Soccorso Alpino Umbria: perchÈ tanto accanimento?

Non piace ad alcuni sindacati dei Vigili del Fuoco l'accordo sottoscritto fra Regione Umbria e Soccorso Alpino: molte le contestazioni e i toni forti usati a riguardo in questi giorni. La replica del delegato CNSAS-SASU, Mauro Guiducci

Hanno contestato duramente la legittimità dell'accordo siglato il mese scorso  tra Regione Umbria e Soccorso Alpino e Speleologico Umbria: una convenzione, così l'ha definita la presidente della regione Catiuscia Marini "di particolare importanza perché consente al nostro servizio di urgenza ed emergenza 118, e al servizio di elisoccorso, di avvalersi delle specifiche professionalità e competenze del corpo del Soccorso alpino, soprattutto per quegli interventi di soccorso in condizioni difficili, se non estreme" .
Ma alcuni sindacati dei Vigili del fuoco ne chiedono a gran voce la revisione, contestando il fatto che la convenzione toccherebbe ambiti di esclusiva pertinenza dei vvf e che l'accordo sconfinerebbe anche in campi di competenza dello Stato.

Sul merito quindi risponde, con una lunga e accorata lettera che a seguire riportiamo integralmente, il Delegato SASU Mauro Guiducci, nell'intento di porre fine "agli innumerevoli attacchi sferrati ingiustamente nei confronti del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) e per chiarire una volta per tutte questa bagarre". In calce anche i link alle dichiarazioni e posizioni dei sindacati dei Vigili del fuoco GCIL, CISAL e Conapo.

"Innanzi tutto, è bene sapere - scrive Guiducci - che la Repubblica, con la legge 74 del 21 marzo 2001, integrata dalla legge 26 del 26 febbraio 2010, "riconosce il valore di solidarietà sociale e la funzione di servizio di pubblica utilità del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Le sue finalità, riportate nella suddetta legge, consistono nel soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell'ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale." "Il CNSAS contribuisce, altresì, alla prevenzione ed alla vigilanza degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali, svolte in ambiente montano, ipogeo e in ambienti ostili e impervi." "Concorre, infine, quale struttura nazionale operativa del Servizio nazionale di Protezione Civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225 al soccorso in caso di eventi calamitosi in cooperazione con le strutture di Protezione Civile nell'ambito delle proprie competenze tecniche ed istituzionali." La legge 74 del 2001, inoltre, indica che "nel caso di intervento di squadre appartenenti a diverse organizzazioni, la funzione di coordinamento è assunta dal responsabile del CNSAS."

Entrando nel vivo di questa assurda vicenda, in più occasioni si legge che la convenzione stipulata tra Regione Umbria e SASU risulta essere illegittima. La motivazione per cui la Regione Umbria abbia stipulato un'apposita convenzione con il SASU è da ricercarsi all'articolo 5-bis della Legge 26 febbraio 2010, n. 26 che ci dice che "le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dell'organizzazione dei servizi di urgenza ed emergenza sanitaria, possono stipulare apposite convenzioni con le strutture operative regionali e provinciali del CNSAS, atte a disciplinare i servizi di soccorso e di elisoccorso." Quindi, la Regione Umbria, oltre ad attenersi alle normative vigenti come sopra citate, ha compiuto quello che ormai nelle Regioni limitrofe avviene già da anni. Infatti fino a ieri, l'unica Regione del centro Italia a non aver stipulato un'apposita convenzione con il CNSAS risultava essere proprio la Regione Umbria.
Per quanto riguarda le competenze in materia di soccorso e ricerca di persone disperse, addirittura, c'è chi insinua che tale competenza sia da ascriversi al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. In realtà esistono sentenze, del TAR prima e del Consiglio di Stato poi, che asseriscono il contrario.
Le suddette sentenze hanno ribadito come il CNSAS debba svolgere la funzione di coordinamento dei soccorsi in ambiente impervio ed ostile anche in presenza di altri enti dello Stato, applicando la normativa vigente presente nella Legge 21 marzo 2001, n. 74 all'art. 1 e in quella del 27 dicembre 2002, n. 289 Art. 80 39.
Sempre in materia di soccorsi in ambienti impervi e ostili, un'altra legge, quella del 27 dicembre 2002, n. 289 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (Legge Finanziaria) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2002 Art. 80 39, prevede che "il soccorso in montagna, in grotta, in ambienti ostili ed impervi, sia, di norma, attribuito al C.N.S.A.S. del C.A.I. ed al Bergrettungs - Dienst (BRD) dell'Alpenverein Sudtirol (AVS). Al C.N.S.A.S. ed al BRD spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze o calamità."
Riguardo all'ambito specifico della ricerca di persone disperse, le leggi sopra citate sono inoltre ribadite dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicata in G.U. 1 febbraio 2013 n. 27 "Indirizzi operativi volti ad assicurare l'unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di Protezione Civile"; - il punto 2.3.2 della Direttiva afferma che "la ricerca di persone disperse nell'ambiente montano, ipogeo o impervio è specificamente disciplinata dalla legge 21 marzo 2001, n. 74, art.1, comma 2, e dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 80 , che ne incardina le funzioni di coordinamento sul Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico".

A questo punto, dopo aver chiarito molti aspetti, di questi ingiustificati attacchi, teniamo a precisare che l'operato del SASU, ossia quello del CNSAS, non sostituisce nessun'altra organizzazione dello Stato, anche perché non ci risulta che nella convenzione si parli dei rischi espressamente di competenza istituzionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Per quanto concerne in merito ad alcune affermazioni fatte in materia di elisoccorso, ravvisiamo che in data 15-01-2015 l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) ha inviato al Capo dei Vigili del Fuoco dei chiarimenti in merito alla questione elisoccorso HEMS, puntualizzando il fatto che per garantire tale servizio occorre essere in possesso di Licenza di Trasporto commerciale, come da regolamento 1008/2008, e di Certificato di Operatore Aereo - COA rilasciato dall'ENAC a fronte della conformità ai requisiti organizzativi e tecnico - operativi contenuti nei relativi Allegati III, IV e V del Regolamento 965/2012. Da ciò ne consegue che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, non essendo in possesso di tali requisiti previsti dalla normativa vigente, se intendesse continuare ad offrire servizi HEMS, dovrebbe attenersi ai requisiti previsti dalla legge ed entrare in possesso delle Licenze necessarie e del Certificato di Operatore Aereo - COA.

Per quanto riguarda la gestione del valore economico stipulato con la convenzione effettuata tra SASU e Regione Umbria, si ribadisce che i volontari non sono retribuiti, come asserito nei vari comunicati.
Infatti, il contributo annuo di 150.000 euro stipulato all'interno della convenzione fra Regione Umbria e SASU viene utilizzato esclusivamente per far fronte alle spese di gestione della struttura.
Entrando nello specifico, il contributo servirà per:
* le dotazioni e rinnovo dei Dpi dei 75 volontari
* la loro formazione da effettuarsi periodicamente per il mantenimento delle qualifiche, nel rispetto di quanto previsto in materia dai piani formativi dalla Legge 21 marzo 2001, n. 74 e dal Decreto Legislativo n.81;
* la gestione e il rinnovo dell'autoparco in dotazione, carburanti, assicurazioni e manutenzioni mezzi;
* la gestione e il rinnovo delle sedi dislocate sul territorio, nella fattispecie della sede Regionale di Perugia e del centro formativo "Cristiano Parasecolo" di Ferentillo (TR) e la realizzazione della sede provinciale di Terni, del nuovo distaccamento di Sigillo, del magazzino di Forche Canapine;
* la gestione e il rinnovo degli apparati di comunicazione, il mantenimento delle unità cinofile, nonché tutte le spese sostenute per gli interventi e le attività svolte".

"Oltre a respingere ancora una volta le inesattezze scritte dai vari sindacati dei Vigili del Fuoco - prosegue Guiducci -, chiediamo se tutto questo sia giusto. Non si capisce infatti il perché di tale violenza nei confronti del Soccorso Alpino Speleologico Umbria, con critiche pesanti nei confronti di donne e uomini che dal 1966 mettono gratuitamente a disposizione del prossimo la propria passione, la professionalità, il tempo, il denaro e purtroppo in alcuni casi la vita, per portare soccorso a chi ne ha bisogno.
Si parla di sprechi, di soldi buttati al vento, un becero tentativo di mettere in cattiva luce l'operato del volontariato. Essere volontari, pur non percependo e non volendo percepire alcuna retribuzione, non significa non essere alla pari di chi è un lavoratore dipendente. Per questo ci preme evidenziare che i volontari del CNSAS, oltre ad avere un grande senso di altruismo, sono in primis dei professionisti del settore. Infatti all'interno del nostro Corpo sono presenti: Guide Alpine, Guide Speleologiche, Istruttori sezionali, regionali e nazionali di alpinismo, scialpinismo, arrampicata, speleologia, torrentismo, rafting delle più rappresentative Organizzazioni del settore: Cub Alpino Italiano, Società Speleologica Italiana, Associazione Italiana Canyoning, formatori per i lavori in quota e spazi confinati ed Istruttori internazionali della Rescue 3 International, specializzati nel soccorso fluviale ed alluvionale.
Le critiche portate alla nostra associazione sono poi ancora più fuori luogo se si considera che in Europa oltre il 90% dei Vigili del Fuoco sono volontari, e soltanto in Italia avviene il contrario.
I nostri tecnici, prima di entrare a far parte del CNSAS, hanno acquisito conoscenza delle attività e del territorio, condividono la grande passione per la montagna e tutte le attività che vi si praticano, maturando esperienza e professionalità.
Detto ciò affermiamo che in certi casi il "volontario ed il volontariato" è più formato e qualificato di chi prova a svolgere queste attività da lavoratore dipendente, a volte avvicinandosi per la prima volta all'alpinismo, alla speleologia, al canyoning, o a tutte le attività connesse, con l'uso di attrezzature specifiche troppo spesso viste essere estratte dall'imballo originale in occasione di un intervento".

"In conclusione - conclude il delegato SASU - ci rammarichiamo che alcuni strumentalizzino l'operato del SASU e la firma della convenzione con la Regione Umbria, diffondendo informazioni errate e diffamatorie nei nostri confronti, e ci auguriamo che chiunque venga in contatto con queste dichiarazioni si ponga delle domande critiche su questo tipo di operato. Da parte nostra, restiamo a disposizione di chiunque voglia conoscere meglio la nostra attività".

red/pc

Leggi qui il parere dei Sindacati dei Vigili del Fuoco:

  • a questo link la posizione della GCIL VVF - Coordinamento regionale umbria
  • a questo link la lettera del Conapo con oggetto: Illegittimita' della convenzione stipulata tra la regione umbria ed il soccorso alpino e sconfinamento in materia di soccorso pubblico di competenza del corpo nazionale dei vigili del fuoco - richiesta di impugnare la convenzione per l'annullamento delle parti illegittime
  • a questo link la posizione della CISAL VVF - Regione Umbria