(centrale Muehleberg Svizzera_foto:Wikipedia)

Svizzera, cesio 137 nel lago di Biel. Gli scienziati rassicurano ma c'è preoccupazione

Secondo la denuncia di un quotidiano elvetico, nei fondali del lago di Biel, le cui acque alimentano il 68% delle abitazioni circostanti, ci sarebbero sedimenti di cesio 137. Grande preoccupazione fra gli abitanti. In concomitanza è stato presentato a Roma un master dedicato proprio alla protezione da eventi di questo tipo

Sedimenti di cesio 137 sul fondo del lago Biel, in Svizzera, sulle cui acque si affaccia l'omonima cittadina  del Canton Berna, nota per la produzione di famosi orologi e da alcuni giorni sotto i riflettori:  il quotidiano locale Le Matin Dimanche (edito dal gruppo Edipresse con sede a Losanna), sostiene infatti che l'isotopo radioattivo, sottoprodotto della fissione nucleare delle centrali, sarebbe presente sui fondali del lago, fattore assolutamente preoccupante se si pensa che l'approvvigionamento idrico del  68% delle abitazioni della città di Biel proviene proprio dal suo lago.
Nelle  vicinanze della cittadina sorge la centrale nucleare di Muehleberg, che, nel 2000, sversò acqua contaminata nel fiume Aar, affluente del lago Biel. Da qui l'ipotesi che il picco di cesio 137 nei sedimenti del lago derivi dalla centrale. Secondo Le Matin Dimanche, la centrale di Muehleberg  sarebbe addirittura autorizzata,  nel più totale segreto, seppur
sotto stretto controllo, a sversare acqua con livelli molto bassi di radioattività diverse volte l'anno.
La vicenda, che ha suscitato denunce e preoccupazioni, nonostante le rassicurazioni degli scienziati che sostengono che non ci siano rischi per la salute umana, è oggi al centro dell'attenzione di tutti i media elvetici e darà l'avvio indagini e ricerche per capire come stiano veramente le cose.

E proprio ieri, in coincidenza con questa notizia,  si è conclusa la presentazione dei corsi post laurea internazionali in "Protezione da eventi CBRNe (Chimico, Biologico, Radiologico, Nucleare, esplosivi): questi corsi, organizzati da Dipartimento di Ingegneria Industriale, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Tor Vergata e INGV (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia) sono specificatamente mirati alla prevenzione e alla salvaguardia  dai rischi connessi all'uso improprio o terroristico di determinate sostanze, con particolare riferimento a quelle radioattive, e con valutazioni e approfondimenti tecnici riguardanti anche i test nucleari sotterranei, le armi chimiche e batteriologiche, le sostanze esplosive.

"Le metodologie e le esperienze che verranno condivise nell'ambito del Master internazionale - spiega il Dott. Massimo Chiappini, neo-direttore della Sezione di Geofisica Ambientale dell'INGV - puntano ad una formazione specialistica dedicata, tra l'altro, all'individuazione ed al trattamento di sostanze pericolose quali ad esempio quelle che emettono radiazioni ionizzanti come il Cesio 137. Un operatore in questo caso è in grado di riconoscere sia la distribuzione areale del contaminante, che di elaborare le metodiche di mitigandone del rischio connesso".

"il Master - aggiunge il Prof. Stefano Gresta, Presidente dell'INGV - con la sua internazionalizzazione ed il quadro docente di eccellenza, può realmente fornire un sostanziale contributo all'applicazione di metodiche e tecniche, basate su solidi criteri scientifici ed aggiornate sul fronte delle più evolute tecnologie, per la salvaguardia del territorio e la sicurezza del cittadino".


red/pc