Speleo trauma care: il soccorso
in grotta in attesa del medico

Si è tenuto a Verona nel week-end un corso curato dalla "Scuola nazionale medici per l'emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo", per insegnare ai soccorritori speleo le manovre sanitarie da eseguire, in attesa del personale sanitario, su traumatizzati e feriti in grotta

Gli infortuni in grotta, oltre a richiedere interventi impegnativi per le peculiarità dell'ambiente impongono una preparazione sanitaria specifica per gli operatori che per primi raggiungono i feriti, in attesa, se non rientra già nella squadra, di un medico o di un infermiere, anche in considerazione dei limitati presidi trasportabili sotto terra.
Si è svolto a Verona, questo fine settimana, 14 e 15 settembre, il modulo sanitario, Speleo trauma care, destinato ai tecnici di Soccorso speleologico, del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, cui hanno preso parte 20 soccorritori delle Stazioni speleologiche di Verona, Vicenza, Veneto Orientale, Trento, Bolzano, e 10 provenienti inoltre dal Piemonte e dall'Emilia Romagna.

Curato dalla Scuola nazionale medici per l'emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo, il modulo sanitario è obbligatorio per tutti i tecnici speleo, studiato e adattato all'ambiente specifico per garantire appunto l'approccio a un traumatizzato da parte della prima squadra di intervento, in attesa dell'arrivo dei sanitari.
È una sintesi degli standard internazionali volti all'utilizzo dei pochi presidi che è possibile trasportare in luoghi assai difficili come quelli ipogei. Tra i docenti, il direttore nazionale della Scuola Luca Pilo, appartenente alla VIII Delegazione speleologica della Sardegna, nonchè infermieri provenienti dalle Delegazioni di Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia e formatori del Lazio, Calabria e Veneto. Hanno partecipato in qualità di uditori il coordinatore medici della II Delegazione Dolomiti Bellunesi e rappresentante del Suem 118 di Treviso, Gian Mauro Sasso, e personale del Suem 118 di Verona e Vicenza. Un doveroso ringraziamento va al gruppo Ana e all'unità operativa di Protezione civile di Verona per il supporto logistico e la messa a disposizione della struttura, sede e magazzino della Stazione di Verona.


red/pc

(fonte: CNSAS Veneto)