fonte Twitter Croce Rossa

Stromboli dopo eruzione 98 evacuati e ancora roghi

Due terremoti di magnitudo 2 nella notte e roghi a Strombili, spente le fiamme  a Ginostra. Il sindaco di Lipari: “La situazione sta tornando alla normalità”

Gli incendi su Ginostra sono stati spenti da poco mentre sono ancora attivi dei roghi sul lato di Stromboli. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte e sono ancora all'opera da questa mattina all'alba anche con una motobarca e due Canadair. Nella notte ci sono stati dei terremoti di piccola energia, sotto magnitudo 2, probabilmente come effetto dell'assestamento del vulcano, che sono stati avvertiti, ma non hanno creato alcun danno. E la situazione sta tornando lentamente alla normalità dopo le due violente esplosioni eruttive del vulcano delle 16:46 di ieri.

"A Ginostra e in gran parte dell'isola - afferma - è stata riallacciata la fornitura elettrica. I tecnici dell'Enel hanno lavorato anche di notte riuscendo a fare 'ripartire' la centrale". Il sindaco sottolinea che "non c'è stata alcuna evacuazione", perché, spiega il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, "non c'era assolutamente la necessità".  

Un centinaio di persone però hanno lasciato l'isola volontariamente per la paura nata dopo la violenta esplosione vulcanica di ieri. E nella fretta di scappare una coppia di turisti toscani hanno dimenticato nel piccolo borgo marinaro di Stromboli anche documenti e trolley.

Ma in queste ore, afferma il primo cittadino Giorgianni, "Qualcuno di loro sta ritornando per continuare a trascorre le vacanze alle Eolie", anche grazie alla ripresa dei collegamenti navali, che sono stati anzi potenziati. I danni maggiori sono stati registrati a Ginostra: "Una parte di quel territorio dell'isola è ricoperta da una spessa coltre di pomice, sembra uno scenario post bellico". Ma, ribadisce, "tutto sta tornando alla normalità, bisognerà lavorare", anche se, ammette, si percepisce ancora che "non state smaltite del tutto paura e preoccupazione".

Sempre nella notte è stato recuperato e portato a Milazzo, dove viveva, il corpo di Massimo Imbesi, allievo ufficiale di coperta, 35 anni, morto ieri nell'esplosione dello Stromboli. Lo ha disposto la magistratura che sta valutando se fare eseguire l'autopsia o se sarà sufficiente l'esame esterno del medico legale. Secondo quanto si è appreso, all'altezza del torace è stato rilevato un grosso ematoma che Imbesi forse si sarebbe procurato cadendo violentemente sugli spuntoni di pietra lavica che caratterizzano l'isola. La caduta potrebbe essere avvenuta mentre correva per mettersi in salvo o causata da intossicazione da fumo sviluppato dagli incendi. Maggiori particolari sulla dinamica potranno venire da un amico sudamericano che era con lui, che ieri sera era ancora sotto evidente stato di choc.

Red/cb
(Fonte: Ansa)