Soccorso Alpino, molti interventi nel finesettimana

Molti interventi del Cnsas in tutta Italia, soprattutto in Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna

Molti gli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico nel finesettimana, a partire fin da venerdì 30 agosto, quando in Emilia Romagna una donna di 52 anni, residente a Savignano sul Panaro (MO), partita nel primo pomeriggio insieme al marito dal rifugio Cavone (BO), è scivolata procurandosi un trauma alla gamba che non le ha più consentito di proseguire. Il marito ha immediatamente chiamato il 118 per chiedere aiuto. La Centrale Operativa di Bologna ha inviato sul posto l’ambulanza di Lizzano, la squadra in pronta disponibilità del Soccorso Alpino e Speleologico stazione Corno alle Scale il Vigili del Fuoco del distaccamento di Gaggio Montano e l’elicottero, sempre dei Vigili del Fuoco, decollato dall’aeroporto di Bologna con a bordo personale SAF.

Arrivato sul posto, il personale CNSAS ha provveduto a immobilizzare l’arto traumatizzato e, dopo aver valutato anche la sicurezza ambientale, ha posizionato la donna sulla barella portantina e ha cominciato predisporre le soste per calare la barella per un centinaio di metri fino alla strada. Nel frattempo il 118 faceva decollare l’elicottero dall’Ospedale Maggiore di Bologna. Giunto sul posto dopo una valutazione fatta dal personale sanitario, la signora veniva trasportata sempre con l’elicottero al Maggiore di Bologna per le cure del caso.

Sempre venerdì, stavolta in Veneto, poco prima delle 17 è scattato l'allarme per una persona non rientrata dai boschi del Cansiglio ed è stato allertato il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane e dell'Alpago, assieme ai Vigili del fuoco. Partite in cerca di funghi, a un certo punto tre sorelle si erano perse di vista. Al momento di ritrovarsi però alle 15, A.L.C., 76 anni, di Caneva (PN), mancava all'appello. Dopo averla cercata a lungo, le altre due avevano chiesto aiuto a dei passanti. Le squadre si sono portate sul posto, fissando la base a Vallorch, e sono partite alla ricerca. Verso le 18, la hanno fortunatamente rintracciata a un centinaio di metri dal Villaggio dei cimbri. Era agitata e stanca, ma stava bene, ed è stata caricata sul mezzo dei vigili arrivato lì vicino per accompagnarla dai parenti. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina è invece salita in fuoristrada al Rifugio Biella, per due turisti milanesi che non erano più in grado di rientrare autonomamente per la stanchezza. I due, F.G., 70 anni, e F.D.B., 86 anni, sono stati riportati a valle.

In Friuli Venezia Giulia, sabato sera, intorno alle 22, si è concluso il recupero di un giovane sloveno infortunatosi sul Torrente Rosandra da parte dei tecnici della stazione di Trieste del Soccorso Alpino e Speleologico. J. (nome) P. (cognome) del 1990 residente nei dintorni di Capodistria, si è procurato la frattura di una gamba mentre si trovava nei pressi della cascata del torrente Rosandra assieme a un amico, che ha chiamato i soccorsi alle 18.50. Per recuperare il ferito, di corporatura importante, i cinque tecnici del Soccorso Alpino hanno attrezzato il percorso dall'alto issandolo con le corde per centoventi metri fino al sentiero soprastante e poi per dieci minuti a piedi lungo lo stesso sentiero fino alla strada dove attendeva il personale del 118 con l'ambulanza. Consegnato ai sanitari, l'uomo è stato portato all'ospedale di Cattinara. Sul posto anche i Vigili del Fuoco.

In Veneto, invece, sabato 31 è stato trovato senza vita il giovane escursionista, per il quale mancato rientro venerdì in tarda serata era scattato l'allarme. Verso le 23 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato dalla Centrale operativa del 118 su segnalazione dei familiari di G.P., 27 anni, di Pegognaga (MN), che stava passando una settimana di vacanza sul Lago di Garda. Il giovane era partito in mattinata per un'escursione da solo e aveva inviato alcune foto alla sorella con immagini dai sentieri percorsi. Quando i carabinieri hanno rintracciato la sua auto parcheggiata a Malga Biancari, 6 squadre si sono portate sul posto e hanno iniziato a perlustrare i vari itinerari della zona. Verso le tre il triste rinvenimento in località Rio Mondrago, dove il ragazzo era scivolato fuori dal sentiero e caduto per una decina di metri, riportando traumi letali. Dopo che il medico del Soccorso alpino ne ha constatato il decesso, la salma è stata ricomposta e imbarellata. Tutti i soccorritori sono stati fatti convergere sul posto per poi trasportare la barella a spalla fino al ponte tibetano, dove è arrivata alle 5. Non appena è stato giorno, l'elicottero di Trento la ha recuperata con il verricello, per trasferirla a Malga Biancari e affidarla al carro funebre diretto all'ospedale di Borgo Roma. Hanno preso parte alla ricerca anche i soccorritori della Stazione speleologica. 

Ancora in Veneto, alle 13.20 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sul Sass de Stria (BL) per una persona precipitata durante la discesa, la cui caduta è stata fatale. Anziché utilizzare la scala di ferro come i compagni di escursione, C.F., 43 anni, di Padova, aveva infatti preso una traccia alternativa, quando all'improvviso è scivolato, precipitando una quindicina di metri fino alla base della parete, dove parte la scala. Arrivata sul posto, l'eliambulanza ha sbarcato con un verricello tecnico di elisoccorso ed equipe medica, che purtroppo ha solamente potuto constatare il decesso dell'uomo dovuto ai traumi riportati. Ricomposta, la salma è stata imbarellata e recuperata con un verricello di 20 metri. Sul posto anche personale del Sagf e delle forze dell'ordine, cui la barella è stata affidata al Passo Valparola. 

Circa allo stesso orario, alle 13.30 circa, è partita un'altra operazione in Veneto, quando su su richiesta del gestore, la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino della Val Pettorina per una escursionista che, messo male un piede, si era procurata un probabile trauma alla caviglia sotto il Rifugio Falier. Raggiunta con il quad, l'infortunata è stata medicata e stabilizzata. Caricata a bordo, G.F., 64, di Ferrara, è stata trasportata a Malga Ciapela e affidata all'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo. Verso le 10.45 la Centrale del 118 ha geolocalizzato un escursionista che aveva perso la traccia del sentiero scendendo lungo la normale all'Antelao. Individuato sopra i salti de la bala, è stato messo in contatto con il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, che gli ha dato le opportune indicazioni per riprendere il percorso corretto e rientrare in autonomia a Forcella Piccola. 

In Emilia romagna, il Soccorso Alpino Emilia Romagna della Stazione Monte Cimone, insieme ai colleghi del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, di stanza all'Abetone, sono intervenuti questa mattina alle 7 a Doccia di Fiumalbo per un malore che ha colto un cercatore di funghi 64enne, lasciandolo senza vita. Da poco partito da Pievepelago assieme ad amici, mentre percorreva il sentiero del vecchio skilift in un tratto in salita si è sentito male all'improvviso cadendo all'indietro e perdendo i sensi. Gli amici hanno dato subito l'allarme: i tecnici Saer con un fuoristrada hanno condotto sul posto l'Avap di Fiumalbo, l'automedica di Riolunato con la dottoressa mentre l'elicottero 118 di Bologna atterrava in una radura, ma tutti i tentativi di rianimare l'uomo – F.M. le iniziali, originario di Livorno – sono stati vani e il medico ha dovuto constatare il decesso.

Nella giornata di domenica 1 settembre, in Friuli Venezia Giulia tre escursionisti stavano rientrando da una camminata al bivacco Molassa ed erano a dieci minuti dall'auto, situata in località Le Roppe, da dove erano partiti al mattino, quando uno dei tre è scivolato. L'amico che era più vicino ha cercato di trattenerlo per lo zaino per evitargli la caduta ma è scivolato assieme a lui ruzzolando per una quindicina di metri lungo un pendio di erba e sassi. Il terzo escursionista ha chiamato i soccorsi fortemente sotto choc. Sul posto sono arrivati a piedi i soccorritori della stazione di Maniago del Soccorso Alpino e Speleologico, seguiti dai Vigili del Fuoco. Il capostazione ha subito richiesto l'intervento dell'elicottero, avendo capito che il punto in cui era avvenuta la caduta necessitava di un intervento dell'eliambulanza, ma l'elisoccorso della regione FVG era in un primo tempo impegnato in un recupero sul Monte Matajur e poi, quando si è liberato, è stato deviato a Malga Moraret nelle Alpi Carniche, per un trauma cranico con sanguinamento, considerato più urgente. Nel frattempo i tecnici del Soccorso Alpino di Maniago si sono calati con le corde fino al punto in cui si trovavano i due infortunati, che si sono fermati al limite di un salto che sarebbe stato mortale. Hanno provveduto ad assicurarli e hanno portato sul sentiero quello dei due che presentava solo qualche contusione e leggere ferite. Mentre si attendeva l'elicottero il terzo escursionista, ortopedico in pensione, è stato calato accanto al ferito per una prima valutazione - una sospetta frattura al bacino o lombare. Poi è finalmente arrivato l'elicottero del SUEM di Treviso: dopo la valutazione e le prime cure prestate dall'equipe sanitaria di bordo l'uomo è stato issato sul sentiero con la barella del Soccorso Alpino e poi prelevato con il verricello e condotto in ospedale. I suoi compagni di escursione sono stati accompagnati lungo il sentiero fino all'auto. Il ferito è R. (nome) F. (cognome) del 1944, di Belluno così come i suoi compagni di escursione. Sul posto anche l'ambulanza del 118 da Cinolais e dodici tecnici del Soccorso Alpino. 

In Veneto nella notte del primo settembre, il Soccorso alpino di Auronzo era stato allertato dai familiari di due alpinisti spagnoli non rientrati da una scalata sulle Tre Cime di Lavaredo. I parenti, che si trovavano sul posto, non riuscivano a contattarli al cellulare, non raggiungibile, e presupponevano i due rocciatori, un uomo e una donna di Barcellona, si trovassero sulla Cima Ovest. Non appena ha fatto luce, l'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha imbarcato personale del Soccorso alpino e del Sagf di Auronzo e si è avvicinato alle pareti per una ricognizione. La coppia è stata fortunatamente individuata a metà della Via Cassin sulla Ovest, dove, attardatasi, aveva bivaccato senza poter avvertire, perché tutte le pareti a nord sono senza copertura telefonica. I due hanno detto che avrebbero proseguito e l'allarme è cessato. La coppia di scalatori è la stessa che martedì scorso, aggregandosi a due alpinisti senza luci e con le corde incastrate al rientro dalla normale alla Cima Grande, si era trovata a sua volta in difficoltà ed era stata soccorsa nella notte.

Domenica, alle 23.10 circa, la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona per due persone scivolate una quarantina di metri in una scarpata a Roncà (VR). Al rientro dalla festa di compleanno di uno di loro in un agriturismo del posto, due fratelli, di 31 e 29 anni, di Arzignano (VI), hanno bucato una gomma della macchina. Sono scesi e si sono incamminati lungo la piccola strada in collina, finché uno è scivolato sul ciglio per alcuni metri, cadendo da un salto di una decina e ruzzolando per altri venti. Il fratello, per andare in suo aiuto, è a sua volta caduto lungo la stessa verticale. Gli amici, che li seguivano e avevano assistito alla scena, hanno subito lanciato l'allarme. Due soccorritori della Stazione speleo, arrivati prima da località vicine, si sono subito calati per verificare la situazione. Fortunatamente il tappeto di terra smossa e foglie secche nel punto dove erano caduti i ragazzi ne aveva attutito l'urto: uno aveva riportato una ferita sulla testa e lamentava dolori a un piede, l'altro non manifestava apparentemente alcuna conseguenza. Non appena sono arrivati altri 4 soccorritori, è sceso anche l'infermiere del Soccorso alpino che ha preso tutti i parametri dei due, riferendoli al medico della prima ambulanza sopraggiuta nel frattempo. È stato quindi deciso di procedere con il recupero dell'infortunato, stabilizzato, imbarellato, sollevato verso l'alto con un paranco e affidato all'ambulanza partita per Borgo Trento. È stata poi la volta del fratello, riportato sulla strada con le stesse manovre e trasferito sulla seconda ambulanza alle 3.10. L'intervento si è svolto in collaborazione con i Vigili del fuoco. Sul posto anche i Carabinieri di San Bonifacio 

red/gp

(Fonte: Cnsas)