(Fonte foto: Cnsas)

Soccorso Alpino, gli interventi del finesettimana

Molti interventi in Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna

Con l’allentamento delle misure di distanziamento e il ritorno della gente in montagna, sono tornati a registrarsi molti interventi del Soccorso Alpino.

È stata una giornata molto impegnativa quella di sabato 16 maggio per il Cnsas dell’Emilia Romagna, Stazione Corno alle Scale. Un ragazzo di 19 anni residente a Bologna è rimasto coinvolto in un grave incidente, mentre stava scendendo con la mountain bike sulla via Cavone, nel tratto compreso tra il Rifugio Cavone e Madonna dell'Acero, nel comune di Lizzano in Belvedere (BO).

Nell'impostare una curva ha invaso l'altra corsia, da dove sopraggiungeva una macchina. L'impatto è stato inevitabile e il ciclista è stato sbalzato di diversi metri. Alcuni passati hanno dato immediatamente l'allarme al 118. Erano circa le 15.15 e la Centrale Operativa ha inviato sul posto l'ambulanza di Lizzano in Belvedere, l'automedica di Marano, l'elicottero 118 di Pavullo nel Frignano, dotato di verricello, con a bordo un tecnico di elisoccorso del CNSAS, la squadra territoriale del Soccorso Alpino e speleologico, Stazione Corno alle Scale, e i Carabinieri della Stazione di Lizzano. La squadra del Soccorso Alpino è partita immediatamente da Vidiciatico (BO) per dirigersi verso il luogo dell'evento. Nel frattempo, intorno alle 15.25, al 118 è arrivata un'altra richiesta di soccorso per un incidente avvenuto nella zona delle cascate del Dardagna, sempre nel bolognese: uomo di 56 anni residente, a Bologna, che era tra la prima e la seconda cascata a fare una passeggiata, dopo essersi fermato per estrarre dallo zaino la macchina fotografica, ha perso l'equilibrio ed è scivolato rovinosamente, finendo sul sentiero sottostante.

La caduta gli ha provocato una profonda ferita alla testa. Fortunatamente, non avendo perso conoscenza, l'uomo si è rialzato e ha iniziato a scendere verso il Santuario Mariano di Madonna dell'Acero fino a incontrare un gruppo di persone che hanno poi dato l'allarme. Durante la tratta di avvicinamento, la squadra territoriale e l'elicottero, ormai prossimi alla zona dell'evento, sono stati dunque dirottati dalla Centrale Operativa alle cascate, mentre sull'incidente sono stati inviati l'ambulanza, l'automedica e l'elicottero 118 di Bologna. Eli Pavullo, arrivato in zona, ha poi sbarcato l'equipaggio con il verricello – dal momento che l’evento era accaduto in zona non atterrabile, a causa della vegetazione molto fitta.

Dopo valutazione e stabilizzazione il paziente è stato recuperato, sempre con il verricello e con il supporto della squadra territoriale, e consegnato all'ambulanza di Lizzano, che lo ha trasportato all'Ospedale di Porretta in codice di media gravità. Il ragazzo in bicicletta è stato dunque imbarcato dall'elicottero di Bologna e trasportato all'Ospedale Maggiore in condizioni gravi.

Sempre in Emilia Romagna, nel pomeriggio di sabato, i tecnici del Soccorso Alpino sono intervenuti nel comune di Quattro Castella (RE), in località Roncolo, in aiuto di un ciclista caduto durante un giro in mountain-bike. Il ciclista, un ventottenne di Correggio, stava percorrendo con un amico un tratto in discesa, quando è caduto al suolo. L'amico ha subito allertato i soccorsi e la Centrale Operativa ha inviato sul posto i militi della Croce Rossa, i tecnici del Soccorso Alpino, i Carabinieri ed i Vigili del Fuoco. Raggiunto, il giovane è stato stabilizzato e trasportato in barella fino all'ambulanza, quindi trasportato all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia con un trauma toracico e cranico.


Sono stati invece quattro gli interventi del Soccorso Alpino registrati sulle montagne e sui sentieri del Friuli Venezia Giulia domenica 17 maggio.

Il primo si è verificato nella tarda mattinata nel maniaghese (PN) al confine tra i comuni di Maniago e Montereale Valcellina nella zona del Monte Fara. Tra le 10.45 e le 12 otto tecnici del Soccorso Alpino hanno tratto in salvo una donna di Mortegliano e il suo cane con manovre di corda, per recuperarla in sicurezza da un infido canalone. La donna, che era in compagnia di una amica, era scesa in un tratto ripido staccandosi dal sentiero 567 che conduce alla Forcella della Croce proprio per recuperare il cane che si era allontanato, finendo però in un punto molto scosceso ed esposto, dal quale non riusciva a risalire È stato necessario imbragare sia lei che il cane, quest'ultimo di taglia medio grande, per riportarli sul sentiero illesi.

Sempre nella tarda mattinata un'operazione di soccorso ha visto impegnati tecnici del Soccorso Alpino della stazione di Forni Avoltri (UD), Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco di Tolmezzo, personale dell'ambulanza, Carabinieri ed elisoccorso regionale sul Monte Zoncolan. Qui una donna del 1943, G. (Nome) M. (Cognome) proprietaria di uno stavolo sul monte stesso, è caduta mentre scendeva in compagnia di un familiare lungo la pista, ad una quota di 1550 metri, inciampando in un canale di scolo. Nella caduta ha battuto fortemente la testa e si è ferita, ma non ha mai perso conoscenza. È stata imbarellata sul posto dai tecnici assieme al personale dell'ambulanza e poi valutata anche dall'equipe sanitaria dell'elisoccorso per poi essere consegnata all'ambulanza con destinazione Tolmezzo.

A Trieste c'è stato invece un intervento sul sentiero numero 3 che corre lungo il confine con la Slovenia sopra l'abitato di Ternova. Qui una donna di Trieste del 1954, D. S., è inciampata procurandosi una probabile frattura alla caviglia. Dopo averne individuato la posizione, sul posto si sono recati cinque tecnici del Soccorso Alpino assieme al personale dell'ambulanza del 118. La donna è stata stabilizzata e adagiata sulla barella portantina, per essere trasportata a spalle lungo il sentiero per una quindicina di minuti e consegnata all'ambulanza.

Ad Ampezzo (UD), nel pomeriggio, un altro intervento di soccorso ha visto impegnati sei tecnici del Soccorso Alpino, quattro dei quali sono stati trasportati in quota con l'elicottero della Protezione Civile a casera Tintina, nella zona del Monte Cavallo. Qui una famiglia di Maniago, composta dai genitori e da un figlio minorenne, aveva smarrito il sentiero che conduce alla cima del monte perdendosi in una zona impervia ad una quota di 1600 metri. Individuati con le coordinate fornite dalla Sores, i tre sono stati raggiunti in una ventina di minuti di cammino e riaccompagnati in quaranta minuti alla Casera e quindi al parcheggio, con l'aiuto di una corda di sicurezza approntata come corrimano nel tratto più impervio.

red/gp

(Fonte: Cnsas)