(Fonte foto: Cnsas)

Soccorso Alpino, molti interventi in tutta Italia

Gli interventi sono stati effettuati tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia

Giornata impegnativa quella del 27 agosto per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che ha effettuato interventi su tutto il territorio nazionale. In Friuli Venezia Giulia, alle 13.20 circa la Centrale del 118 di Treviso ha allertato il Soccorso Alpino della Pedemontana del Grappa, in seguito alla segnalazione di alcuni piloti che avevano visto una vela precipitare sul Grappa.

Dalle prime sommarie informazioni, le testimonianze indicavano la zona del Panettone come luogo dell'incidente, e in quella direzione è volato l'elicottero di Treviso Emergenza, che ha sorvolato la zona senza però individuare alcun parapendio. In accordo con i soccorritori partiti per la perlustrazione, l'eliambulanza è rientrata. Una squadra da Semonzo (TV) ha dunque iniziato a salire, finché  l'automedica di Crespano del Grappa (TV), in contatto con gli amici della pilota, è riuscita a individuare il punto. La donna, A.D., 46 anni, inglese, era caduta 8 metri sotto la strada che da Baita Camol porta a Malga Ardosetta, rimanendo con la vela impigliata in uno sperone roccioso sopra un canale, a 1.450 metri di quota. Un medico e un soccorritore si sono quindi calati da lei, che lamentava un leggero dolore lombare, e con l'aiuto del resto della squadra la hanno riportata sulla strada sollevandola con un paranco. L'infortunata è stata trasportata all'ospedale di Castelfranco.
In Veneto, ieri 27 agosto attorno alle 14.30 circa il 118 è stato allertato per un'escursionista tedesca, A.F., 37 anni, che era caduta, mentre in compagnia percorreva il sentiero numero 1104, sul Vallon de Lavaredo ad Auronzo di Cadore. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è portato sul luogo dell'incidente, vicino a un ghiaione, grazie alle indicazioni date tramite gli operatori della Centrale in contatto telefonico con il chiamante. Sbarcati con un verricello di 20 metri medico e tecnico di elisoccorso, alla donna sono state prestate le prime cure per un probabile trauma alla spalla. Imbarcata, la turista è stata portata all'ospedale di Belluno. Il Soccorso alpino di Cortina è stato poi allertato per due interventi in contemporanea riguardanti due escursioniste che avevano riportato un possibile trauma alla caviglia. La prima, T.C., 46 anni, di Bergamo, è stata raggiunta dal Soccorso alpino dei Carabinieri in jeep lungo il sentiero numero 402 del Col dei Bos. La seconda, M.L.S., 71 anni, di Venezia, che stava scendendo verso il Rifugio Scoiattoli, è stata aiutata da una squadra del Sagf, che la ha caricata a bordo del proprio mezzo. Entrambe sono state accompagnate al Rifugio Cinque Torri, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale Codivilla. Infine il Soccorso Alpino di Feltre ha fornito indicazioni telefoniche a una signora padovana, che aveva perso l'orientamento nella zona di Croce d'Aune, consentendole di ritornare sull'itinerario corretto e procedere verso i Vigili del fuoco che le stavano andando incontro. 

Si è concluso invece nella notte un intervento iniziato ieri sera attorno alle 20.40, quando il Soccorso Alpino di Auronzo di Cadore (BL) è stato allertato per due alpinisti in difficoltà, sulle doppie di rientro dalla normale alla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. I due, C.Y., 41 anni, e V.H., 29 anni, di Bolzano, avevano attaccato la Via Zeitsprung alle 9 e, una volta completata alle 18, avevano iniziato a scendere, ma si erano trovati a 2.750 metri di quota, ormai al buio, senza frontali, con nebbia persistente e le corde incastrate nella roccia. Due squadre hanno fatto base alla chiesetta tra il Rifugio Auronzo e il Lavaredo e, in contatto telefonico, hanno appreso che i due erano seguiti da una seconda cordata che stava per raggiungerli. Deciso che avrebbero chiesto di potersi aggregare ai rocciatori in arrivo - una coppia di ragazzi spagnoli salita dallo Spigolo Dibona - i soccorritori hanno quindi spedito loro via Whatsapp la relazione e tutte le informazioni necessarie a scendere dal punto in cui si trovavano (ottenuto dalle coordinate inviate), tra le quali l'invito a non calarsi troppo in un certo tratto per evitare di rimanere bloccati su un salto. Purtroppo, però, dopo essersi uniti alla coppia, che li ha fatti andare avanti utilizzando le proprie corde, è accaduto esattamente quello che si temeva: i rocciatori, calandosi troppo, sono rimasti  nuovamente bloccati. A quel punto una squadra ha salito la normale e li ha raggiunti. Dopo averli dotati di frontali - ne avevano una in quattro - e riportati sul percorso corretto, i soccorritori li hanno quindi aiuati a calarsi fino alla base. L'intervento si è concluso verso mezzanotte

Ieri pomeriggio in Emilia Romagna era stata segnalata la scomparsa di un uomo di 80 anni domiciliato a Fano (PU) in vacanzaza Lizzano in Belvedere (BO), presso il rifugio Segavecchia. Sul posto sono intervenuti il Soccorso Alpino, servizio regionale Emilia Romagna, stazioni Corno alle Scale, Monte Cimone, Rocca di Badolo. La persona dispersa è stata infine ritrovata a Monteacuto frazione di Lizzano in Belvedere, nei pressi di una trattoria, dove si era rifugiato dopo essere rimasto disorientato. L’uomo stava bene e non ha necessitato di ricovero in ospedale.
In Sicilia, invece, il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano della stazione Palermo-Madonie ha effettuato un complicato intervento nelle campagne di Lascari, per recuperare un ragazzo finito in una scarpata con sospette fratture alle gambe. L'allarme era scattato intorno alle 21, con le operazioni che sono state rese più difficili dalla natura rocciosa del terreno e dal buio. 

Fortunatamente l'intervento di recupero si è concluso poco prima delle 23,30. Alle operazioni hanno collaborato anche i carabinieri, il 118 e la Protezione civile comunale di Lascari. Vittima dell'incidente A.M., 21 anni, palermitano, che durante un'escursione con alcuni amici in una zona panoramica di contrada Poggio Maria si è avvicinato troppo al bordo della scarpata e, a causa del buio, è scivolato per oltre 200 metri procurandosi contusioni ed escoriazioni. Erano stati i genitori ad avvisare i carabinieri che, a loro volta, hanno chiesto l'intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano. Alla fine i volontari della stazione Palermo-Madonie hanno raggiunto il ferito, lo hanno imbracato e recuperato dall'alto con un sistema di corde. Una volta arrivati su terreno pianeggiante lo hanno accompagnato fino alla strada dove ad attenderlo c'era un'ambulanza del 118 che lo ha trasportato al vicino ospedale Giglio di Cefalù.

red/gp

(Fonte: Cnsas)