Strage di Lampedusa: si temono 330 morti a bordo di 4 barconi naufragati

La situazione si presenta come un'ennesima enorme tragedia: dai racconti dei pochi superstiti sembra che i barconi salpati dalla Libia nei giorni scorsi fossero 4, affondati dal mare in tempesta. Si temono almeno 330 morti

Una tragedia che sembra non avere fine. Le persone morte negli ultimi naufragi al largo di Lampedusa sembra siano almeno 330. L'ennesima strage della disperazione.

A diverse miglia dall'isola sono stati soccorsi tra domenica e lunedì numerosi migranti. La prima tragica ondata ha visto intervenire due motovedette della Capitaneria di Porto in soccorso di un barcone alla deriva - con un mare forza 7, pioggia e gelo - il cui bilancio delle vittime è rapidamente passato da 7 persone morte assiderate sul barcone a 29, uccise sempre dall'ipotermia durante le operazioni di trasbordo e trasferimento a Lampedusa.
 
Ma contemporaneamente sono salpate dalla Libia altre 3 imbarcazioni e, poco dopo questo primo soccorso, si è reso necessario lunedì un ulteriore intervento in mare aperto per recuperare 9 persone, aggrappate disperatamente ai gommoni travolti dal mare in tempesta. Dai racconti di questi pochi superstiti si è appreso che a bordo dei due gommoni affondati erano stipate 105 persone su uno e 107 sull'altro. Mentre gli altri due natanti - tra cui il primo soccorso - trasportavano circa 208 persone. I superstiti, originari del Mali e del Senegal, hanno raccontato di essere partiti sabato scorso dalle coste libiche. In totale erano 4 i barconi salpati, ma al momento non si ha minimamente notizia del quarto, sulla cui sorte purtroppo si teme il peggio.
 
Alle operazioni di soccorso e di ricerca dei dispersi stanno partecipando le motovedette della Guardia Costiera, che hanno sfidato il mare forza 8 per raggiungere la zona del disastro, oltre a un aereo Atr 42 dello stesso corpo.
 
"Ancora morti in mare, morti per il freddo. Quanti ancora ne dovremo contare perché l'Europa si faccia realmente carico di questa tragedia continua? Provo vergogna e dolore per questa ennesima perdita di vite, una strage che poteva essere evitata e che pesa sulle coscienze di tutti. Di fronte a questo dramma ancora una volta torniamo a gridare con forza l’urgenza di definire un piano di accoglienza a livello europeo. Quanti morti ancora ci vorranno per ricordarci che si tratta di esseri umani che scappano dalle guerre e dalla fame, che hanno diritto ad un approdo sicuro e alla protezione umanitaria della comunità internazionale?". Così ha commentato Francesco Rocca, Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana e Vice Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, l'ennesima strage di Lampedusa.
 
"L'Operazione Mare Nostrum – ha proseguito Rocca  - andava implementata invece che chiusa. Triton, la missione gestita da Frontex, non serve ad evitare altre morti. E’ praticamente inutile e non dispone delle capacità adeguate, in termini di uomini e mezzi, per svolgere attività di soccorso in mare. Questi nuovi morti pesano sulle coscienze di tutti, nessuno escluso".
 
"Il problema non è Mare Nostrum o Triton - ha invece replicato il premier Matteo Renzi -, si può chiedere all'Europa di fare di più e domani lo farò, ma il punto politico è risolvere il problema in Libia, dove la situazione è fuori controllo".


Redazione/sm