che ricostruire tutto se possibile meglio di prima.  Dobbiamo impedire che la criminalità organizzata metta le mani sulla ricostruzione, perché sappiamo che gli interessi che ci sono e per questo ringrazio le forze dell'ordine e il Ministero dell'Interno per il sostegno e l'opera di presidio in questo senso.
Due auspici per chiudere: abbiamo cominciato dovendo riscrivere tutto. Vorrei che nessuno dopo di noi si possa trovare, nell'eventualità di altre emergenze, a dovere ricominciare da capo. Vorrei che da qui nasca una legge nazionale su eventi calamitosi degna di un paese civile. Il secondo auspicio è più generale e riguarda i i sentimenti che voi rappresentate. In una società il sentimento prevalente
non può essere il rancore dev'esserci la solidarietà. Questo è quello che lanciamo all'Italia, è questa l'italia che noi vogliamo, che dia risposte vere alle nuove generazioni ma anche all'anziano che ha bisogno di aiuto. Una società che si fa carico di chi non ce la fa."

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red / stefano mandelli