(Fonte foto: Cnsas)

Soccorso Alpino, gli interventi del finesettimana

Il Soccorso Alpino è intervenuto in Fruli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia

Molti gli interventi del Soccorso Alpino nel finesettimana, con il CNSAS che è intervenuto da Nord a Sud – dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia.

Sabato pomeriggio, in Emilia Romagna, un uomo di 62 anni residente Bologna, era andato a fare una gita con la moto da enduro insieme ad alcuni amici sulle colline di Sasso Marconi, in zona Rio Maggiore. Per cause da accertare, l'uomo ha perso l’equilibrio ed è caduto rovinosamente a terra procurandosi un trauma al bacino e alla gamba. Subito, gli amici hanno chiamato il 118 per chiedere aiuto. Circa alle 11.10 la Centrale Operativa ha inviato sul posto l’ambulanza di Sasso Marconi, la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico Stazione Rocca di Badolo e l’elicottero 118 di Pavullo nel Frignano dotato di verricello con a bordo un tecnico di Elisoccorso del CNSAS. L’elicottero arrivato sul posto è riuscito a sbarcare il personale con il verricello in quanto la zona non è atterrabile. Dopo valutazione da parte del medico e somministrazione analgesia per il forte dolore, l’uomo è stato spostato a barcaccia per 50 metri circa, in quanto la fitta vegetazione non consentiva il recupero della barella con il verricello. Trasportato poi al maggiore di Bologna in codice di media gravità.

Domenica 12 gennaio, invece, in Friuli Venezia Giulia, a Sella Nevea (UD), sono intervenute le squadre del Soccorso Alpino della Stazione di Cave del Predil e della Guardia di Finanza con una quindicina di tecnici. La chiamata riguardava quattro scialpinisti austriaci in difficoltà nei canali del Pic Maiot, dove già si sono verificati altri interventi negli ultimi mesi. A quanto pare gli sciatori erano partiti intorno alle dieci del mattino da Sella Nevea per raggiungere Sella Prevala lungo il sentiero del Poviz. Nel pomeriggio, intorno all'orario di chiusura piste, un gattista in servizio, che è anche tecnico del Soccorso Alpino, ha notato il gruppo di persone e le ha osservate, intuendo che ci fosse qualcosa che non andava. Ha dunque allertato i soccorsi, recandosi all'arrivo della stazione di monte del Funifor, dove ha incontrato una dei quattro scialpinisti, che era riuscita ad attraversare il tratto difficile e ghiacciato. Dopo averla condotta al sicuro alla stazione, si è inoltrato per un tratto con i ramponi in traversata per circa quattrocento metri fino a incontrare un secondo scialpinista, che era rimasto bloccato sul ghiaccio. Da quel punto ha fatto in tempo a notare uno sci e un bastoncino più sotto, riuscendo così a trasmettere agli altri soccorritori in arrivo la posizione esatta degli altri due scialpinisti scivolati per il lungo tratto sulla neve ghiacciata.

Le squadre, giunte sul posto poco dopo con l'aiuto degli impianti di Promoturismo FVG, rimasti aperti oltre l'orario di chiusura per agevolare le operazioni, hanno allestito un recupero con la tecnica del contrappeso e hanno portato soccorso ai due caduti, usando la barella per lo scialpinista più gravemente infortunato. Dall'arrivo del Funifor i feriti sono stati consegnati alla motoslitta della Polizia in servizio piste e poi consegnati agli impianti per la discesa a valle dove c'era l'ambulanza pronta ad attenderli.
Importante sottolineare che era già pronto a partire l'elicottero militare UH90 del 5° Reggimento AVES "Rigel" di Casarsa della Delizia, l'unico velivolo, lo ricordiamo, autorizzato al volo notturno.

Ancora domenica 12 gennaio, ma in Abruzzo, un escursionista  di 53 anni residente a Roma, scivolato in prossimità della Capanna Sevìce, sul monte omonimo del gruppo Sirente Velino, è stato soccorso nel pomeriggio di oggi dall’elicottero del 118 di stanza a L’Aquila. L’incidente è avvenuto a circa 2100 m s.l.m., dove, in compagnia di altri cinque escursionisti, l’uomo stava scendendo lungo un pendio lievemente innevato. Improvvisamente è scivolato su un tratto ghiacciato ed è andato giù per una sessantina di metri, riportando un trauma importante agli arti inferiori. Collocato sulla barella e recuperato per mezzo del verricello, è stato quindi trasportato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. A dare l’allarme è stata una persona che ha assistito all’incidente, servendosi dell’applicazione per smartphone GeoResQ, il servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e promosso dal Club Alpino Italiano (CAI).

GeoResQ ha consentito di determinare la  posizione geografica, di effettuare il tracciamento in tempo reale delle  escursioni. In altre situazioni, la app garantisce l’archiviazione dei propri percorsi sul portale dedicato ed in caso di necessità l’inoltro degli allarmi e delle richieste di soccorso attraverso la centrale operativa dedicata.


È stata una prima domenica di presenze massicce in Sicilia, a Piano Battaglia, sulle Madonie, vicino Palermo, che ha portato con sé anche i primi incidenti. I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, presenti nella località montana in virtù della convenzione con la Protezione civile della Città metropolitana di Palermo, per garantire l'assistenza e il soccorso nel comprensorio nei fine settimana durante il periodo di innevamento, sono intervenuti due volte. L'incidente più grave ha avuto come protagonista una quindicenne di Bagheria che si è procurata una distorsione al ginocchio destro dopo essere scivolata sulla neve ghiacciata. Una lieve ferita alla testa, invece, per una donna di 36 anni di Caltanissetta travolta da un altro gitante.

red/gp

(Fonte: Cnsas)