Fonte sito Ocha

Sisma Turchia-Siria. Il primo convoglio Onu è entrato in Siria

Sei camion hanno attraversato la zona nordoccidentale della Siria dalla Turchia per la prima volta dopo il terremoto del 6 febbraio

l primo convoglio delle Nazioni Unite oggi, giovedì 9 febbraio, ha oltrepassato il confine con la Siria nella zona nord occidentale dopo il devastante terremoto di lunedì scorso. 

Il carico
Sei camion carichi di “tende e oggetti come coperte e kit igienici” hanno raggiunto Bab al-Hawa oggi, l’unico confine autorizzato dal Consiglio di sicurezza Onu per gli aiuti umanitari, ha confermato l’ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA). “Siamo sollevati di essere riusciti a raggiungere queste persone nel nord ovest della Siria in questo momento difficile - ha detto ad Al Jazeera Sanjana Quazi, Capo di Ocha in Turchia - speriamo che questa operazione continui perché è un cordone umanitario e l’unico canale attraversabile”. 

I rinforzi
I prossimi convogli porteranno diversi tipi di aiuti e arriveranno da diverse agenzie Onu, come aiuti sanitari e alimentari. Il flusso di aiuti umanitari era stato temporaneamente bloccato a causa dei danni alla strada che collega Gaziantep al magazzino di stoccaggio dell’Onu di Hatay. L’Ocha aveva detto ieri, mercoledì 8 febbraio, di aver trovato due strade alternative per raggiungere l’hub da Gaziantep, una via Kilis-Kirikhan e da Mersin e un’altra daAdana-Kirikhan. Al momento l’Ocha conferma che l’unica strada percorribile con gli aiuti è quella di Bab al-Hawa. Gli aiuti andranno alla popolazione siriana colpita dal terremoto. Al momento in Siria, secondo quanto affermato dall’agenzia per i disastri e l’emergenza turca (AFAD) il numero toltale di ricercatori in queste regioni colpite dal sisma è di 79.110 persone ma solo il 5% dei siti del nord ovest della Siria sono coperti da squadre di ricerca e soccorso, stando a quanto afferma l’Ocha. La mancanza di macchinari pesanti per rimuovere i detriti ha complicato in modo significativo gli sforzi, insieme al freddo intenso, all’interruzione dell’energia e alla mancanza di benzina. Un elmento bianco ad Idlib ha detto ad al Jazeera che le truppe di ricerca non sono state sufficienti in questi giorni. “Molte persone sono sotto i detriti ma noi non abbiamo abbastanza equipaggio per poterli tirare fuori” ha detto uno dei volontari siriani.

Red/cb

(Fonte: Al Jazeera)