Sisma, smentita la profezia
E gli italiani si informano

La profezia si è trasformata in un'occasione utile per informare e sensibilizzare sul tema del rischio sismico: in 20mila hanno consultato il dossier del Dipartimento sul terremoto a Roma dell'11 maggio, mentre 2mila romani hanno visitato la sede dell'INGV

Tra chi aveva paura, chi era semplicemente curioso e chi voleva informarsi di più, la profezia del catastrofico terremoto a Roma ha fatto sì che la giornata di ieri, 11 maggio 2011, si trasformasse in un'occasione utile a imparare qualcosa di più sui terremoti. Circa duemila romani hanno infatti accettato la proposta dell'INGV e ieri, aspettando un terremoto che non c'è stato, hanno visitato la sede dell'Istituto, che ha aperto eccezionalmente al pubblico per informare e sensibilizzare sul rischio sismico, approfittando dell'elevata attenzione sull'argomento per illustrare le dimensioni del problema e sfatare i luoghi comuni. A disposizione dei visitatori una squadra di quaranta ricercatori e tecnici altamente qualificati, che hanno spiegato come si verifica un terremoto e come si registrato le onde sismiche.

"Per la curiosità dei numerosi colleghi, sia romani che di media stranieri, che hanno partecipato all'evento, l'Italia sismica comunque ha offerto le sue prestazioni" - sottolinea in una nota l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - "anche oggi (ieri, ndr) sono stati registrati, come tutti i giorni, 37 terremoti, di magnitudo non superiore a 3 della scala Richter". Nessuno però nel Lazio.

La voglia di sapere qualcosa di più, sia sui terremoti sia su Bendandi, è stata dimostrata anche dagli oltre 20 mila utenti che hanno consultato il dossier "11 maggio: terremoto a Roma?" sul sito del Dipartimento della Protezione Civile. Come racconta il Dipartimento stesso, la pagina più letta negli ultimi giorni è stata proprio quella delle domande e risposte, con alcune curiosità su Bendandi, sui precursori sismici e sulle caratteristiche sismiche della città di Roma. Buoni anche i risultati del test "Rischio sismico e prevenzione. Sei in campo, in panchina o in tribuna?", messo a disposizione dalla Protezione Civile. Di tutti gli utenti che hanno deciso di mettere alla prova le proprie conoscenze sul rischio sismico (oltre 4 mila dal 21 aprile all'11 maggio), l'85% è risultato "in campo", l'11% preparato, ma non abbastanza, e solo il 2% ha dimostrato di avere scarse conoscenze sul rischio sismico, basate soprattutto su voci e credenze, e delle norme di comportamento in caso di terremoto.

Tra le domande con la percentuale più bassa di risposte corrette, quella sulle azioni da fare per rendere più sicura la propria casa o su chi sia la prima autorità di protezione civile sul territorio (il 50% risponde esattamente il Sindaco, mentre quasi la metà, il 41%, ritiene sia il Responsabile della Protezione civile regionale).

Nei prossimi giorni - fa sapere il Dipartimento - sul sito sarà disponibile un nuovo test dedicato ai maremoti e al rischio tsunami.

 


Elisabetta Bosi