Sub morti a Palinuro, al via il recupero della terza vittima

E così nell’affascinante meta turistica si consuma la tragedia. Per esplorare le grotte di Palinuro arrivano sub da tutto il mondo. E lì, nelle profondità di quelle acque, tre esperti sommozzatori sono morti. Due corpi sono stati recuperati, mentre sono riprese le operazioni per il recupero dell’ultima vittima. Sulle cause indaga la magistratura. Il sindaco fa polemica (e un soccorritore ha avuto un malore)

Sono riprese le operazioni per portare in superficie Silvio Anzola, il sub rimasto intrappolato venerdì mattina in un cunicolo della grotta della Scaletta nelle acque di Palinuro, frazione di Centola (Salerno), insieme con i suoi compagni Mauro Cammardella e Mauro Tancredi, i cui corpi sono stati recuperati ieri.
"Compatibilmente con le condizioni di visibilità dei fondali si proseguirà nelle operazioni” spiega il capitano di fregata Alberto Mandrillo. “I mezzi di soccorso sono già in mare".
I corpi recuperati ieri dagli speleosub dei Vigili del Fuoco (uno dei quali ha avuto un malore) sono stati portati nell'ospedale di Vallo della Lucania.
Sulla tragedia che ha portato alla morte i tre sub che si erano immersi nei pressi della Grotta della Scaletta vuol vederci chiaro la magistratura. Sono stati ripresi i luoghi e i corpi dei sub. Si vuole controllare, ad esempio, se sia stato rispettato il tragitto comunicato alle autorità.
Polemico il sindaco di Palinuro-Centola, Carmelo Stanziola: "Chiudere le grotte non serve a nulla. E' come se si decidesse di chiudere gli impianti sciistici". Quella di vietare l'accesso alle grotte è un'ipotesi, ma l'attenzione è stata soprattutto rivolta al recupero dei corpi, portati prima a Casalvelino e poi nell'ospedale di Vallo della Lucania per il riconoscimento da parte dei familiari e per l'autopsia.
Operazione di recupero difficile, complessa, nel corso della quale un giovane vigile del fuoco di Roma, uno speleosub di 30 anni, ha dovuto fare ricorso anche alla camera iperbarica per un principio di embolia. Difficoltà e complessità di accesso a causa del limo nel cunicolo che “genera sospensione e che rende la visibilità pari a zero”, come ha spiegato Giovanni Nanni, direttore regionale dei Vigili del Fuoco.
Ora sarà necessario esaminare le strumentazioni dei tre per capire cosa sia realmente avvenuto. Sicuramente non erano sub inesperti. Mauro Cammardella, responsabile del Centro diving, era apprezzato per la sua competenza ed esperienza così come Mauro Tancredi. Lo stesso si può dire di Silvio Anzola.
Incredulità e stupore non scompaiono dai volti di amici e conoscenti delle vittime. "Lo conoscevo benissimo”, dicono di Mauro. “Era un uomo di grande esperienza, meticoloso, anche con le attrezzature. I due amici con lui facevano immersioni da anni ed erano anche loro molto esperti”. Cammardella e Tancredi, raccontano ancora gli amici, "conoscevano quei fondali e quelle grotte come casa loro, facendo immersioni tutti i giorni dell'anno”.

luca calzolari