Speleologa bloccata, è fuori alle 6.40.
Sta bene

Dopo 35 ore  di lavoro si è conclusa con successo questa mattina alle ore 06,40 l'intervento di soccorso speleologico alla grotta Omber EN banda al Büs del Zel.  Anna Bonino è in buone condizioni, è stata prontamente trasferita in ospedale.

Si è conclusa con successo questa mattina alle ore 06,40 l'intervento di soccorso speleologico alla grotta Omber En banda al Büs del Zel. Le operazioni sono terminate nei tempi previsti dai soccorritori. La giovane è stata poi affidata al 118, che l'ha portata in ospedale. «Sono stati i miei eroi, con loro non ho mai avuto paura, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata e salvata», ha detto Anna Bonini appena in superficie.  «Io mi sento bene, certo sono un po' frastornata - ha proseguito - in tutte queste ore però mi sono anche riposata, hanno fatto tutto loro». Anna ha aggiunto che ora vuole solo riprendersi, tornare alla sua vita di tutti i giorni, compresa la speleologia. A chi le chiede del suo futuro speleologico risponde: «Adesso sono un po' spaventata, ma credo di sì, certo, è la mia passione, è vero ho avuto un incidente ma chi cade deve rialzarsi e continuare».

A molti lettori questi tempi sembreranno lunghissimi, ma in realtà non è così. I tempi vanno commisurati alla situazione in cui si opera. In grotta ci si muove a piedi. La cavità va attrezza in modo specifico per consentire il trasporto in totale sicurezza dell'infortunato, e  - naturalmente - degli stessi soccorritori. La scelta di fornire un  soccorso medicalizzato garantisce la miglior assistenza preospedaliera possibile in quelle condizioni ambientali.  Il trasporto in grotta di una persona all'interno di una barella avviene sia tramite l'utilizzo di tecniche specifiche per superare i tratti verticali o in forte pendenza, sia attraverso il trasporto a piedi con vari passamano della barella. La morfologia interna e le condizioni del ferito dettano i tempi della manovra. La lunga esperienza del CNSAS ha ormai ottimizzato le tempistiche riducendo al massimo tutti i possibili tempi morti.

La ragazza tratta in salvo, Anna Bonini, 37 anni, speleologa di BS, si era fratturata la gamba sx domenica pomeriggio intorno le 14.00, scivolando da un salto di tre metri circa, durante un'escursione nella grotta, alla profondità di circa 250m. Subito dopo tre suoi compagni di esplorazione uscivano a dare l'allarme, mentre altri due restavano con lei a prestando i primi soccorsi e accudendola in attesa delle squadre di soccorso.

Alle 17,00 veniva allertato il 118, il quale provvedeva immediatamente ad attivare il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), stazione di Valsabbia della V Delegazione bresciana e IX zona speleologica lombarda. La squadra di primo intervento è entrata in grotta alle ore 20,00. Il recupero vero e proprio è iniziato qualche ora più tardi, dopo che la ragazza è stata medicalizzata e stabilizzata all'interno di una tendina riscaldata, dall'equipe medica del CNSAS, in contatto diretto con la Centrale Operativa del 118 di Brescia.

Per trasportare Anna Bonini è stato necessario allargare alcuni tratti molto stretti della grotta, per questa operazione si sono dedicati 8 volontari della Commissione Disostruzione del CNSAS che, tramite l'uso di micro cariche, hanno demolito piccole porzioni di roccia consentendo il passaggio della barella. Durante l'intervento, durato complessivamente 35 ore circa (di cui 25 ore di trasporto barella), si sono alternate 3 squadre di medici ed infermieri (7 componenti la Commissione Medica CNSAS) e 3 squadre di tecnici per il recupero (69 tecnici CNSAS).

In grotta hanno operato in totale 84 tecnici per una media di 12 ore/uomo di lavoro. All'esterno le operazioni sono state coordinate dal Delegato della IX Zona speleologica Lombardia Andrea Gigliuto coadiuvato, per la logistica e le comunicazioni, da una decina di soccorritori. Totale quasi cento persone.

Il recupero in grotta si è svolto senza particolari intoppi, l'infortunata è stata per la maggior parte del tempo, vigile e collaborativa, dimostrando un'eccezionale forza d'animo.

I tecnici intervenuti sono arrivati da 6 regioni d'Italia: Lombardia (IX Zona speleologica e V Delegazione bresciana), Piemonte (I Zona), Trentino e Veneto (VI Zona), Emilia Romagna (XII Zona), e Toscana (III Zona).

red/lc