Pier Giorgio Baldracco, Presidente CNSAS

Soccorso Alpino e Speleologico: Pier Giorgio Baldracco confermato Presidente

"Noi, stretti fra tagli finanziari e costante richiesta di nuovi interventi". Pier Giorgio Baldracco parla al Giornale della Protezione Civile all'indomani della riconferma a presidente del CNSAS

Pier Giorgio Baldracco, torinese, è stato riconfermato presidente del CNSAS, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Un incarico che ricopre da 12 anni. Le elezioni si sono svolte sabato scorso a Milano. Con Baldracco sono stati confermati o eletti gli altri componenti del consiglio nazionale: Maurizio Dellantonio e Roberto Corti (vicepresidenti, il primo trentino e il secondo lombardo), Fabio Bristot (Veneto), Alessandro Molinu (Sardegna), Giorgio Bisagna (Sicilia), Adriano Favre (Val d'Aosta), Mauro Guiducci (Umbria) e Danilo Barbisotti (Lombardia).
Nell'intervista che segue Piergiorgio Baldracco analizza il momento presente, fatto di difficoltà finanziarie e nuovi impegni.


Pier Giorgio Baldracco, l'hanno voluta di nuovo presidente del CNSAS. Un impegno, il suo, che prosegue dopo diversi anni: quali obiettivi si pone per questo nuovo mandato?
"Il mio sarà principalmente un mandato nel segno della continuità. Come obiettivi voglio portare avanti quanto di buono è stato fatto soprattutto nel campo della prevenzione degli incidenti e nella ricerca persone disperse. D'altronde sono i cambiamenti stessi nella frequentazione della montagna a chiedercelo. I numeri del turismo montano aumentano vertiginosamente - ci sono meno soldi e la montagna è tornata in auge -, ma purtroppo la gente va in montagna senza nessuna preparazione. Serve una buona conoscenza dell'ambiente anche per fare passeggiate. Come presidente del CNSAS mi pongo allora l'obiettivo di allargare il campo della prevenzione oltre la ristretta cerchia dell'alpinismo e degli appassionati di montagna e alta montagna. Mi viene in mente l'esempio delle passeggiate con le "ciaspole". C'è stato un boom, e sono le stesse persone che tornano d'estate per fare trekking.  Voglio portare avanti con tutto il CNSAS quanto di buono è stato fatto nel campo della ricerca di dispersi. Abbiamo protocolli molto avanzati, e in questi anni abbiamo introdotto numerose tecnologie a supporto dei nostri operatori di ricerca. E' la strada giusta".


Quali sono stati i momenti più belli dello scorso mandato e cosa invece la lascia con l'amaro in bocca?
"I momenti più belli sono tutti e nessuno! Svaniscono velocemente. I momenti più brutti, purtroppo, sono stati la perdita dei nostri uomini (il CNSAS quest'anno ha avuto alcuni gravi incidenti, nel Bellunese, in Abruzzo e in altre regioni d'Italia. Ndr). L'amaro in bocca è invece sui tagli. La nostra politica ci ha riservato tagli in maniera incondizionata, per poi spesso tornare sui propri passi. C'è la crisi, serve ridurre la spesa, ma senza mettere a rischio servizi essenziali come il nostro".

Proprio in tema di risorse... l'Italia vive un periodo di crisi profonda a livello economico. Questo continua a manifestarsi quindi anche nella riduzione dei trasferimenti al Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico?
"Sicuramente sì. I trasferimenti sono stati falcidiati, ma grazie allo sforzo del gruppo "Parlamentari amici della Montagna" abbiamo ottenuto quel minimo di sussistenza che ci permette di sopravvivere nel prossimo periodo. Ma vorrei ribadire con quest'intervista che il finanziamento annuale destinato al CNSAS non arriva a coprire il puro costo delle assicurazioni morte e invalidità permanente per gli uomini del Soccorso. Questo intendo quando parlo di amarezza. Ci sono medaglie e parole altisonanti durante le occasioni pubbliche e poi si riesce nemmeno a coprire il costo dell'assicurazione!"

Come è cambiato l'operato del Corpo negli ultimi anni?
"Ci si chiede sempre maggiore impegno. Il nostro servizio e i nostri soccorsi non sono più rivolti ai soli alpinisti, ma operiamo a 360° nel mondo della montagna e delle cavità sotterranee, con i nostri speleo. Quindi prestiamo soccorso e assistenza anche nelle piste da sci, a chi fa trekking, a chi resta isolato in ambiente ostile per i più svariati motivi".


E' stato ampliato il raggio di azione del CNSAS: non solo montagna e grotte dunque...
"Sì, stiamo vivendo anni di impegno straordinario. I numeri delle statistiche parlano chiaro. Aumentano gli interventi, aumenta il numero di soccorritori coinvolti nelle operazioni. Ci chiamano insomma sempre più spesso, e la cosa ci fa piacere. Anche se coniugare l'aspetto economico con le esigenze operative, come detto, non è facile. Da sei anni abbiamo avviato una collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile. Molti si ricorderanno le immagini dei nostri speleosub intervenuti nel naufragio della Costa Concordia. O le divise rosse degli uomini del CNSAS (oltre 700) che hanno preso parte alle operazioni nell' "emergenza neve", dove abbiamo portato assistenza soprattutto alle popolazioni dell'Italia centrale. Mi auguro che questa collaborazione proficua vada avanti, obiettivo di tutti è essere a fianco del cittadino nel migliore dei modi".




Walter Milan