Fonte Facebook Cnsas nazionale

Soccorso Alpino: nel 2019 più di 10mila missioni (+7%)

Il 75% delle missioni si sono svolte in montagna per recupero di persone ferite. Sono 10.073 le persone tratte in salvo. In lieve calo il numero dei morti passati dal 458 nel 2018 a 446 nel 2019

Mai così tanti interventi di soccorso: più di 10mila in un anno. Per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico il 2019 si chiude con un significativo balzo in avanti dell'attività di soccorso rispetto all'anno precedente, passando da 9.554 a 10.234 interventi (+7,1%).

Un incremento piuttosto consistente che ha fatto superare per la prima volta nella storia del Cnsas la quota psicologica di 10mila missioni. ''È frutto di una più intensa frequentazione delle montagne italiane, caratterizzata anche da un'estate particolarmente mite - ci tiene subito a spiegare Maurizio Dellantonio, il presidente nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico -. Ma questi dati dimostrano anche che la nostra rete di stazioni di soccorso (242 stazioni alpine, 27 speleologiche) è sempre più attiva sull'intero territorio del Paese e che il nostro Corpo, anno dopo anno, cresce in numeri, professionalità e riconoscimento da parte di istituzioni e cittadini''.

Le missioni del Cnsas, nel 2019, si sono svolte per il 75% in terreno montano, impervio e ostile. Gran parte delle richieste di soccorso hanno riguardato persone ferite, ma ci sono stati anche 950 ricerche di persone disperse, 280 casi classificabili come interventi di Protezione civile, 164 incidenti stradali che hanno richiesto l'intervento del Soccorso Alpino e Speleologico, 42 valanghe, 30 soccorsi in forra, 10 nelle grotte e 2 interventi per l'evacuazione di impianti a fune. Le false chiamate sono state 117. Complessivamente nel 2019 sono stati impiegati 41.666 soccorritori, distribuiti in 28.458 giornate/uomo, per un totale di 187.504 ore di effettivo utilizzo. Nel 2019 le persone tratte in salvo dal Cnsas sono state 10.073. Fra queste 3.376, pari al 33,5%, sono stati gli illesi. I feriti hanno raggiunto la quota di 6.190 unità (61,4%), suddivisi in feriti leggeri (4.501, 44,7%), feriti gravi (1.425, 14,1%), feriti con compromesse le funzioni vitali, cioè in imminente pericolo di vita, (264, 4,4%). Ferma allo 0,6% la percentuale dei dispersi non recuperati, mentre si registra un leggero calo dei morti in montagna, passati dal 458 nel 2018 a 446 nel 2019 (il 4,4% del totale ).

Red/cb
(Fonte: AdnKronos)